Sulmona rappresenta bene l’Abruzzo che ho nel cuore e che credo sia anche una delle sue facce più belle. E’ l’Abruzzo che guarda alle montagne con i suoi cieli limpidi e l’aria ancora pulita.
L’Abruzzo Gentile
L’Abruzzo del passaggio gentile dal Medioevo al Rinascimento con le sue chiese ed i suoi palazzi sempre misurati, fatti di marmi e pietre bianche sapientemente lavorate da generazioni di scalpellini la cui abilità non fu seconda a nessuno. Pareti lisce, levigate, che accolgono portoni e rosoni intagliati senza sosta a più e più balze. E poi statue di santi e bestiari fantastici che saltano fuori dalle stesse pareti o che ornano i capitelli. Intorno la semplicità dei modi e l’ospitalità della gente.
Sulmona incarna bene tutto questo adagiata nella Conca Peligna e racchiusa dalla corona dei monti che la circondano. Sospesa, in realtà, tra due Parchi: quello della Majella ad est e quello d’Abruzzo ad ovest. Da un punto di vista più prosaico, Sulmona è poi vicina al percorso dell’autostrada Roma–Pescara cosicché visitarla – sia che ci si trovi di passaggio oppure sulla costa adriatica – non rappresenta una grande impresa.
Visitare Sulmona
Visitare Sulmona, poi, è veramente agevole: infatti, della sua antica origine di castrum romano, la città ha conservato la pianta regolare dove potremmo prendere (gli archeologi mi perdonino la libertà) come decumano Corso Ovidio (nato quest’ultimo proprio a Sulmona) che attraversa il centro storico per tutta la sua lunghezza.
Dunque, lasciata la macchina lungo la Villa Comunale, dove potete vedere il divertente busto bronzeo di Carlo Tresca, sindacalista nato a Sulmona me naturalizzato americano ed assassinato a New York nel 1943 (vedi Carlo Tresca Wikipedia). Iniziate visitando la Cattedrale che si trova sul lato della Villa Comunale opposto all’ingresso della città.
Dopodiché, non vi resta che procedere per Corso Ovidio fino a raggiungere la chiesa ed il palazzo della Santissima Annunziata, probabilmente la perla di Sulmona. Andando più oltre raggiungerete Piazza Garibaldi antico fulcro dell’attività mercantile della Sulmona medievale ed ancora oggi deputata alle rievocazioni storiche attraverso la Giostra Cavalleresca di Sulmona
Passeggiando per Corso Ovidio
La piazza è cinta sul lato verso Corso Ovidio dall’Acquedotto Svevo, edificato nel 1256, il quale termina nella rinascimentale Fontana del Vecchio. Nella piazza guardata la bella facciata della chiesa intitolata a San Filippo Neri ed, invece, ancora su Corso Ovidio, di fronte all’Acquedotto Svevo, ammirate quanto resta della porta orientale della chiesa-convento di San Francesco che si pensa dovuta a maestranze lombarde.
Colpisce per la “rincorsa” di pilastri e cordoni. Spingetevi poi ancora più in là per scoprire la bella facciata (rosone e portale) di Santa Maria della Tomba e Porta Napoli che chiude (o apre se arrivaste dall’antica Capitale del Regno) il centro storico di Sulmona.
Dimenticavo: Sulmona è la città dei confetti! Ci sono manifatture antiche il cui nome ha a che fare con la storia ed anche con il nostro immaginario di ragazzini, se li avete mangiati visitando Sulmona a quell’età. Non farò però pubblicità e vi lascerò a scegliere di vostra iniziativa quelli che vi attrarranno di più.
Sulmona: Informazioni Turistiche
Ultima informazione utile. L’Ufficio del Turismo di Sulmona si trova in Corso Ovidio nel già citato Palazzo della SS. Annunziata e se volete dare uno sguardo al sito del comune cliccate qui di seguito Comune di Sulmona
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