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Costiera Amalfitana: la visita

Quaranta chilometri separano Vietri sul Mare da Positano: una penisola – la Costiera Amalfitana – che si slancia nel mare fin quasi a toccare i Faraglioni di Capri. Per quanto possiate essere abituati al bel mare ed alle scogliere strapiombanti, non potrete non rimanerne meravigliati: scorci formidabili si aprono di curva in curva tanto da aver convinto l’Unesco a nominare la Costiera Amalfitana patrimonio dell’umanità.

Costiera Amalfitana: qualche consiglio

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Minori

A seconda della vostra convenienza potete percorrere la Costiera in qualsiasi dei due versi. Vi è però da dire che se andrete da Positano verso Vietri vi troverete sulla corsia della strada che da sul mare: la vista e più aperta ma, soprattutto, le (poche) piazzole di sosta sono in maggioranza da quel lato quindi è più facile fermarsi per godersi il panorama e scattare qualche foto.

Ci sono poi due errori che non dovete commettere.

Il primo è quello di andare di fretta. Innanzitutto perché la strada stretta e tortuosissima (la cui costruzione avvenne per iniziativa di Giuseppe Bonaparte nel 1807) non consente velocità granchè superiori al passo d’uomo. Poi perché vi perdereste i panorami e gli scorci che si susseguono senza sosta.

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Abbazia di Santa Maria Olearia

Dal lato interno le limonaie che si arrampicano in un sesto grado verso la montagna. Sul lato esterno le scogliere a strapiombo, le antiche torri di guardia, i paesi sospesi sul mare con i porticcioli.

Il secondo errore è quello di pensare di fare i turisti naturalistico-culturali la domenica d’estate. L’unica soluzione per visitare la Costiera Amalfitana è scegliere con cura un giorno feriale della primavera inoltrata o nel primo autunno e godersi una passeggiata indimenticabile. Viceversa, vi ritrovereste ad affrontare file, parcheggi pieni e perdite di tempo facilmente immaginabili.

Per dire la verità, due giorni anziché uno sarebbero mondiali (ci scappa anche qualche ora sdraiati al sole).

Un pò di storia (minimale)

Abitata già da popolazioni italiche, la costiera seguì poi la storia di Roma e del suo impero (come testimonia la villa romana di Minori). Il suo baricentro era Amalfi che già nel 593 d.C. divenne costiera amalfitana visitasede vescovile e dall’839 stato autonomo. Schieratasi con Bisanzio durante la guerra gotica, fu un importante presidio militare dell’impero ma lasciato sostanzialmente autonomo dal punto di vista politico.

Amalfi – che per la sua posizione non poteva che ricercare nel mare il suo sviluppo – divenne così la prima Repubblica Marinara e raggiunse nel X secolo il suo momento di massimo splendore. Dal 1139, quando divenne definitivamente sottoposta al dominio normanno, la sua prosperità andò scemando fino a quando, nel 1343, una frana sottomarina causò la distruzione degli arsenali dove gli amalfitani costruivano la loro flotta.

A partire dal XV secolo Amalfi passò di mano in mano tra diverse grandi famiglie aristocratiche: Sanseverino, Colonna, Orsini e, da ultimo, Piccolomini.

Costiera Amalfitana: cosa visitare?

costiera amalfitana visitaPercorrendo la strada litoranea passerete (sostanzialmente) dentro o accanto a tutti i paesi che costituiscono la Costiera stessa: Positano, Praiano, Furore, Conca dei Marini, Amalfi, Atrani, Minori, Maiori, Cetara, Vietri.

Invece, per raggiungere Ravello, Scala e Tramonti dovrete arrampicarvi verso l’interno.

Tutte località bellissime dove sostare a seconda dell’ispirazione del momento. Certamente, meritano un’attenzione particolare ed una sosta da hoc:

poi ci sarebbe l’imperdibile Duomo di Salerno (che da Vietri dista un quarto d’ora di auto).

Fabrizio Sciarretta

Fabrizio Sciarretta

Laureato in Economia alla LUISS e Master in Business Administration della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, Fabrizio Sciarretta ha dedicato i primi anni della sua attività professionale al giornalismo economico. Rientrato dagli Stati Uniti, ha operato per circa un ventennio nella consulenza di organizzazione e direzione aziendale, ricoprendo incarichi di top management in Italia per due multinazionali americane del settore. Ha poi scelto la strada dell’impresa e da alcuni anni è impegnato come imprenditore nel settore della sanità. E’ stato membro dell'esecutivo di ANISAP Lazio e consigliere d’amministrazione di reti e raggruppamenti d’imprese. Lion da sempre, è stato presidente fondatore del Lions Club Roma Quirinale. Nel 2008 ha abbandonato la Capitale in favore della Sabina, e non se ne è pentito affatto.

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