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Orosei: visita tra storia e mare

Anche se siete in zona perché attratti dal suo splendido mare, l’antico paese di Orosei merita la visita. Nuragico prima e romano poi, appartenuto nel medioevo al Giudicato di Gallura e divenuto poi feudo con il titolo di Baronia di Orosei, il borgo storico rivela le sue lontane origini testimoniate da monumenti e tradizioni.

Posto su un altipiano che domina il corso del fiume Cedrino ed una vallata verde e fertile, Orosei è diviso in due metà dalla Via Nazionale che si pone come cerniera nel punto più basso dell’abitato cosicché ambedue le metà del paese vanno salendo su due collinette da questa base comune.

Orosei tra chiese e confraternite

orosei chiesa di san giacomoVenti chiese e tre confraternite (Santa Rughe, Sas Ànimas e Su Rosàriu) e diversi altri edifici di culto ormai persi, in un paese che conta settemila abitanti, danno il senso dell’importanza del luogo. Non mancano poi le testimonianze del potere temporale anche se la cinta muraria che un tempo doveva racchiudere il borgo oggi non esista più. A ricordarla il castello giudicale e la torre di Sant’Antonio Abate.

E’ però la chiesa di San Giacomo a dare il ritmo al dispiegarsi del centro storico. E’ un edificio particolare. La grande facciata settecentesca che si richiama al barocco domina la centrale Piazza del Popolo ma quel che incuriosisce è l’affastellarsi di cupole – in uno stile completamente diverso – curiosamente poste a destra (e non dietro) la facciata stessa.

Una volta entrati nell’edificio l’arcano è presto svelato. La facciata non è stata costruita sul fronte della chiesa ma sul lato lungo che correva a fiancoorosei della sottostante Piazza del Popolo. Dunque, le numerose cupole (di altrettante absidi) e il campanile sono nel posto giusto… è la facciata a trovarsi dove non dovrebbe.

Dall’altra parte di via Nazionale rispetto a San Giacomo, sulla collinetta opposta, si trova il castello giudicale di cui resta ormai il solo mastio ma anche la chiesa delle Anime, quella del Rosario e San Sebastiano. Nel caso delle prime due, spicca il contrasto tra le loro facciate settecentesche ed il resto dell’edificio nell’originale muratura grezza caratterizzata dalla pietra scura lavica.

Un paese da fotografare

oroseiOrosei merita una lunga passeggiata aggirandosi tra stradine e vicoli, a caccia di scorci. E di foto, se la cosa vi appassiona, perché la forza delle sue pietre, i colori vivaci delle mura, l’onnipresente sagoma di San Giacomo, i saliscendi e le differenze di livello sono fonte di scatti piacevolissimi.

Il paese vi sorprenderà piacevolmente anche per la sua vitalità.

Il turismo qui è divenuto anche spinta propulsiva per il recupero delle antiche architetture sia come abitazioni che come attività. Tra queste diversi alberghi hanno proprio puntato sul ripristino di antichi spazi.

Dove dormire a Orosei?

Ovviamente, non li abbiamo provati tutti… Ci siamo fermati all’Hotel Anticos Palathos su via Nazionale praticamente all’angolo con piazza del Popolo. Ne abbiamo oroseiapprezzato l’attento recupero degli antichi edifici e la raccolta atmosfera del cortile interno attorno al pozzo.

Ampie le stanze e le suite, nonché i servizi. Di assoluta cortesia l’accoglienza che ha dimostrato anche di possedere una puntuale conoscenza del territorio. Un tre stelle, dunque, che le sue stelle le merita tutte e, probabilmente, qualcosa di più.

Fabrizio Sciarretta

Fabrizio Sciarretta

Laureato in Economia alla LUISS e Master in Business Administration della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, Fabrizio Sciarretta ha dedicato i primi anni della sua attività professionale al giornalismo economico. Rientrato dagli Stati Uniti, ha operato per circa un ventennio nella consulenza di organizzazione e direzione aziendale, ricoprendo incarichi di top management in Italia per due multinazionali americane del settore. Ha poi scelto la strada dell’impresa e da alcuni anni è impegnato come imprenditore nel settore della sanità. E’ stato membro dell'esecutivo di ANISAP Lazio e consigliere d’amministrazione di reti e raggruppamenti d’imprese. Lion da sempre, è stato presidente fondatore del Lions Club Roma Quirinale. Nel 2008 ha abbandonato la Capitale in favore della Sabina, e non se ne è pentito affatto.