Home

Sant Pau: recinto modernista

L’Hospital de la Santa Creu i Sant Pau – conosciuto anche come il Recinto Modernista di Sant Pau – merita di diritto una tappa nella visita di Barcellona.

Recinto Modernista di Sant Pau

Invece, essendo meno noto delle creazioni di Antoni Gaudi, non è così frequentato e dunque permette (finalmente) una visita rilassata in una città altrimenti invasa dai turisti.

L’opera del grande architetto catalano Lluis Domènech i Montaner (1849-1923) e di suo figlio Pere Domenèch i Roura è Hospital de la Santa Creu i Sant Pau barcellonaimponente. Infatti 27 padiglioni occupano un’area pari a nove isolati dell’Eixample, il quartiere nel quale l’Hospital de la Santa Creu i Sant Pau si trova, a poche centinaia di metri dalla Sagrada Familia.

Il Recinto Modernista racconta anche una storia sociale importante: fu costruito per quasi la metà con un lascito ereditario del banchiere catalano Pau e per il resto con il contributo di cittadini e istituzioni.

Una dimostrazione della vitalità che in tutti i campi contraddistingueva la Barcellona di quel periodo.

Hospital de la Santa Creu i Sant Pau: sanità moderna

Inaugurato nel 1930, se lo guardate dal punto di vista sanitario, era per l’epoca un ospedale innovativo. Disponeva infatti anche di grandi giardini dedicati ai pazienti per un benessere spirituale oltre che fisico. Spazi verdi compresi, a ciascun paziente erano destinati 145 mq.

Un chilometro di gallerie collegano i padiglioni, all’epoca suddivisi per specialità medica. La ceramica colorata –  materiale tipico del modernismo – scelta per rivestire gli interni dei padiglioni aveva una funzione di igiene ed anche psicologica con l’impiego di cromie tenui.

Recinto Modernista di Sant Pau: ornamenti e simboli

Se invece lo guardiamo dal punto di vista artistico, il Recinto Modernista di Sant Pau è un’opera esemplare – come del resto il Palau de la Musica Catalana – di un architetto, Domènech i Montaner, certamente meno iconico di Gaudì ma capace di concepire strutture e decori di grande equilibrio pur nell’eccesso  modernista.

sant pau recinto modernista barcellona visitaL’opera di Domènech è ricca di simbolismi. Ad esempio, nelle sculture gli animali sono rappresentati con i loro piccoli per significare la capacità degli essere viventi di superare il limite della morte.

Le porte d’acceso ai padiglioni sono sormontate dalle sculture del santo o della santa al quale il padiglione è dedicato. I simboli araldici riprendono quelli dell’antico Hospital de la Santa Creu sorto nel 1401 dalla riunione di sei ospedali di Barcellona e “antenato” degli edifici di Domènech i Montaner.

Patrimonio Mondiale dell’Unesco, il Recinto Modernista di Sant Pau, oltre alle mille cromie delle ceramiche, è ricco di statue e mosaici. Le prime dovute a Pau Gargallo ed Eusebi Arnau, i secondi a Marius Maragliano sui disegni di Francesc  Labarta.

Sant Pau Recinto Modernista

Sant Antoni Claret 167 – Barcellona
Info: +34 932682444 – 935537801
www.santpaubarcelona.org

Barcellona: cosa vedere?

Se volete percorso di visita generale a Barcellona (ed anche a Valencia) leggete Barcellona e Valencia accoppiata vincente

Se siete a Barcellona per visitare la città, vi suggeriamo i seguenti articoli:

Centro Storico di Barcellona

Gaudì e il Modernismo

Fabrizio Sciarretta

Laureato in Economia alla LUISS e Master in Business Administration della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, Fabrizio Sciarretta ha dedicato i primi anni della sua attività professionale al giornalismo economico. Rientrato dagli Stati Uniti, ha operato per circa un ventennio nella consulenza di organizzazione e direzione aziendale, ricoprendo incarichi di top management in Italia per due multinazionali americane del settore. Ha poi scelto la strada dell’impresa e da alcuni anni è impegnato come imprenditore nel settore della sanità. E’ stato membro dell'esecutivo di ANISAP Lazio e consigliere d’amministrazione di reti e raggruppamenti d’imprese. Lion da sempre, è stato presidente fondatore del Lions Club Roma Quirinale. Nel 2008 ha abbandonato la Capitale in favore della Sabina, e non se ne è pentito affatto.