La visita di Castel Prosels – o Castel Presule, a vostra scelta – nei pressi di Fiè allo Sciliar non può mancare in un tour dei castelli altoatesini….
La bellezza della natura che lo circonda, la possanza del castello, il suo stato di conservazione, la numerosità delle sale, ancora ammobiliate anche copiosamente, la collezione di armi e i quadri della collezione Ca’ de Bezzi, sono tutti motivi che ne consigliano la visita.
Dunque percorrete senz’altro i pochi chilometri che separano Castel Prosels da Bolzano godendovi la salita in montagna verso lo Sciliar. Il colpo d’occhio non vi deluderà: la mole bianca di Castel Presule si staglia contro il verde dei pascoli ed il blu del cielo lasciando presagire la sua importanza.
Castel Prosels: la storia
Non partiremo dalla preistoria, ma vale la pena di sapere che nell’area di Castel Presule sono stati ritrovati reperti risalenti all’età del bronzo, del ferro e sepolture di epoca romana. Dunque il sito – in posizione dominante ed al centro delle vie di comunicazione di quell’area – ha una storia di antropizzazione particolarmente significativa.
Se dai tempi antichi passiamo al medioevo, di Castel Prosels si inizia a parlare nel 1279 o, forse, addirittura dal 1244. Comunque, è nel XIII secolo che i Signori di Fiè – al servizio dei Vescovi di Bressanone – costruiscono il castello. Il ‘200 segna però anche l’arrivo sulla scena di quest’area geografica dei Conti di Gorizia (o von Gorz).
Nello specifico è Mainardo II di Gorizia (1238-1295) che – a spese dei Vescovi di Bressanone e di Trento – prende il controllo politico di un’area che per la prima volta viene a definirsi come Tirolo (dall’Inn all’Adige) e ad assumere così il titolo di Conte di Tirolo. I Baroni di Fiè cambiano dunque “riferimento” politico ma rimangono in possesso del feudo che deterranno fino al 1804.
Castel Presule e l’opera di Leonhard von Vols

Il castello così come lo vediamo oggi è dovuto fondamentalmente agli interventi voluti da Leonhard von Vols (1458-1530) che dunque visse nel pieno del Rinascimento ed in quella fase nella quale i castelli andavano affiancando alla loro funzione militare anche quella di residenza signorile.
Del resto Leonhard von Vols era uomo di spicco nel Tirolo del tempo. Amico dell’imperatore Massimiliano I d’Asburgo (colui al quale appartiene il meraviglioso mausoleo nella Hofkirche di Innsbruck, per capirci), fu esattore imperiale della miniera di sale di Hall in Tirol e, conseguentemente, uomo molto ricco.
Dunque è a Leonhard che dobbiamo l’attuale struttura di Prosels. Ma la sua opera subì fortemente l’ingiuria del tempo quando, a partire dal 1804, con la morte dell’ultimo Barone di Fiè, il castello iniziò a cambiare vorticosamente di mano senza che nessuno dei proprietari riuscisse a frenarne la decadenza fino al 1887. Infatti, in quell’anno Castel Presule venne acquistato da Alexander Gunther , collezionista d’arte di Francoforte innamorato del castello.
E’ a lui che dobbiamo tutta una serie di interventi che ammiriamo ancora oggi. Le sculture italiane (quali il leone di Venezia) murate qui è là nel castello, le finestrature nella “Sala dei Bersagli” (ovvero il 2° piano della Torre dei Mori), divenuta così un magnifico belvedere e – forse soprattutto – la grande sala sopra la Stube dei Pilastri rivestita di boiserie ed adorna di opere lignee prevalentemente italiane.
Quando però, nel 1897 Gunther fu costretto a vendere Castel Presule per motivi di salute, la girandola dei proprietari riprese come anche i danni al castello. Solo nel 1982, finalmente, Prosels approdò nel possesso dell’associazione Kuratorium Schloss Prosels che ancora oggi lo custodisce e lo amministra assicurandogli quelle cure che merita.
Castel Prosels: un maniero che vive
Come vi renderete conto durante la visita, Castel Prosels non è solo bello per la sua struttura architettonica o per i suoi affreschi ma anche (ed in misura importante) perché appare ancora oggi assolutamente vivo. Non mancano gli arredi, le boiserie sono curate così come i pavimenti di legno ma – soprattutto – è legato in diversi modi alla vita ed all’arte del suo territorio.
A partire dalle opere che i pittori contemporanei altoatesini donano al castello come un colto “affitto” per poter esporre nelle sue sale costituendo così a tutti gli effetti un piccolo museo del territorio. Oppure la bella collezione “Ca’ de Bezzi” esposta nelle sale di Prosels e costituita da più di cento opere di pittori che rappresentano una testimonianza importante della pittura del Tirolo e della Baviera a cavallo tra ‘800 e ‘900. Infine la simpaticissima collezione di bersagli impiegati dagli Schutzen nelle loro gare di tiro prestati dal Comune di Castelrotto ed esposti, come detto, nella Torre dei Mori.
Da non perdere nemmeno, prima di iniziare la visita, l’esposizione di ceramiche medievali rinvenute nel castello e la collezione di armi, assolutamente pregevole.
Castelli dell’Alto Adige: percorso e visita
Qui di seguito troverete i link a tutti gli articoli che abbiamo scritto sui castelli dell’Alto Adige e del Tirolo. Bolzano è un’ottima base per la loro visita. Inoltre è a due ore di auto da Innsbruck, un luogo incantevole al quale abbiamo dedicato una serie di articoli che troverete tutti linkati nell’articolo principale sull’argomento (link più sotto) Innsbruck Capitale delle Alpi. Da ultimo, i due famosi castelli di Neuschwanstein e Linderhof costruiti da Ludovico di Baviera distano circa tre ore da Bolzano ed assai meno sia da Vipiteno che da Innsbruck.
- Castelli dell’Alto Adige: percorso, visita e storia
- Castel Roncolo a Bolzano
- Trostburg a Ponte Val Gardena
- Castel Wolkenstein Selva di ValGardena
- Castelbello in Val Venosta
- Castel Coira in Val Venosta
- Castel Appiano a Missiano
- Castel Taufers in Valle Aurina
- il Forte di Fortezza
ed inoltre, in Tirolo:
Infine, in Baviera l’imperdibile Castello di Linderhof
Se volete approfondire Innsbruck, in questo articolo trovate anche i link a tutti gli articoli di ViaggiPiù: Innsbruck Capitale delle Alpi

















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