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Fontana dei Libri: quando a Sant’Eustachio c’era La Sapienza

La Fontana dei Libri si trova nel rione di Sant’Eustachio a ridosso di Palazzo Madama ed attraversata la strada da Piazza Navona. Un punto strategico.

Fontana dei Libri a Sant’Eustachio

L’indirizzo esatto è Via degli Staderari in memoria degli antichi artigiani che costruivano bilance e stadere. Precisamente la Fontana dei Libri è ridossata al muro del complesso di Sant’Ivo alla Sapienza sede dell’omonima chiesa ma anche dell’Archivio di Stato.

Il nome stesso del complesso racconta la sua storia ma è necessario partire da lontano. Infatti, nel 1303 papa Bonifacio VIII fonda l’università di Roma con il nome di Studium Urbis. La sua prima sede è a Trastevere, dunque vicina al Vaticano. Nel 1431 è ormai necessaria una sede più ampia così Eugenio IV trasferisce l’ateneo in un’area acquistata nel rione Sant’Eustachio. Proprio qui sorgerà tra il ‘500 ed il ‘600 il Palazzo della Sapienza e poi la chiesa dedicata a Sant’Ivo. Solo nel 1935 la Sapienza si trasferirà nella sede che tutti conosciamo.

Fontana dei Libri: il progetto

fontana dei libri roma
Fontana dei Libri

Sul muro esterno dell’antico Palazzo della Sapienza che guarda verso Palazzo Madama poggia la Fontana dei Libri, racchiusa in un arco a tutto sesto, che si chiama così perché quattro antichi libri ne sono il fulcro. A questo punto vi sarà chiaro il perché: i libri sono lì per ricordare l’antica sede dell’università centro del sapere e della cultura.

I libri sono disposti due per parte a sinistra e a destra a metà altezza della fontana. Al centro tra di essi è rappresentata una testa di cervo, il simbolo del Rione di Sant’Eustachio. Per comprenderne l’origine bisogna ripercorrere l’agiografia di questo santo, un comandante romano di nome Placido. Questi si convertì al cristianesimo scegliendo il nome di Eustachio (colui che produce buon raccolto) quando, mentre cacciava un cervo, questi gli apparve con una croce tra le corna rivelandogli di essere Cristo.

Tra le corna del cervo è riportato il nome del rione ed il suo numero. Solo che Sant’Eustachio è l’VIII rione e non il IV come si legge nella fontana: purtroppo l’errore è inciso nel marmo ad imperitura memoria.

Le cinque palle dei Medici

Avrete notato che lungo l’arco che circoscrive la fontana sono incise le lettere SPQR. Fin qui nulla di strano trattandosi di rioni romani. Più intriganti le cinque palle: una sotto ogni lettera ed una al centro della fontana a due terzi della sua altezza.

Quale antica famiglia aveva cinque palle nel suo stemma? I Medici di Firenze com’è noto. Ma che c’entrano i Medici con il Rione Sant’Eustachio? Semplice, furono i proprietari di Palazzo Madama tra il XVI ed il XVIII secolo: secondo me le cinque palle stanno a ricordare proprio questo.

Da ricordare che tra la fine a cavallo tra ‘500 e ‘600 vi risiedette il cardinale Francesco Maria Bourbon Del Monte, Marchese di Monte Santa Maria che qui si spense nel 1627. Il cardinale era l’ambasciatore dei Medici a Roma e primo mecenate del Caravaggio che venne da questi ospitato proprio a Palazzo Madama fino al 1601.

Pietro Lombardi e le fontane del Governatorato di Roma

A progettare la fontana fu l’architetto romano Pietro Lombardi (1894-1984). Questi aveva vinto nel 1925 il concorso per la Fontana delle Anfore a Testaccio e forte di quel successo, tre anni dopo, vinse il concorso bandito dal Governatorato di Roma per nove fontane per i rioni Monti, Campo Marzio (la Fontana degli Artisti in Via Margutta), Sant’Eustachio, Pigna, Ripa, Trastevere, Borgo (qui le fontane erano tre Porta Angelica, Porta Castello, Scossacavalli), San Lorenzo.

In realtà il Governatorato di Roma in quegli anni intraprese una significativa attività di costruzione di fontane che avevano anche una funzione pratica oltre che estetica. Tra queste merita un’attenzione particolare la Fontana delle Cariatidi in Piazza dei Quiriti.

Infine, anche se in questo caso la committenza è privata e non pubblica, proprio nei medesimi anni viene realizzata la Fontana delle Rane a Piazza Mincio nel Quartiere Coppedè

Fabrizio Sciarretta

Laureato in Economia alla LUISS e Master in Business Administration della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, Fabrizio Sciarretta ha dedicato i primi anni della sua attività professionale al giornalismo economico. Rientrato dagli Stati Uniti, ha operato per circa un ventennio nella consulenza di organizzazione e direzione aziendale, ricoprendo incarichi di top management in Italia per due multinazionali americane del settore. Ha poi scelto la strada dell’impresa e da alcuni anni è impegnato come imprenditore nel settore della sanità. E’ stato membro dell'esecutivo di ANISAP Lazio e consigliere d’amministrazione di reti e raggruppamenti d’imprese. Lion da sempre, è stato presidente fondatore del Lions Club Roma Quirinale. Nel 2008 ha abbandonato la Capitale in favore della Sabina, e non se ne è pentito affatto.

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