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Visitare Trani

Trani e la sua bianca Cattedrale che si staglia in solenne solitudine contro il blu del mare Adriatico sono quasi una visione.

Visitare Trani

Certamente, un punto di riferimento per il navigante che si avvicini alla costa e l’ultimo ricordo per crociati, templari, gerosolomitani e mercanti che dal porto di Trani prendevano le rotte d’oriente.

Abitato fino dalle epoche più remote, il luogo divenne la romana Turenum la quale, in conseguenza della felice posizione, divenne un porto di crescente importanza fino a raggiungere il suo massimo splendore sotto Federico II di Svevia (1194-1250) al quale si deve anche la costruzione del castello.

La Cattedrale di Trani

Intitolata a San Nicola Pellegrino (1075-1094) – giovanissimo pastore greco partito pellegrino per Roma e spentosi a Trani pochi giorni dopo il suo arrivo – la sua costruzione inizio subito dopo la morte di questi nel 1098.

Nel medesimo luogo cattedrale di traniuna prima chiesa esisteva già nel IV secolo. Una seconda – Santa Maria della Scala – venne edificata successivamente per accogliere le spoglie di San Leucio e su questa venne realizzata la Cattedrale che, in realtà, venne completata solo un secolo dopo, nel 1200 mentre il completamento della torre campanaria avvenne solo alla metà del ‘300.

La Cattedrale di Trani è certamente un luogo iconico. Difficile dire cosa colpisca di più il suo visitatore. Certamente la posizione isolata a ridosso del mare che le dona imponenza. Il colore quasi bianco con una tendenza al rosato della pietra di Trani. L’imponenza e lo slancio verso il cielo della costruzione: l’arco a sesto acuto che sorregge il campanile gli dona infatti una leggerezza ed un colpo d’occhio particolari.

Inoltre, alla cattedrale si accede attraverso due scale che pongono il piano attuale dell’edificio sacro a circa cinque metri d’altezza dal piano della piazza. Infatti al di sotto del piano della cattedrale vi sono la cripta di San Nicola Pellegrino e l’antica Santa Maria della Scala.

Infine sono ragguardevoli i bassorilievi che ornano il portone dell’edificio, realizzati nella seconda metà del XII secolo, i quali rappresentano passi dell’Antico Testamento ed immagini zoomorfe. Tra queste non manca la sirena della tradizione marinara in lotta con il coccodrillo.

Trani: il borgo

trani visitaPer fortuna, la Trani antica ha conservato un suo nucleo discretamente preservato che si situa tra la Cattedrale ed il porto.

Vicoli e piazzette si intersecano senza sosta. Ancora una volta, è la pietra di Trani a farla da padrone con il suo tono chiaro mentre le vie sono anch’esse lastricate di pietra dura chiara. Merita certamente una passeggiata alla ricerca di angoli suggestivi fino a raggiungere la Chiesa di Ognissanti.

Ma prima di parlarvi di quest’ultima, va detto come con un po’ di buona volontà da parte di tutti, il borgo storico di Trani potrebbe facilmente puntare alla perfezione superando alcuni attuali aspetti di trasandatezza.

La Chiesa di Ognissanti a Trani

La Chiesa di Ognissanti è generalmente considerata la chiesa dell’Ordine Templare a Trani. Oggi questa indicazione è dibattuta ma noi possiamo senz’altro continuare ad immaginarla così. In realtà corrispondono le epoche trani chiesa dei templaried in più la chiesa è contigua all’Ospitale che i Templari avevano a Trani.

La posizione dell’edificio, la cui parte posteriore affaccia proprio sul porto, la rendeva evidentemente funzionale, insieme con l’ospedale, all’accoglienza di cavalieri e pellegrini.

Straordinario l’ornamento delle tre absidi prospicenti il porto. La grande monofora con cornice in marmi di diversi colori è ornata da leoni stilofori (ovvero “accucciati” in modo da poter sorreggere le colonne), un grifo ed un’aquila. Al di sopra della monofora un altorilievo mostra Sansone in lotta con il leone, rappresentazione, in realtà della vittoria di Cristo sulla morte.

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Per un bel video sulla Cattedrale di Trani, vai al suo sito cliccando QUI

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Fabrizio Sciarretta

Laureato in Economia alla LUISS e Master in Business Administration della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, Fabrizio Sciarretta ha dedicato i primi anni della sua attività professionale al giornalismo economico. Rientrato dagli Stati Uniti, ha operato per circa un ventennio nella consulenza di organizzazione e direzione aziendale, ricoprendo incarichi di top management in Italia per due multinazionali americane del settore. Ha poi scelto la strada dell’impresa e da alcuni anni è impegnato come imprenditore nel settore della sanità. E’ stato membro dell'esecutivo di ANISAP Lazio e consigliere d’amministrazione di reti e raggruppamenti d’imprese. Lion da sempre, è stato presidente fondatore del Lions Club Roma Quirinale. Nel 2008 ha abbandonato la Capitale in favore della Sabina, e non se ne è pentito affatto.