Le Case Moderniste di Barcellona, delle quali Casa Batilò è forse la più nota, rappresentano una delle sue maggiori attrattive turistiche. Nella loro originalità esse rappresentano la punta di un iceberg costituito dall’ampio progetto di espansione urbanistica che portò alla realizzazione di un’area residenziale nuova, il quartiere dell’Eixample, cioè dell’ “ampliamento”.
Ma il fenomeno non era prettamente catalano: le grandi città europee andavano infatti tutte incontro a significativi progetti di espansione urbanistica con Parigi a dettare, per così dire, le mode architettoniche del momento.
Eixample e Casa Batilò a Barcellona
Erano gli anni dell’Art Nuoveau, del Liberty, del modernismo catalano, appunto. Anche l’Italia veniva investita da questi movimenti e dalle loro propagini nei decenni successivi, basti pensare al Quartiere Coppedè a Roma del quale, qui sotto, trovate un video:
Così, all’interno di un Eixample molto parigino, con i suoi grandi viali alberati, gli architetti più innovativi di quegli anni mettono in mostra la loro capacità di stupire. Ognuno con il proprio stile, ovviamente, più o meno aperti alla sperimentazione ed all’originalità.

I nomi sono noti. A forzare la mano rispetto a modelli già innovativi quali quelli (appunto) dell’Art Nuoveau, Antoni Gaudi con due opere emblematiche Casa Milà detta La Pedrera (per l’utilizzo della pietra) le cui ringhiere dei balconi sono vere e proprie sculture astratte e i cui “camini scultura” dominano il Paseig de Gràcia. Per non parlare poi della forma morbidamente curvilinea del palazzo che deve molto aver impressionato i contemporanei.
Casa Batilò, qualche isolato più giù per Paseig de Gràcia, è poi l’acme della provocazione Gaudiniana. L’uso del mosaico in ceramica, le forme particolarissime dei balconi, la follia dei colori, gli onnipresenti camini. La casa perde (quasi) la sua naturale funzione di abitazione per divenire espressione artistica pura.
Illa de la Discordia
In poche decine di metri si concentra il meglio del “modernismo residenziale” catalano. Siamo infatti nell’Illa del la Discordia chiamata così proprio per il susseguirsi di soluzioni tutte originali ma tutte in un dialogo che è anche contrasto le une con le altre.

Casa Batilò di Antoni Gaudì confina con Casa Amattler progettata da Josep Puig i Cadafalch. Non provo neanche a definirla ma vi suggerisco di pensare un attimo a certe case medievali di area tedesca di cui Casa Amattler riprende chiaramente, ad esempio, la parte superiore. Poi ci sono le decorazioni: eclettiche mi sembra l’aggettivo adatto. Se volete neo medievali: guardate lo straordinario San Giorgio che uccide il (solito) drago.
E’ formidabile il dinamismo impresso a questo tema così classico. Quando visiterete Casa Amattler, date un’occhiata alla targa nello stipite destro del portone che riporta i nomi di tutti coloro che hanno lavorato all’opera. Come vi abbiamo già raccontato a proposito di Palazzo Guell, siamo in presenza di vere e proprie botteghe rinascimentali dedite alle arti applicate.
Pochi passi dopo, troverete Casa Lleo Moreira. Questa volta, la matita è quella del grande Lluis Domènech i Montaner, l’architetto al quale si devono il Palau de la Musica Catalana e l’Hospital de la Santa Creu i Sant Pau, ambedue capolavori del modernismo catalano. Ancora una volta lo stile cambia completamente. Siamo più vicini all’Art Nouveau ad un ammiccamento a modelli barocchi. Il risultato è fantastico, notoriamente.
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