Agrigento, la Valle dei Templi: cosa possiamo ancora raccontare? Credo che tutto ciò che fosse possibile dire o scrivere sia già stato detto o scritto. Aggiungere non porterebbe granché e, credo, le immagini possano testimoniare più di qualsiasi parola.
Agrigento: la Valle dei Templi
Resta l’emozione di fronte ad un’opera grandiosa dell’umanità. L’ammirazione per un’epoca remota ma presente. Per un momento della nostra
storia antica che decretò la grandezza di quella cultura alla quale noi ancora oggi (forse) ci ispiriamo ed alla quale ci richiamiamo sperando di trovarvi nuova fonte di ispirazione.
Ciò che c’è da apprendere sulla Valle dei Templi – ai livelli diversi di approfondimento che ciascuno di noi desidera – è scritto nei libri di storia e nei saggi di archeologia. A noi spetta di rappresentare e condividere il nostro stupore di fronte a tanta grandezza. Lo stesso stupore che si legge, ancor di più, nei visi di quei visitatori stranieri non abituati come noi alla magnifica convivenza con quanto ci è arrivato delle civiltà greca e romana.
Debbo però dire che la visita alla Valle dei Templi mi ha lasciato dentro, oltre alla meraviglia, anche qualche riflessione non particolarmente originale. Ad esempio sull’improbabile rapporto di vicinato tra la testimonianza di una civiltà straordinaria e la modernità che gli è cresciuta intorno.
L’Agrigento di oggi è infatti la meno opportuna e più illogica cornice che la Valle dei Templi potesse meritare. Il fondale costituito dai palazzoni multipiano anni ’70 che hanno rovinato prima di tutto la stessa Agrigento è semplicemente incredibile, un incubo assolutamente reale.
L’impossibile convivenza di moderno e antico

In un solo colpo non solo si è deturpata una città assolutamente garbata e dotata di una vista splendida sul mare quale Agrigento, ma si è anche danneggiata quella che è e potrebbe ancor di più essere una fonte di reddito principesca per l’intero territorio. Allo stesso tempo, l’incuria in cui giace il centro storico di Agrigento, fa si che la città natale di Pirandello difficilmente possa divenire una metà turistica significativa.
Un prova di cecità incredibile che fa il paio con uno sviluppo edilizio della costa senza alcuna possibilità di lode quando non con qualche infamia. Basti pensare alla inconcepibile centrale elettrica (o quel che sia) piazzata in faccia all’abitato di Porto Empedocle.
In qualsiasi altro paese nostro concorrente per accaparrarsi i sempre crescenti flussi turistici, la Valle dei Templi sarebbe stata protetta ed esaltata. Sarebbe stata posta al centro di un circuito turistico culturale ed ambientale eccezionale e non ridotta a testimonianza del peggio di noi. Mi chiedo, retoricamente, cosa pensino di noi i visitatori stranieri di fronte ad un simile spettacolo, e preferisco non darmi una risposta.
C’è un altro fatto, da economista, che mi ribolle dentro. Cioè come mai non si abbia il coraggio di analizzare gli errori commessi nella politica industriale degli anni del boom economico se non altro – visto che ai danni prodotti non è più possibile rimediare – per assicurarci che a nessun altro venga in mente che la distruzione dell’ecosistema possa divenire fonte di sviluppo.
La Valle dei Templi. consigli per la visita
C’è poi un ultimo argomento, ovvero la mancanza di un circuito turistico locale. Una volta visitata la magica Valle dei Templi, cosa dovrebbe fare il turista ? Se è alla ricerca di ulteriori bellezze, prende la strada di Piazza Armerina alla volta dei famosi mosaici. E ad Agrigento, quanto è rimasto ? Una notte, probabilmente.
Non ho altro da aggiungere. Forse, la statua di Igor Mitoraj Icaro Caduto posta in terra ai piedi del Tempio della Concordia, dovrebbe essere intesa come un involontario monito. Chissà.

Adesso, però, è giunto il momento di perdersi tra i templi e pensare alla meravigliosa civiltà che ne determinò la costruzione. Ad una cinta muraria di 12 chilometri che cingeva i templi e l’abitato di Akragas. Ad un tesoro giunto miracolosamente fino a noi.
Poiché il percorso di visita è lungo circa due chilometri e va a scendere partendo dal Tempio di Giunone, posto nel punto più alto, conviene effettuare la visita in discesa (..de gustibus.. s’intende). Per cui, lasciate la macchina al parcheggio che esiste nel punto più basso, in corrispondenza dell’antica porta delle mura di Akragas (detta V Porta) e da lì un servizio di navetta (3 euro persona) vi porterà all’ingresso al sito archeologico posto nei pressi del Tempio di Giunone.
Buona discesa !
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Alla Valle dei Templi abbiamo (ovviamente) dedicato un video. Per guardarlo clicca QUI










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