Preparandovi a visitare Trostburg non dimenticate le pedule. Perché si sale a piedi con un sentiero magnificamente lastricato in epoca medievale con grandi pietre dalle tipiche tonalità del porfido.

Non potrebbe esserci inizio più d’atmosfera per avvicinarsi a questo maniero che, in posizione invidiabile, domina la valle dell’Isarco all’altezza di Ponte Gardena. A pochi chilometri di distanza, in posizione altrettanto invidiabile, gli fa da controcanto il Monastero di Sabiona a Chiusa (sull’altra sponda dell’Isarco).
Per salire a Trostburg, e non perdere l’inizio della visita guidata, tenete presente che ci vogliono una ventina di minuti (buoni). A scendere potrebbe essere consigliabile – soprattutto con la pioggia che rende scivolose le pietre – optare per la strada asfaltata alternativa al sentiero, un po’ più lunga ma più agevole (comunque non percorribile in auto).
Terminate le istruzione per l’uso, veniamo al dunque.
Trostburg: la storia
La prima prova documentaria dell’esistenza di Trostburg risale al 1173. Vi risiedeva allora Cunrat de Trosperch, ovvero Konrad von Trostberg della famiglia dei Signori di Castelrotto. Nel corso del ‘200 fu nel possesso dei signori di Velturno (Feldthurns in tedesco, nei pressi di Bressanone) che lo avevano comprato dai Conti di Tirolo.
Nel 1385, però, i conti di Tirolo vi infeudarono i Conti di Wolkenstein (ovvero di Valgardena) che ne rimasero proprietari fino al 1967. Da allora, a prendersi cura di Trostberg è il Sudtiroler Burgenistitut.
Un ulteriore piccolo lembo di storia: si dice – ma non ne abbiamo prova – che a Trostburg abbia visto la luce Oswald von Wolkenstein (1376-1445), viaggiatore, poeta e consigliere dell’imperatore Sigismondo I
Trostburg: la visita
Apre la visita, prima di salire nel castello, la cantina con il grande torchio da uva del 1718. Una macchina
agricola di prim’ordine, con un braccio di leva lungo parecchi metri e mosso da un pesantissimo masso di pietra che funge da contrappeso. E’ perfettamente conservato ed in grado di lavorare quantitativi d’uva certamente importanti . Con una collezione di altri attrezzi per viticoltura, è interessante anche per gli astemi !
Dal punto di vista architettonico, invece, Trostburg, sorto nel XII secolo con scopi militari, divenne poi anche residenza signorile. A
partire dal ‘400, infatti, Trostburg viene ampliato ma, soprattutto, iniziò la sua trasformazione da struttura militare a residenza in grado di esercitare anche una funzione di rappresentanza. In questo compito si distinse soprattutto Engelhard Dietrich von Wolkenstein (1566-1647).
Avviandosi nel castello spicca subito l’albero genealogico di casa Wolkenstein che orna il cortile interno. Delle molte sale in cui si articola la visita, ve ne sono almeno due a cui dare la massima attenzione.
La prima è la Stube Gotica. E’ una stube, dunque rivestita in legno, nello specifico cirmolo, cinquecentesca, possente nelle travature articolata in una triplice carenatura o, per così dire, trilobate. Bellissima nel suo genere.
Il piano più alto di Trostburg è occupato dalla Sala dei Cavalieri, realizzata nel 1607 e massima testimonianza dell’uso del castello come dimora signorile. Il soffitto a cassettoni in legno è adorno degli stemmi intarsiati e colorati del casato. Le pareti, all’interno di nicchie, conservano statue in stucco di personaggi di Casa Wolkenstein ed un tempo anche le nicchie ospitavano ritratti di famiglia.
Il Museo dei Castelli dell’Alto Adige
Dal 2005 Trostburg è sede del Museo dei Castelli dell’Alto Adige. Più di ottanta plastici descrivono sia la storia dell’evoluzione dei castelli altoatesini da strutture puramente militari a residenza signorili sia le sembianze di numerosissimi castelli dell’Alto Adige. Insomma, certamente una opportunità interessante per approfondire il tema e pianificare il vostro personale tour dei castelli.
Ringraziamo, infine, il Sudtiroler Burgeninstitut per averci concesso l’utilizzo delle foto degli interni di Trostburg.
Clicca per guardare il VIDEO di Trostburg
Castelli dell’Alto Adige: percorso e visita
Qui di seguito troverete i link a tutti gli articoli che abbiamo scritto sui castelli dell’Alto Adige e del Tirolo. Bolzano è un’ottima base per la loro visita. Inoltre è a due ore di auto da Innsbruck, un luogo incantevole al quale abbiamo dedicato una serie di articoli che troverete tutti linkati nell’articolo principale sull’argomento (link più sotto) Innsbruck Capitale delle Alpi. Da ultimo, i due famosi castelli di Neuschwanstein e Linderhof costruiti da Ludovico di Baviera distano circa tre ore da Bolzano ed assai meno sia da Vipiteno che da Innsbruck.
- Castelli dell’Alto Adige: percorso, visita e storia
- Castel Roncolo a Bolzano
- Castel Prosels a Fie allo Sciliar
- Castel Wolkenstein Selva di ValGardena
- Castelbello in Val Venosta
- Castel Coira in Val Venosta
- Castel Appiano a Missiano
- Castel Taufers in Valle Aurina
- il Forte di Fortezza
ed inoltre, in Tirolo:
Infine, in Baviera l’imperdibile Castello di Linderhof
Se volete approfondire Innsbruck, in questo articolo trovate anche i link a tutti gli articoli di ViaggiPiù: Innsbruck Capitale delle Alpi

















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