Il Castello di Castelbello in Val Venosta, se non fosse per altro, meriterebbe di essere visto per toccare con mano come una comunità si prenda cura dei suoi monumenti, cioè delle proprie tradizioni e della propria storia.
La Storia di Castel Castelbello

Siamo in Val Venosta, nel territorio del comune di Castelbello Ciardes e Castel Castelbello, dall’alto di una roccia strapiombante, domina la strada che corre lungo l’Adige ricalcando le orme dell’antica via romana Claudia Augusta.
La storia del piccolo castello parte da lontano: costruito dai signori di Montalban, vassalli dei conti del Tirolo, le prime notizie documentarie risalgono al 1238. L’epoca è coerente con quanto sappiamo dell’apparizione dei toponimi “Castelbello” e “Ciardes”, ovvero il nome del comune nel cui territorio si trova il castello.
Infatti Castelbello (borgo) appare per la prima volta nel 1286 con la dizione “Castelbel”. Ciardes è anteriore essendo rilevabile per la prima volta nel 1183 nella dizione “Sardis” di derivazione, probabilmente, latina.
Nel 1531 entrò a far parte del patrimonio dei conti von Hendl. Pesantemente danneggiato da incendi nella prima metà dell’ 800, nel 1956 venne acquistato dallo Stato italiano e restaurato in più fasi fino alla loro conclusione nel 1995. Oggi, la proprietà del castello è della Provincia Autonoma di Bolzano, che ne ha delegato la gestione al Comune di Castelbello-Ciardes. In termini pratici, a prendersene cura è il Curatorio del Castello di Castelbello.
Il maniero è così tornato a nuova vita: è possibile accedervi attraverso visite guidate, è sede di mostre, concerti, convegni e – dal momento che è buona cosa che anche un monumento provi a bastare a se stesso – è anche possibile affittarlo, ad esempio, per un matrimonio.
Il Castello ed il Principe Ranocchio
L’opera di restauro ed abbellimento è continua: durante la nostra visita, si stava ultimando la messa in opera di nuovi, bellissimi, soffitti in legno in tutte le stanze di rappresentanza e di un’altrettanto bella pavimentazione anch’essa in legno.
I pezzi forti di Castelbello sono la cappella con i suoi affreschi e l’antica cucina rimasta intatta come all’epoca. Un discorso a se merita il panorama: siamo in Val Venosta e meleti e vigneti si spargono a perdita d’occhio ai piedi del castello. Uno spettacolo a se.
Un’ultima curiosità: a Castelbello Ciardes troverete la fontana del Principe Ranocchio. La leggenda vuole che questa fiaba sia nata proprio qui, all’epoca dei Montalban.
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Castelli dell’Alto Adige: percorso e visita
Qui di seguito troverete i link a tutti gli articoli che abbiamo scritto sui castelli dell’Alto Adige e del Tirolo. Bolzano è un’ottima base per la loro visita. Inoltre è a due ore di auto da Innsbruck, un luogo incantevole al quale abbiamo dedicato una serie di articoli che troverete tutti linkati nell’articolo principale sull’argomento (link più sotto) Innsbruck Capitale delle Alpi. Da ultimo, i due famosi castelli di Neuschwanstein e Linderhof costruiti da Ludovico di Baviera distano circa tre ore da Bolzano ed assai meno sia da Vipiteno che da Innsbruck.
- Castelli dell’Alto Adige: percorso, visita e storia
- Castel Roncolo a Bolzano
- Castel Prosels a Fie allo Sciliar
- Castel Wolkenstein Selva di ValGardena
- Castelbello in Val Venosta
- Castel Coira in Val Venosta
- Castel Appiano a Missiano
- Castel Taufers in Valle Aurina
- il Forte di Fortezza
ed inoltre, in Tirolo:
Infine, in Baviera l’imperdibile Castello di Linderhof
Se volete approfondire Innsbruck, in questo articolo trovate anche i link a tutti gli articoli di ViaggiPiù: Innsbruck Capitale delle Alpi



















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