Il Museo delle Maschere Mediterranee di Mamoiada, non lontano da Nuoro, racconta la storia di riti di propiziazione, antichissimi ma ancor oggi vivi nelle loro comunità, che vedono al centro della loro tradizione l’uso di campane e di costumi per i quali spicca l’uso delle pelli.
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Mamuthones ed Issohadores sono le maschere tipiche di Mamoiada: il video ve ne racconta il significato e la tradizione.
Museo delle Maschere Mediterranee di Mamoiada
Uno degli elementi più interessanti del Museo è il fatto di non riferirsi esclusivamente alle tradizioni della Sardegna ma, al contrario, di raccogliere testimonianze di riti analoghi che si svolgono nei paesi che si affacciano sul Mar Mediterraneo rendendo così possibile il confronto e la scoperta del fatto che alcune tradizioni siano assolutamente comuni. Infatti, tutti i mascheramenti prevedono invariabilmente l’uso di pelli, campane e maschere facciali.
Le maschere del Mediterraneo possono essere raggruppate in tre ceppi. Oltre a quello italico, abbiamo quello iberico e quello balcanico. Anticamente questa tipologia di rito seguiva un unico filo conduttore: il concetto di propiziazione che avveniva attraverso il suono delle campane. Un suono che allontanava dalle case e dalle compagne gli spiriti maligni. Lo stesso concetto, in realtà, si applica al nostro brindisi quando i bicchieri si toccano o alle campane delle chiese.
Le tradizioni della Sardegna
Il Museo delle Maschere Mediterranee di Mamoiada dispone di una sala multimediale dove un articolato documentario di 12 minuti (ne vedete alcuni passaggi all’inizio di questo video) raccolta la prima uscita Mamuthones ed Issohadores lungo le vie di Mamoiada il 17 gennaio, giorno di Sant’Antonio Abate. Nel paese vengono accesi cinquanta fuochi e le maschere “danzano” intorno a ciascuno di essi.
Per quanto riguarda la tradizione sarda, oltre alle maschere di Mamoiada, la raccolta comprende le maschere di Ottana, con i Boes e i Merdules e la Filonzana, una donna che fila la lana col fuso, metafora del passare della vita e del destino e di Orotelli con i Thurpos.
Due sono gli elementi portanti di questi riti. Il primo è, appunto il suono delle campane in quanto elemento propiziatorio. Il secondo è la contrapposizione tra elementi che sono, nel contempo, contrapposti e complementari: come Mamuthones ed Issohadores, appunto. Questi, come l’autunno e la primavera, rappresentano opposti i quali però, nel contempo, rendono ciascuno possibile l’esistenza del loro opposto.
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