La Rocca di Radicofani è uno spettacolo di unica possanza. Dai suoi 896 s.l.m. domina la Val d’Orcia e consente di sorvegliare a 360° un territorio tanto vasto quanto strategico e, soprattutto, l’antica Via Francigena che, attraverso l’antica via consolare Cassia porta dritto dritto a Roma.
Per questo motivo Papato, Siena e Firenze (solo per citare la sua storia medievale) si contesero Radicofani per lunghi secoli.
Rocca di Radicofani: la storia

Come leggiamo nelle note storiche messe a disposizione dei visitatori della rocca:
“La costruzione del castello di Radicofani è da attiribuire (IX sec.) ai Carolingi. Nel 978 i monaci di Abbadia San Salvatore lo acquistarono e ne rimaser in possesso fino al 1153 quando la fortezza fu riscattata dallo Stato Pontificio e Papa Adriano IV, essendo il castello situato in posizione startegica di dominio sulla via Francigena, ne potenziò le fortificazioni per arrestare l’avanzata di Federico Barbarossa.
Nei secoli a seguire il castello rimase di proprietà dello Stato Pontificio e della Repubblica di Siena. Nel 1297 il celebre “bandito gentiluomo” Ghino di Tacco si impadronisce del castello e vi dimora per tre anni, diventando un Robin Hood di casa nostra. Le sue imprese sono ricordate da Dante nella Divina commedia e dal Boccaccio nel Decamerone.
Nel 1300 la fortezza torna sotto lo Stato Pontificio ed è oggetto di continui tentativi di conquista da parte dei senesi che se ne impadroniscono (con l’obbligo di pagare una pesante retta annua) nel 1411 ristrutturando e fortificando l’importante punto strategico. Nel 1458 la fortezza fu definitivamente donata da Siena a Papa Pio II (Enea Silvio Piccolomini di Pienza) ed iniziò così un lungo periodo di benessere e stabilità.
Durante la guerra tra Firenze e Siena la fortezza assunse un ruolo importante nel conflitto: infatti fu l’ultimo baluardo della difesa della Repubblica Senese. Dopo lunghi anni di assedio, la Balzana Senese venne ammainata il 17 Agosto 1559. Fu poi Cosimo I Granduca di toscana ad intervenire sul vecchio castello esaltandone il ruolo difensivo ed affidando all’architetto Baldassarre Lanci il compito di costruire un’imponente fortezza. Il castello subì il definitivo abbandono nel 1735 dopo lo scoppio doloso della polveriera che ne causò la quasi totale distruzione. Grazie ad un cospicuo finanziamento del F.I.O del 1989 il Castello di Radicofani e tornato al suo antico splendore”.
Castello di Radicofani: la visita

Sebbene solo una piccola parte di quanto fu rimane ancora oggi per il visitatore, la possanza della rocca è evidente. Salendo dal paese di Radicofani (un esempio per tutti di come andrebbe tenuto un borgo medievale) si incontra una serie di bastioni periferici (nell’area dell’attuale cimitero) che indicano subito quanto imponenti dovessero essere già le difese più lontane.
Si arriva poi ai piedi dei cinque bastioni veri e propri e delle mura perimetriche. Al loro interno, in posizione ancor più rialzata, il cassero costituito originariamente da quattro torri unite da mura. Oggi, delle quattro torri ne rimane una sola e solo pochi tratti delle mura. Ma l’idea dell’impianto complessivo delle formidabili fortificazioni è comunque chiaro.
Arrampicatevi fino in cima alla torre: la vista sarà esattamente ciò che vi eravate aspettati. Assolutamente unica. Radicofani val bene i suoi scalini…
Radicofani: cosa visitare nei dintorni?
In realtà Radicofani si trova in una posizione che rende possibile unire la sua visita a quelle di diverse altre destinazioni importanti.
Siamo infatti a poco più di un’ora da Arezzo Arezzo: una domenica al mercato
Ed alla stessa distanza da Siena:









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