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Palazzo Guell: trionfo delle arti applicate

Palazzo Guell a Barcellona, a pochi passi dalla Rambla, segnò l’inizio di un rapporto che doveva rivelarsi particolarmente significativo per il modernismo catalano, quello tra Eusepi Guell, il committente, ed il suo architetto Antoni Gaudi.

Fu Guell a cercare Gaudì dopo aver visto nell’Esposizione Mondiale di Parigi nel 1878 un suo progetto di vetrina. Ma di questa amicizia tra due uomini ambedue notevoli per la loro epoca potete leggere di più nell’articolo che abbiamo dedicato al Park Guell.

Palazzo Guell: i particolari

Palazzo Guell, realizzato tra il 1886 ed il 1890, colpisce per molte caratteristiche. La prima credo sia l’attenzione di Antoni Gaudi per le arti applicate e la capacità non solo di progettare le sue opere ma anche di realizzarne tanto le strutture quanto gli interni. Non a caso, Gaudi aveva con se una vera e propria bottega: fabbri, ebanisti, vetrai, marmisti e via dicendo. Artisti capaci di realizzare oggetti formidabili: quelli che la mente geniale di Antoni Gaudi riusciva a concepire.

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Palazzo Guell – Volta del Salone

Credo vi colpiranno dunque, a Palazzo Guell, tutta una serie di particolari: le cancellate in ferro dei portoni e la magnifica aquila che domina l’ingresso al palazzo, la vetrate della scalone d’accesso, il lampadari, i magnifici soffitti a cassettoni del primo piano. Intendiamoci, gli spagnoli sono famosi per l’elaboratezza e l’opulenza dei loro soffitti rinascimentali, ma quelli di Palazzo Guell non sfigurano in nessun confronto.

L’Antoni Gaudì di Palazzo Guell non è quello di Casa Batilò né della Pedrera. E’ un Gaudì capace di un’innovazione più formale, più misurata: adatta ad una dimora che doveva certamente mostrare al mondo una concezione architettonica rivoluzionaria e stupire i visitatori ma, nel contempo, ospitare anche una vita sociale del livello che Eusepi Guell conduceva.

La Torre di Gaudì

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Palazzo Guell – Lampadario

Tornando a cosa ha colpito noi ma, credo colpirà anche voi, c’è la potente rielaborazione in chiave moderna dell’uso delle volte e del cotto nelle scuderie; la forma delle colonne dell’androne del palazzo e la scelta di un marmo grigio scuro assolutamente inaspettato.

Ma il colpo di scena arriva al piano nobile. Qui Gaudì sceglie di far ruotare tutta la casa intorno al salone che, come una torre centrale, taglia tutti i piani del palazzo e si conclude in alto con una cupola. Una soluzione di grande impatto scenico. Ancora colpisce come, aprendo due grandi sportelli (un’opera di ebanisteria di prim’ordine) posti su un lato della sala, appaia lo spazio per un altare ed il salone divenga chiesa.

Va detto che, però, Palazzo Guell paga questa impostazione con una dimensione non particolarmente ampia del salone stesso e con dimensioni modeste (per un’abitazione di questo rango, s’intende) delle stanze dei piani superiori sacrificate dalla presenza della “torre” centrale.

Nell’antisalone, lasciatevi invece rapire dai soffitti a cassettoni di cui sopra e degli archi ogivali sul lato che guarda la via sottostante.

Salendo per i piani dove potrete, tra l’altro, vedere parte del mobilio originale della casa, vi avvierete verso la sorpresa finale: la terrazza del tetto con i suoi camini. Infatti, qui troviamo quell’uso del mosaico in ceramica brillante che rende le forme che Gaudì crea intorno ai sui camini delle vere e proprie statue.

Barcellona: cosa vedere?

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Fabrizio Sciarretta

Laureato in Economia alla LUISS e Master in Business Administration della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, Fabrizio Sciarretta ha dedicato i primi anni della sua attività professionale al giornalismo economico. Rientrato dagli Stati Uniti, ha operato per circa un ventennio nella consulenza di organizzazione e direzione aziendale, ricoprendo incarichi di top management in Italia per due multinazionali americane del settore. Ha poi scelto la strada dell’impresa e da alcuni anni è impegnato come imprenditore nel settore della sanità. E’ stato membro dell'esecutivo di ANISAP Lazio e consigliere d’amministrazione di reti e raggruppamenti d’imprese. Lion da sempre, è stato presidente fondatore del Lions Club Roma Quirinale. Nel 2008 ha abbandonato la Capitale in favore della Sabina, e non se ne è pentito affatto.