La Necropoli di Montessu – a Villaperuccio, 20 km da Carbonia circa 60 da Cagliari – è la più estesa necropoli di domus de janas dell’area sud orientale della Sardegna.
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Oniferi: la necropoli di Sas Concas e gli uomini capovolti
Le domus de janas della Necropoli di Sas Concas a Oniferi sono una tappa importante nella visita dell’archeologia della Sardegna. Venti sepolture ipogee scavate in una collina di trachite rossa famose per le loro incisioni di esseri umani capovolti.
Su Tempiesu: la fonte sacra di Orune
Su Tempiesu, la fonte sacra di Orune, rientra tra quei siti nuragici in cui il mistero di questi ultimi trova il suo complemento nella natura spesso selvaggia della Sardegna.
Nuraghe Santu Antine a Torralba
Nuraghe Santu Antine, la Reggia Nuragica a Torralba, vi lascerà stupiti come, o forse probabilmente più di Su Nuraxi a Barumini. Infatti, se Santu Antine è detto la Reggia Nuragica un motivo ci dovrà pur essere. (altro…)
Pozzo Sacro di Santa Cristina a Paulilatino
Alle volte, quando l’aspettativa è grande, la realtà non si rivela all’altezza delle nostre speranze: questo, però, non è il caso del pozzo sacro nel villaggio nuragico di Santa Cristina a Paulilatino.
Nuraghe La Prisgiona ad Arzachena
Il nuraghe La Prisgiona è a un passo dal mare della Costa Smeralda, vicino Arzachena, in quella contrada preziosa per la produzione del vermentino che prende il nome di Capichera.
Su Nuraxi a Barumini
C’è poco da discutere: il villaggio nuragico di Su Nuraxi a Barumini è – allo stato dell’arte – il sito archeologico che conta per una “presa di coscienza” di cosa significhi Civiltà Nuragica.
Lo dico da neofita e, proprio perché tale, Su Nuraxi a Barumini è stata una sorpresa. Se l’immaginario collettivo è quello del nuraghe isolato, magari in posizione dominante, Barumini è quello che, se si parlasse di Medioevo, chiameremmo un castrum con le sue fortificazioni – incentrate su un vero e proprio mastio – ed il villaggio ai suoi piedi.
Su Nuraxi a Barumini: il villaggio nuragico
A differenza del nuraghe isolato, trovarsi di fronte ad un villaggio nuragico consente – semplicemente guardandosi intorno e
ipotizzando paralleli con altre situazioni – di formulare ipotesi sulle strutture sociali, sulle modalità di vita.
Su Nuraxi domina la piana circostante, fin dove l’occhio può spingersi. E’ una struttura di controllo del territorio e di gestione del potere. La sua “rocca” (passatemi il termine) è ad un tempo complessa e militarmente perfetta ma di dimensioni contenute.
Ammettendo che al suo interno avesse potuto ospitare una cinquantina di individui, è evidente come molti di più ce ne siano voluti a costruirla e come molti di più abitassero il villaggio. Dunque, un centro di potere, di difesa e di controllo.
Una vita civile e sociale complessa
Ma il villaggio non è un “borgo” di povere case. Intanto sono oltre 200 le capanne ritrovate (capanne in quanto con copertura in legno ma base e pareti in pietra). Poi ospita edifici socialmente importanti. La cosiddetta “Sala del Consiglio”, una capanna dotata di sedile circolare, impiegata probabilmente proprio come luogo di adunanza politica. La particolare costruzione con al centro i resti di una vasca: luogo per riti legati all’acqua o (addirittura) delle terme ? La presenza dei resti un forno farebbe pensare alla possibilità di riscaldare l’acqua stessa. Oppure la capanna il cui pavimento ospitava pozzetti votivi. Dunque una vita civile complessa.
Barumini: un santuario federale?

La visita al Museo Archeologico di Cagliari è rivelatrice come lo è la mostra temporanea qui ospitata “L’Isola delle Torri”. Ne viene fuori nitido il quadro di una civiltà nuragica culturalmente raffinata, aperta ad uno scambio bidirezionale con i popoli del mediterraneo coevi. Capace di realizzare oggetti di grande pregio.
Non mi azzarderdo a formulare ipotesi in un campo che non è il mio. E’ però evidente anche al profano come la struttura di Su Nuraxia Barumini è assolutamente somigliante al modello di nuraghe rinvenuto negli scavi di Mont’e Prama ed esposto nella mostra ad essi dedicata presso il Museo Archeologico di Cagliari.
Dunque, Su Nuraxi di Barumini potrebbe forse essere inteso come la rappresentazione stessa che la civiltà nuragica voleva dare di sé. In tal senso potrebbe anche leggersi quanto Giovanni Lilliu, il grande archeologo sardo scopritore del complesso nuragico di Barumini, sosteneva. Cioè che Su Nuraxi potesse essere un “santuario federale” per le popolazioni della Marmilla e delle aree limitrofe.
Dentro Barumini
Le parole, però, hanno sempre difficoltà a rendere le emozioni. E Su Nuraxi è capace
di emozioni forti. Entrare all’interno della fortificazione nuragica genera momenti intensi: le scale di pietra ripide, i corridoi angusti, le volte alla cui sommità si intravede il cielo.
Ci si rende anche conto (meglio che dall’esterno) delle dimensioni: un mastio centrale che arrivava a diciotto metri articolato in tre “piani”. Poi, il cortile interno, dove un pozzo profondo più di venti metri assicurava l’acqua ed anche un po’ di sole. Un tempo – potete vederne alcune parti ordinatamente sistemate di lato allo scavo – mastio e torri terminavano, per tutta la loro circonferenza, con un “terrazzamento” più largo costruito con mensole di basalto dalle dimensioni imponenti. Un’opera di ingegneria assolutamente importante. Non a caso, Su Nuraxi a Barumini è patrimonio dell’UNESCO.
Civiltà Nuragica – Approfondimenti
Volete un itinerario che comprenda alcune delle meraviglie della Civiltà Nuragica? Cliccate Sardegna Archeologica: il nostro itinerario
Per approfondire la civiltà nuragica ed anche Su Nuraxi di Barumini potete leggere:
- L’Isola delle Torri
- Mont’e Prama 1974 – 2014
- Nuraghe Santu Antine – La Reggia Nuragica – con VIDEO
- Pozzo Sacro di Santa Cristina a Paulilatino
- Tomba del Capo a Bonorva – con VIDEO
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