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Chiesa di Santa Passera: antichi affreschi di… periferia

La chiesa di Santa Passera alla Magliana a Roma, a poche decine di metri dalla riva destra del Tevere, si trova oggi in un tipico quartiere della Roma palazzinara e dunque molto fuori contesto, ma all’epoca di Roma Antica la situazione era ben diversa…

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Infatti, la chiesa di Santa Passera si trova ai bordi di quella che un tempo fu la Via Campana che seguiva l’andamento del fiume unendo le saline del Campus Salinarum, intorno a Maccarese, con Roma. Un sito antichissimo, probabilmente già esistente intorno al IX secolo, controllate dagli etruschi ancor prima che dai romani.

Successivamente, proprio i romani realizzarono la Via Portuense che da Santa Maria in Cosmedin puntava anch’essa verso il mare sovrapponendosi in parte con la Via Campana. Dunque, Santa Passera si trovava nei secoli più antichi in un’area assolutamente frequentata.

Chiesa di Santa Passera: le origini antiche

Quella che è oggi una chiesa nasce in realtà su un mausoleo romano del II o III secolo d.C.. Teodora, matrona romana, lo dedicò nei primi anni del V secolo a Santa Prassede, sorella di Santa Pudenziana e figlia del senatore Pudente, convertito al cristianesimo addirittura da San Pietro. Per approfondire le due chiese, dedicate alle due sante, famose per i loro mosaici, cliccate: Santa Prassede e Santa Pudenziana.

Proprio in quegli anni, con i due fratelli Onorio (384-423) e Arcadio (377-408) a regnare, rispettivamente, sull’Impero d’Occidente e quello d’Oriente, le spoglie di due martiri egiziani, San Ciro medico e Giovanni di Edessa, vennero trasferite a Roma da Alessandria d’Egitto. I loro corpi vennero collocati nell’oratorio ancora oggi sottostante a Santa Passera. Questo fatto è comprovato da una iscrizione dedicatorio del IX secolo ancora oggi presente come architrave.

Chiesa Santa Passera – Iscrizione dedicatoria

L’iscrizione indica come i corpi dei santi Ciro e Giovanni vengano donati a Roma dalla grande Alessandria e riposino qui.

Per quanto possa sembrare incredibile, dalla lenta corruzione del nome Padre Ciro, all’epoca Abba Ciro, da cui Paciro, poi Pacera nasce la nostra Santa Passera: una santa in realtà mai esistita. Un documento del 1059 cita la chiesa dei Santi Abba Ciro e Giovanni dandoci prova che nel X secolo i santi originari erano ancora in voga. Nel 1320, invece, la chiesa nei documenti diventa Santa Pacera e da lì a Santa Passera il passo è breve.

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Chiesa Santa Passera – Affresco Traditio Legis

Santa Passera: gli affreschi dell’abside

Sappiamo che la parte superiore dell’edificio, cioè la chiesa vera e propria data all’VIII e IX secolo. A navata unica, la chiesa di Santa Passera, custodisce un interessante ciclo di affreschi nell’abside e sulla parete sinistra. In realtà il ciclo era molto più esteso ma quando, il 23 aprile del 1891, esplose la Polveriera di Monteverde gli effetti furono tali da far crollare la parete destra della chiesa di Santa Passera con conseguente perdita degli affreschi.

Il ciclo di affreschi presenti nella chiesa di Santa Passera a Roma può essere suddiviso in quattro aree. La semicupola dell’abside dove la figura di San Pietro, subito a destra della figura che doveva rappresentare il Cristo, è vicina a modelli dei primi del ‘200.

Le tre scene dell’Abside

Gli episodi della fascia centrale

La parte centrale dell’abside, evidentemente restaurata, è più moderna. Infatti, vediamo ritratto, ultimo a sinistra, Francesco d’Assisi con l’aureola di santo. Poiché la santificazione di Francesco avviene il 16 luglio 1228, abbiamo un indiscutibile termine post quem. Probabilmente siamo nella parte finale del XIII secolo.

Per quanto attiene questi affreschi, siamo forse in presenza di tre episodi indipendenti. A sinistra San Francesco e San Giacomo che presentano i committenti alla Vergine. Al centro l’Arcangelo Michele. A destra il Cristo tra San Ciro e San Giovanni di Edessa con gli attributi dei santi medici. Anche in quest’ultimo caso era presente (da foto d’epoca) l’immagine di un committente a riprova che si tratti di una scena a se.

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I Santi della parete sinistra

Chiesa di Santa Passera alla Magliana: i santi della parete sinistra

Particolarmente interessanti sono i ritratti dei santi presenti sulla parete sinistra: San Nicola, San Basilio, Sant’Epifanio, San Gregorio di Nazanzio, San Giovanni Crisostomo. Essi sono simile alla figura di un santo presente nella famosa Parete Palinsesto di Santa Maria Antiqua e questo ce li farebbe datare all’inizio dell’VIII secolo.

Tornando alle semicupola dell’abside qui troviamo rappresentata la Traditio Legis. Un tema caro anche all’arte musiva cristiana più antica e che troviamo raffigurato, ad esempio, molti secoli prima nei mosaici del Mausoleo di Santa Costanza. Come abbiamo detto, dovremmo trovarci all’inizio del XIII secolo.

L’iconografia specifica prevede il Cristo al centro tra San Paolo e San Pietro. A sinistra di San Paolo abbiamo San Giovanni Battista ed a destra di San Pietro invece San Giovanni Evangelista che regge il calice.

Arco Trionfale

L’Arco Trionfale

Il quarto elemento del ciclo di affreschi della chiesa di Santa Passera alla Magliana è l’arco trionfale. Qui abbiamo i simboli degli Evangelisti ed al centro l’Agnus Dei. Anche in questo caso, in particolare guardando alle ali dell’angelo, ci troviamo probabilmente nel tardo XIII secolo.

Fabrizio Sciarretta

Laureato in Economia alla LUISS e Master in Business Administration della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, Fabrizio Sciarretta ha dedicato i primi anni della sua attività professionale al giornalismo economico. Rientrato dagli Stati Uniti, ha operato per circa un ventennio nella consulenza di organizzazione e direzione aziendale, ricoprendo incarichi di top management in Italia per due multinazionali americane del settore. Ha poi scelto la strada dell’impresa e da alcuni anni è impegnato come imprenditore nel settore della sanità. E’ stato membro dell'esecutivo di ANISAP Lazio e consigliere d’amministrazione di reti e raggruppamenti d’imprese. Lion da sempre, è stato presidente fondatore del Lions Club Roma Quirinale. Nel 2008 ha abbandonato la Capitale in favore della Sabina, e non se ne è pentito affatto.

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