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Santo Domingo: cosa visitare?

Visitare Santo Domingo capitale della Repubblica Dominicana. Se la vostra crociera vi porta ad attraccare al suo porto o se vi offre un’escursione apposita, la domanda è: ne vale la pena? Ognuno ha i suoi gusti. Secondo noi di ViaggiPiù la risposta è Si, ma poiché ciascuno a diritto di giudicare in proprio vi raccontiamo cosa potrete trovarvi.

Come arrivare nel centro storico di Santo Domingo?

Se arrivate a Santo Domingo in crociera, potete raggiungere il centro storico a piedi. Dal terminal alle antiche mura cittadine ci vogliono 20 minuti di passeggiata tranquilla. Scendendo dalla nave dovreste trovare le cartine gratuite in distribuzione e qualcuno che vi indichi la strada (semplicissima). Il gioco è fatto.

Santo Domingo è oggi una città moderna con i grattacieli che si ergono sul lungomare e sulle colline alle spalle della città. Conserva però un centro storico – la Ciudad Colonial – che, come indica il suo appellativo spagnolo, risale appunto all’epoca delle colonie, cioè di Cristoforo Colombo.

Museo de las Casas Reales

Santo Domingo e Cristoforo Colombo

Per il grande navigatore italiano – in spagnolo Cristobal Colon – Hispaniola era l’isola preferita e le origini della sua capitale Santo Domingo (con il cui nome viene spesso indicata l’intera isola) sorse nel 1496 ad opera di suo fratello Bartolomeo. Oggi le sue spoglie delo scopritore del Nuovo mondo riposano qui in un gigantesco mausoleo (il Faro a Colon) posto sulla bocca del porto della città.

La famiglia Colombo si radicò sull’isola tanto che il figlio di Cristoforo, Diego Colon, fu il primo vicerè di Santo Domingo. Questi aveva sposato Maria di Toledo (1490-1549), nipote del Duca d’Alba e cugina di re Ferdinando il Cattolico. Fu proprio merito di Maria e della sue relazioni in Spagna se a Santo Domingo si sviluppò una vera e propria corte con un protocollo simile alla madrepatria e se la famiglia Colon Toledo si affermò al massimo livello.

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Santo Domingo – Cattedrale Primada de Americas

Santo Domingo: visita del centro storico

Il centro storico di Santo Domingo è composto di un raccolto reticolo di strade che dal lungomare sale dolcemente verso l’interno. Sono una decina i landmark da scoprire in una passeggiata che vi occuperà piacevolmente per un paio d’ore più quelle che vorrete dedicare alla visita dei musei di storia e arte coloniale o a qualche tentazione di shopping.

Per non sbagliare, ci siamo affidati al percorso delineato dal locale ufficio del turismo, del quale vi alleghiamo la mappa.

Probabilmente, entrerete nelle mura che ancora cingono la Ciudad Colonial dalla Puerta de las Atarazanas. Piegando a sinistra una breve salita vi condurrà nella piazza di Spagna dominata dall’Alcazar de Don Diego Colon, ovvero dal Palazzo del Vicerè fatto erigere da Diego Colon nel 1511 e dove la sua famiglia dimorò fino al 1577.

La fortuna vuole che fin dall’inizio della vita della colonia a Santo Domingo gli edifici importanti venissero costruiti in pietra e non in legno, fatto questo che ne ha assicurato la sopravvivenza. A tal proposito, verso la fine del nostro giro, ci troverete ad ammirare il portale della Casa del Cordon, il primo edificio in pietra di Santo Domingo realizzato già nel 1502 ovvero dieci anni dopo il primo sbarco di Colombo a San Salvador.

Adornato da un elegante loggiato a cinque archi ripetuto sui due pieni dell’edificio, il Palazzo del Vicerè ospita oggi un museo ed è dunque visitabile al suo interno.

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Santo Domingo – Convento dei Dominicani

Santo Domingo visita i palazzi del potere e il Panteon de la Patria

Facendo come per uscire dal palazzo di Diego Colon e girando a sinistra, un percorso di un paio di centinaia di metri lungo le mura vi condurrà nella piazza su cui si affaccia il Museo de las Casas Reales. L’austero edificio, costruito nella bella pietra chiara ma dai toni caldi che caratterizza Santo Domingo, ospitava un tempo tutte le più importanti funzioni pubbliche. Qui si concentravano sia gli uffici del potere politico che quelli commerciali necessari a gestire l‘attività economica e mercantile che legava le colonie alla Spagna.

Il palazzo – come chiaramente indica il nome odierno – ospita un museo dedicato alla storia e all’arte di Santo Domingo.

Uscendo dalla piazza dal lato opposto a quello dal quale siete arrivati, percorsi pochi passi, troverete a mano destra il Panteon de la Patria. Costruito nel 1745 come chiesa dedicata a Sant’Ignazio de Loyola (grande catechizzatore delle nuove colonie), dal 1956 è divenuto il luogo di sepoltura dei dominicani più illustri: il vero cuore della Patria.

Questo luogo austero, dove fede religiosa ed etica civile si incontrano, è dominato da un superbo lampadario di ferro e adornato da affreschi di buona fattura.

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Santo Domingo – Palazzo del Vicerè

Sulla strada per la Cattedrale

A questo punto, non vi resta che puntare verso il centro della Ciudad Colonial dominato dalla Catedral Primada de America, ovvero la Cattedrale di Santo Domingo.

Mentre percorrete le vie che vi portano verso l’interno, piacevolmente affollate di locali e negozi, non mancate di arrivare fino al Convento de los Dominicos (cioè dei Padri Domenicani). Innanzitutto queste sono tra le strade coloniali più tipiche e eleganti (Piazoleta Padre Billini con la Casa Tostado e il Parque intitolato a Juan Pablo Duarte che nel 1844 condusse alla liberazione della Repubblica Dominicana dalla confinante Haiti) e poi la facciata della chiesa dei domenicani merita.

Il complesso domenicano, completato nel 1535, ospitava anche la prima università delle Americhe, dedicata a San Tommaso d’Aquino. La facciata della chiesa dai toni rosso cupo e dagli ornamenti

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Santo Domingo – Le vie della Ciudad Colonial

ecclettici, il moderno presepe di ferro volutamente rugginoso a dimensione naturale, l’atmosfera come abbandonata della piazzetta tutte concorrono ad un momento di riposo e riflessione.

A questo punto, arriverete nella piazza centrale di Santo Domingo: quella che ospita la cattedrale ed il monumento a Cristoforo Colombo. La Cattedrale di Nostra Signora dell’Incarnazione, costruita tra il 1512 ed il 1541, fu in realtà voluta da papa Giulio II nel 1504: si tratta della cattedrale più antica delle Americhe.

L’edificio mostra chiaramente come nel corso dei secoli non siano mancate aggiunte e riprese. Basti pensare che partito senza cappelle ne ha poi avute quattordici. E’ di solito definito di stile gotico. Ma se questo concetto può valere per gli interni, certo non si attaglia alla facciata la quale risente di influenze e stili certamente articolati.

Non mi addentro qui in un’analisi dettagliate del monumento anche perché nel visitarlo potrete utilizzare un’audioguida in italiano (attenzione però perché la biglietteria della cattedrale non accetta né euro né carte di credito ma solo dollari e peso).

I ruderi di Santo Domingo

L’importanza di un luogo si vede spesso anche dai suoi resti. Così, lasciando il centro storico per tornare giù verso il mare, non mancate di passare davanti a ciò che resta dell’Ospedale di San Nicola di Bari e del Convento di San Francesco. Le loro dimensioni vi daranno la netta sensazione della loro antica mole.

Santo Domingo: cosa visitare?

Per progettare il vostro viaggio a Hispaniola – Santo Domingo potete visitare il Sito turistico ufficiale della Repubblica Dominicana

Scaricate inoltre la Mappa di Santo Domingo con Percorso Visita

e guardate la nostra photogallery:

 

Fabrizio Sciarretta

Fabrizio Sciarretta

Laureato in Economia alla LUISS e Master in Business Administration della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, Fabrizio Sciarretta ha dedicato i primi anni della sua attività professionale al giornalismo economico. Rientrato dagli Stati Uniti, ha operato per circa un ventennio nella consulenza di organizzazione e direzione aziendale, ricoprendo incarichi di top management in Italia per due multinazionali americane del settore. Ha poi scelto la strada dell’impresa e da alcuni anni è impegnato come imprenditore nel settore della sanità. E’ stato membro dell'esecutivo di ANISAP Lazio e consigliere d’amministrazione di reti e raggruppamenti d’imprese. Lion da sempre, è stato presidente fondatore del Lions Club Roma Quirinale. Nel 2008 ha abbandonato la Capitale in favore della Sabina, e non se ne è pentito affatto.