Se la vostra crociera ai Caraibi attraccherà nell’isola di St. Maarten o St. Martin (a seconda che siate nella parte olandese o francese) vi renderete presto conto di alcune cose, non tutte positive. La prima è che Saint Martin non è propriamente un’isola selvaggia.
Tutto il contrario: è densamente costruita e popolata, in primis dai turisti durante i mesi invernali dell’emisfero settentrionale. La seconda è che si tratta di un’isola quanto mai commerciale. La terza è che a differenza di altre isole caraibiche qui le palme ci crescono solo se gli state appresso e, quindi, lo scenario è radicalmente diverso da quello delle lunghe spiagge costellate di palme fin quasi sul bagnasciuga.
Ciò detto, mettiamo prima giù qualche riferimento storico politico e poi passiamo alla pratica.
St. Martin: storia e politica in sintesi

Fu Cristoforo Colombo a scoprire l’isola nel nome della Corona di Spagna. Era l’11 Novembre 1493 ed in quel giorno il santo festeggiato è San Martino di Tours: ecco da dove proviene il nome. Nei centocinquant’anni successivi St. Martin cambia mano più volte fino a che, nel 1648, si arriva ad un accordo che vede l’isola divisa in due: una parte sotto l’Olanda, ovvero St. Maarten, e l’altra sotto la Francia, St. Martin.
Ancora oggi la situazione è esattamente quella. Philipsburg è la capitale della parte olandese mentre Marigot lo è di quella francese.
Ciò fa si che Saint Martin sia la più piccola isola al mondo divisa tra due stati sovrani. Parliamo di una cinquantina di chilometri quadrati: in termini pratici, in macchina se ne percorre il perimetro in un paio d’ore.
St. Maarten in crociera ai caraibi
Lo scalo a cui attraccano le grandi navi da crociera è Philipsburgh. L’isola è gettonatissima: debbo dire che fa veramente impressione vedere così tanti giganti del mare ormeggiati uno accanto all’altro come taxi in attesa dei clienti…
Ovviamente, quando di navi ne sono attraccati quattro o cinque il numero di turisti che si riversa sull’isola è impressionante e qui vengono i problemi.
Un giro a Philipsburgh
Dieci minuti di passeggiata dal terminal navale e vi ritroverete a Philipsburgh. Purtroppo non c’è nulla da vedere. Si tratta di tre strade che corrono parallele lungo la spiaggia affollate di negozi che

vendono qualsiasi cosa un crocerista possa desiderare compresi i diamanti di provenienza olandese (immagino).
La spiaggia di Philipsburgh non sarebbe di per se male ma è affollata più di quanto credo desiderereste. Più andate lontano dal lato del terminal navale più la situazione migliora. Ovviamente, però, vi ritroverete a fare il bagno tra transatlantici, moto d’acqua e traghettini per le spiagge… fate voi. Ovviamente, i water taxi sono ottimi per allontanarsi un pò da Philipsburgh in cerca di una spiaggia più tranquilla.
Un punto di forza però c’è. Se avete sete Philipsbugh fa per voi. Con meno di quanto in Italia costa un ombrellone con due lettini, vi daranno, oltre agli attrezzi appena citati, un certo numero di lattine di birra, altrettante lattine di soda e un paio di cocktail alcolici. Se bere a gogo sotto il sole dell’equatore vi sembra una buona idea, siete nel posto giusto.
Il grande vento dell’Isola di St. Martin
Ovviamente, St. Martin offre altre attrattive: un vento spettacolare per andare a vela e la pesca d’altura e, con tutta probabilità, anche resort a cinque stelle. Il tema è, però, che se state in porto otto
ore tutto questo non vi può interessare che relativamente.
Segnalo, peraltro, che a Philipsburgh esistono un paio di scafi Coppa America utilizzati per uscite di gruppo. Se non avete mai provato l’ebrezza di uno scafo da regata con molto vento può essere un’idea interessante.
Da Philipsburgh parte un servizio di “acqua taxi” (economico) per le spiagge vicine. Anche questa può essere un’idea.

Il giro di St. Martin in taxi
Un’idea sempre valida quando si arriva in un posto di dimensioni limitate è fare un bel tour in taxi. A St. Martin o St. Maarten che dir si voglia questa è certamente un’opportunità.
Diciamo che se fate un gruppetto di 4/6 persone con circa 20/25 USD a testa l’operazione si può fare. Se volete poi fermarvi per fare il bagno ci vuole un po’ di più.
Come detto, il giro dura un paio d’ore abbondanti e vi permetterà di vedere alcuni bei panorami. Certamente, nella parte meridionale di St. Martin, quello sulla Baia di Simpson e la retrostante laguna. Qui troverete un porto turistico con una flotta importante. Poi percorrendo la costa Est l’Orient Bay con le sue case multicolori e la vista sull’isola di St. Barth che dista poche miglia marine (collegata via traghetto).

Attenti a Maho Beach
Ovviamente voi siete in diritto di dirmi che non ho capito niente, ma il mio consiglio è di tenervi alla larga di Maho Beach. Questa spiaggia corta e stretta che si trasforma in un carnaio costeggia, praticamente, la recinsione del lato “corto” della pista dell’aeroporto di St. Martin. In pratica, gli aerei che atterrano vi passano qualche metro sopra la testa.
Mi dicono che il kerosene aiuti a fortificare i capelli: questo potrebbe essere un plus da valutare. Altrimenti, se abitate a Roma o nei dintorni, condivido con voi con piacere un’alternativa migliore. Infatti, anche la pista di Fiumicino possiede una recinsione e, per di più, ci atterrano molti più aerei. Andate a Maccarese e fatevi indicare la strada. Quando a diciotto anni, neopatentati, ci andavamo con le ragazze la sera facevamo sempre un figurone… magari lo fate anche voi!

Crociere ai Caraibi
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