Visitare Valentano, posta su una delle creste dell’antico cratere vulcanico che accoglie il Lago di Bolsena, è un’ottima idea per la bella vista sul lago, la grande Rocca Farnese, il Museo Civico e l’antico borgo.
Rocca di Radicofani: visita e storia
La Rocca di Radicofani è uno spettacolo di unica possanza. Dai suoi 896 s.l.m. domina la Val d’Orcia e consente di sorvegliare a 360° un territorio tanto vasto quanto strategico e, soprattutto, l’antica Via Francigena che, attraverso l’antica via consolare Cassia porta dritto dritto a Roma.
Montalto di Castro: la visita
Montalto di Castro – l’antico Castrum Montis Alti – si alza su uno sperone di poche decine di metri sulla vasta pianura della Maremma che la circonda.
El Patriarca: il Rinascimento a Valencia
El Patriarca è, a mio sindacabile giudizio, una delle mete che una visita di Valencia deve contenere. Tra l’altro, a poca distanza, troverete la formidabile facciata in alabastro del Museo della Ceramica, anch’essa imperdibile.
Valencia Modernista
La Valencia Modernista o Liberty, come volete, è molto diverso da Barcellona. Dal famoso Modernismo Catalano. E’ più raccolto, contenuto, meno d’impatto ma ha certamente manifestazioni rilevanti.
Jimenez Deredia a Valencia
Jimenez Deredia, al secolo Jorge Enrique Jimenéz Martinez, scultore costaricano dal 1976 residente in Italia, dialoga con le sue opere al Paseo del Arte di Valencia con le strutture della Città delle Arti e delle Scienze progettata da Santiago Calatrava.
Simbolismo Trasmutativo e Le Genesi
Per curiosità vale sapere che l’artista è originario della città di Heredia e, dunque, il nome che si è poi dato vuole indicarne proprio la provenienza attraverso la contrazione di “de Heredia”.
Diplomato all’Accademia di Belle Arti di Carrara, ha partecipato a tre Biennali di Venezia (1988, 1993, 1999). In occasione del Giubileo del 2000, realizza una statua di San Marcellino Champagnat la quale viene collocata nella facciata sud di San Pietro.
La filosofia artistica che egli stesso concepisce è il Simbolismo Trasmutativo. Le sue opere si fondano, spesso, su mutazioni della sfera prendendo le mosse, più specificamente, dalla sfere degli indiani Boruca, popolo precolombiano localizzato nell’area dell’attuale Costa Rica.
Le Genesi sono un altro leit motiv di Jimenez Deredia. Si tratta di sculture composte da una molteplicità di elementi i quali rappresentano il mutare della materia attraverso lo spazio ed il tempo. La mostra allestita nella Città dell’Arte e delle Scienza, ne ospita due: Genesis Canto a la Vida e Genesis del Huevo.
Jimenez Deredia a Valencia
Il Paseo del Arte di Valencia è una grande location per la scultura in genere, ma il bronzo scuro di Deredia ad un tempo dialoga e contrasta perfettamente l’opera di acciaio bianco e vetro di Santiago Calatrava.
Le due Genesi, Sueno, Pareja (una delle mie preferite), Sentinela, la particolare Autoritratto dove sono le linee del palmo della mano e non un viso a rappresentare concettualmente il ritrarre se stessi si snodano lungo l’Umbracle e con lo sfondo del Musei della Scienza.
Una curiosità: alcune delle opere di Deredia che troverete fotografate qui di seguito con lo sfondo del Museo della Scienza o dell’Agorà, potrebbe capitarvi di vederle fotografate con lo sfondo dei Fori Imperiali o del Colosseo. Infatti, nel 2009 Jimenez Dereida ha allestito una grande esposizione con circa 60 opere sia in edifici quali il Palazzo delle Esposizioni che in luoghi aperti quali, appunto, il Foro o il Colosseo.
Deredia lavora due materiali: il bronzo ed il marmo, quello bianco di Carrara in particolare. Dunque, sempre tornando alle opere esposte presso il Paseo del Arte di Valencia, che sono tutte in bronzo, vi potrà capitare di vedere in alcuni casi gli stessi temi realizzati in marmo.
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La Valencia di Calatrava
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Case Moderniste di Barcellona: l’Illa de la Discordia
Le Case Moderniste di Barcellona, delle quali Casa Batilò è forse la più nota, rappresentano una delle sue maggiori attrattive turistiche. Nella loro originalità esse rappresentano la punta di un iceberg costituito dall’ampio progetto di espansione urbanistica che portò alla realizzazione di un’area residenziale nuova, il quartiere dell’Eixample, cioè dell’ “ampliamento”.
Palazzo Guell: trionfo delle arti applicate
Palazzo Guell a Barcellona, a pochi passi dalla Rambla, segnò l’inizio di un rapporto che doveva rivelarsi particolarmente significativo per il modernismo catalano, quello tra Eusepi Guell, il committente, ed il suo architetto Antoni Gaudi.
Park Guell a Barcellona
Park Guell a Barcellona, in buona compagnia con Casa Batilò, conferma un famoso aneddoto. Si racconta infatti che quando Antoni Gaudì si laureò in architettura, il preside della facoltà disse: “Oggi abbiamo laureato un genio… o un pazzo”. Anche per i posteri la sentenza è molto ardua. Certamente un genio, forse però anche un po’ pazzo ma, si sa, il confine tra queste due caratteristiche è spesso labile.














