Su Tempiesu, la fonte sacra di Orune, rientra tra quei siti nuragici in cui il mistero di questi ultimi trova il suo complemento nella natura spesso selvaggia della Sardegna.
Ne nasce una situazione unica nella quale il visitatore si sente anche un po’ esploratore e vive la visita come una scoperta tutta personale.
Orune: la fonte sacra di Su Tempiesu

Già Orune è un luogo fuori dalle rotte consuete al quale si accede salendo per una provinciale tortuosa dai panorami forti. Ma lo sono ancora di più i pochi chilometri (tre per la precisione) che vi separeranno dal paese al punto di accesso a Su Tempiesu.
E lì viene il bello. Infatti la fonte sacra è circa 800 metri più in basso e per raggiugerla percorrete un sentierino in discesa in mezzo alla macchia finché vi troverete di fronte una costruzione particolare che doveva esserlo ancora di più prima che ne crollasse la parte superiore.
In pratica (mi si passi il paragone irriverente) come un tetto spiovente, ad angolo acuto, di una baita alpina. Una freccia puntata verso il cielo: un’antenna per comunicare col divino.
La sensazione di selvaggio non l’ho avuta solo io. Scriveva Giovanni Lilliu in Sardegna Nuragica:
“Il monumento sorge in una selvaggia e aspra valle nelle montagne, ancora regno dei pastori sacri del paese”. E lo spettacolo è importante perché se a fonte sacra è come incastonata nel pendio, guardando all’orizzonte vi è lo spettacolo forte delle montagne con cime che sono senz’altro tra le più alte dell’Isola.
Fonte sacra di Su Tempiesu: la struttura
Realizzata probabilmente intorno al XIII secolo a.C. e rimasta in uso per alcuni secoli (IX sec. circa), fu poi sepolta da una frana che l’ha in parte distrutta ma per il resto preservata fino alla sua scoperta nel 1953.
Guardando frontalmente Su Tempiesu, affascina la copertura a doppio spiovente (che termina con uno splendido paragocce) la quale verso la sommità presenta due archetti. I due spioventi generano al loro interno un timpano triangolare la base del quale ospita la fonte vera e propria.
Si tratta quasi di un “pozzo sacro” in miniatura, non a caso mostra somiglianze evidenti con il Pozzo Sacro di Santa Cristina a Paulilatino il quale però ha dimensioni monumentali.
Così, vi troverete di fronte due pareti strombate che si stringono verso l’imboccatura della fonte. Se guarderete sotto il pelo dell’acqua, vedrete quattro gradini che “invitano” verso l’interno della fonte, come per entrarvi e celebrarvi un atto di devozione.
Il Tholos interno
La parte interna della fonte, prende la forma della tholos, cioè una costruzione con pianta circolare e falsa volta di copertura. Nel nostro caso, la base ha un diametro di 90 cm ed un’altezza di
circa 180. L’interno della tholos conta undici file di conci di basalto e la stessa pietra ne costituisce anche il fondo che ospita poi una fossetta circolare per decantare le impurità. L’acqua in eccesso scorre verso l’esterno attraverso canaletto che attraversa l’ingresso della fonte sacra.
Interessante notare come Su Tempiesu non sia stato realizzato con rocce locali ma con rocce vulcaniche (guardate la meravigliosa varietà delle colorazioni) provenienti, si suppone, dall’area di Dorgali. Infine, in occasione degli scavi, sono sti numerosi i ritrovamenti di oggetti votivi in bronzo che testimoniano la funzione del luogo.
E’ ora di riprendere la nostra strada e ritornare in salita verso il punto di partenza. Nel cuore un’altra visione affascinante del misterioso mondo dei nuraghi.
Su Tempiesu: come arrivarci
Copio direttamente dall’opera già citata partendo dall’abitato di Orune dove vi condurrà la SP51: “Una volta giunti al cimitero del paese svoltare a sinistra e seguire una strada asfaltata che si addentra tra le colline per circa tre chilometri. La strada termina davanti alla struttura della cooperativa che gestisce il sito”.
Archeologia Sarda – Approfondimenti
Per un percorso di luoghi iconici della Civiltà Nuragica, clicca Sardegna Archeologica: l’Itinerario
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- La Tomba del Capo a Bonorva
Ovviamente, la Sardegna è anche il mare indimenticabile. Per le nostre spiagge cliccate Spiagge di Sardegna: ogni giorno 1 scoperta







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