Hall in Tirol è oggi un tutt’uno con Innsbruck. Una piccola cittadina tirolese la quale, però, mostra subito, con la sua tradizionale eleganza, il prestigio di un tempo. Infatti, il suo centro storico ospita monumenti che lo rendono assolutamente meritevole di una visita.
Hall in Tirol: cosa vedere
Le chiese di San Nicola e la vicina Cappella della Maddalena, la Stiftkirche e la Chiesa dei Gesuiti. Poi il castello, con una torre che è un gioiello per come è stata restaurata e valorizzata ed il Museo della Zecca, tutto da gustare.
Ma andiamo per ordine. Hall in Tirol deve la sua fortuna alle miniere di sale – sfruttate fino al 1967 – ma anche alla sua posizione accanto al corso dell’Inn. Il fiume, navigabile, ha rappresentato per secoli una via di comunicazione preziosa e dunque una fonte di sviluppo economico per la città.
Cosi, Hall in Tirol divenne nel medioevo un centro ricco ed importante. Andata a fuoco nel 1447, il bell’impianto urbano è frutto della ricostruzione seguita a quella sciagura.
Nella parte alta della città la fa da padrone la bella parrocchiale con il titolo di San Nicola. All’esterno gotico (XIV secolo) fa da contrasto la settecentesca decorazione barocca degli interni. Una “contraddizione” stilistica che rende sorprendenti e belle molti edifici sacri da queste parti. Colpisce la ricchezza di reliquiari, numerosissimi. Ad esempio nel grande armadio nella cappella alla testa della navata di sinistra, oppure nelle statue lignee poste lungo le mura delle navate. Accanto a San Nicola la trecentesca Magdalenenkapelle affrescata con un Giudizio Universale ed ornata da una bella pala d’altare in legno.
Non lontano è la StiftsPlatz con le sue due chiese ed il convento dei Gesuiti dall’importante portone. La Damen-Stiftskircke è bella sia per il suo campanile barocco che per l’interno decorato in stucchi bianchi.
Sigismondo il Danaroso

Scendendo dalla città alta verso il fiume si arriva al Burg Hasegg, il castello costruito da Sigismondo duca d’Austria e reggente del Tirolo intorno al 1480. Sigismondo, detto “il Danaroso”, visse in realtà un vita dispendiosissima che lo riempì di debiti costringendolo a vendere parte dei suoi feudi.
Doveva trattarsi di un problema genetico, perché suo padre Federico era noto come Federico Tascavuota. In realtà, ambedue ebbero sotto il loro controllo le ricche miniere d’argento del Tirolo.
Queste miniere sono parte integrante della storia di Hall in Tirol e del suo castello. Infatti, proprio a Hall in Tirol, nel Burg Hasegg – sia per la vicinanza delle miniere d’argento che per la comoda via d’acqua dell’Inn – ebbe sede la zecca ducale. Nel 1477 il duca Sigismondo trasferì la zecca ducale da Merano a Hall in Tirol e nel 1567 la sede della zecca divnne proprio il castello. Si trattò di una zecca particolarmente importante: qui nacque il Tallero di cui ne furono coniati 17 milioni di pezzi.
Museo della Zecca e torre del castello
Oggi, l’antica zecca è divenuta un museo – il Munze Hall – assolutamente da visitare. Infatti, a meno che siate “del ramo”, vi si aprirà una finestra su un mondo altrimenti sconosciuto. L’audioguida è veramente ben fatta e divertente. Un tale Franz, antico supervisore della zecca, vi guiderà in un tour avvincente raccontandovi del suo lavoro nei bei tempi andati tra particolari tecnici e storici assolutamente originali.
Dopo aver visitato il museo, non vi resta che salire i 204 gradini fino alla cima della torre dodecagonale (perché la parte superiore ha 12 lati) del castello.
Ve lo consiglio non tanto per la vista quanto per toccare di persona come si può ristrutturare magnificamente ed utilizzare intelligentemente l’interno di una torre antica. Di solito, mi arrampico su per tutte le torri, alla ricerca di qualche bello “scatto”, ma un altro recupero cosi ben fatto come quello della torre del castello di Hall in Tirol ancora lo debbo vedere!
Sul Tirolo e su Innsbruck, potete leggere su www.viaggipiu.info anche i seguenti altri articoli:
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- Innsbruck Natale 2013
- Il Monumento Funebre di Massimiliano I a Innsbruck
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