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Oslo: la visita. Cosa vedere?

Visitare Oslo è piuttosto semplice grazie alla posizione particolarmente favorevole del suo centro sia quello storico che quello moderno realizzato in questi ultimi anni.

Oslo si estende infatti lungo la riva del fiordo omonimo ed i principali monumenti ed attrazioni sono raccolti lungo un asse di circa tre chilometri.

La nuova Oslo

Grazie ad un’importante operazione di recupero urbano delle strutture portuali, Oslo gode oggi di alcuni edifici pubblici assolutamente imperdibili e di eleganti palazzi residenziali.

Oltre agli edifici pubblici, il progetto di recupero, denominato Barcode (per la disposizione lungo un asse orizzontale dei nuovi edifici) ha previsto anche la realizzazione di una serie di palazzi uffici che caratterizzano la nuova skyline di Oslo.

Guardando la città dal mare e percorrendo la città da sinistra verso destra, il nostro percorso di visita si apre con il Munch Museet, ovvero il museo dedicato alla gloria dell’arte moderna norvegese Edvard Munch (1863-1944).

Il Museo Munch o Munch-Museet

Il Museo Munch (Edvard Munchs plass 1, quartiere di Sørenga) nasce da una vastissima donazione di opere e documenti fatta dall’artista alla città di Oslo. Inaugurato nel 2021, dispone di una raccolta rappresentativa dell’opera di Munch e vi permetterà di godere anche di una vista spettacolare sulla città.

Per approfondire i contenuti artistici del museo e come guida alla visita, ti consigliamo di leggere Museo Munch a Oslo: visita e opere

In particolare, verso la terraferma, vi affaccerete sui nuovi grattaceli lungo il Dronning Eufemias Gate. Viceversa, guardando verso il centro, dominerete il Teatro dell’Opera e, dall’altro lato, il nuovo quartiere di Sørenga assolutamente popolato di locali.

Il Museo Munch dispone di uno sky bar e ristorante all’ultimo piano dove è tassativo arrampicarsi.

Oslo Opera House

L’Opera di Oslo rappresenta un progetto architettonico assolutamente d’impatto. Una imponente struttura in granito norvegese e marmo di Carrara racchiude una teca di cristallo al cui interno è contenuto il teatro. Potete salire lungo la struttura costruita attraverso un gioco di piani con diverse inclinazioni fino a godere, dal tetto, di una vista di prim’ordine su Oslo.

E’ possibile effettuare una visita guidata dell’edificio che vi rivelerà non solo la sua architettura ma anche le tantissime attività del backstage. Da non perdere. Infine, alle spalle dell’Opera House, una serie di recentissimi palazzi ufficio vi consentirà di giocare con le architetture per realizzare foto di soddisfazione.

Terminata la visita all’Opera, potete attraversare la strada ed arrivare nella piazza della Stazione Centrale.

Oslo Central Station

In realtà, oltre alla sua funzione di ferroviaria oggi la stazione di Oslo si è trasformata in un centro commerciale con bar e ristoranti. Vi troverete anche cambiavalute e l’Ufficio Turistico che si trova subito entrando dall’ingresso (diciamo così) storico della stazione.

Sulla piazza della stazione è anche presente il servizio clienti dell’azienda di trasporti locali Ruter (autobus e metro) e la stazione della metro di Jernbanetorget che rappresenta un po’ il centro della rete della metropolitana di Oslo. Tenete presente che i biglietti della metro si acquistano normalmente scaricando l’app #ruter ma che presso il servizio clienti potrete acquistare biglietti singoli e tessere.

Soprattutto, però, dalla piazza della stazione parte Karl Johans Gate, l’asse portante del centro storico di Oslo

Lungo Karl Johans Gate fino a Palazzo Reale

Non è che serva un gran senso di orientamento. Karl Johans Gate è perfettamente dritta e mano a mano che procederete troverete tutti i principali monumenti di Oslo.

La prima è la Cattedrale (o Domkirke in norvegese). Poi il Parlamento che ha una piazza a ciascun lato e dal quale ha inizio il grande giardino che, correndo accanto a Karl Johans Gate, vi porterà fino al Palazzo Reale prima del quale incontrerete però ancora il Teatro Nazionale (o National Theatre) e l’università. Tenete presente che nei pressi del Teatro ci sono sia una stazione ferroviaria (da cui si arriva anche in aeroporto) che una della metropolitana.

Oslo ha subito diversi incendi nella sua storia, il più devastante nel 1624. Dunque quella che vi troverete di fronte dal punto di vista storico è una città recente con edifici storici che hanno un paio di secoli di vita (ad esempio, il Palazzo Reale risale alla metà dell’800). Conseguentemente percorrete Karl Johans Gate principalmente come una passeggiata per apprezzare l’atmosfera ed la scenografia del centro storico piuttosto che per visitare all’interno gli edifici.

La via dello shopping

Karl Johans Gate è la via dello shopping ma troverete le grandi firme internazionali lungo una sua traversa (a destra andando verso il Palazzo Reale) che è Nedre Slottsgate.

A questo punto, la vostra passeggiata può prendere due strade. In realtà ambedue vi condurranno nella stessa zona lungo il mare dove si trovano ai suoi estremi il castello di Akershus ed il Museo Nazionale con l’imbarco dei battelli per la visita al fiordo ed il nuovo quartiere di Tjuvholmen.

Si tratta semplicemente di capire a che punto siate di Karl Johans Gate. Se vi siete attardati guardando i negozi su Nedre Slottsgate, allora potete scendere su quella o sulla successiva Akersgata verso il castello. Se siete già arrivati verso il Palazzo Reale, allora continuate a leggere qui sotto (ma prima di decidere leggete il paragrafo sul castello)-

Verso il National Museum o Nasjonal Museet

In realtà, anche se non voleste visitare il National Museum, ci passerete di fronte comunque. In ogni caso, dal National Theatre, scendete verso il mare e superando l’Oslo Concert Hall, fino al Museo sono poche centinaia di metri.

Il museo è quello che definirei un museo d’arte generalista (che non è un’offesa). Custodisce una collezione assolutamente ampia di opere di tutte le epoche con una logica prevalenza delle culture nordiche.

Per i cultori della materia, è interessante la loro galleria di arte medievale norvegese (dall’XI secolo in poi) con alcune eccellenze in primis nel campo dei tessuti ad es. l’Arazzo di Baldishol. Poi, per campanilismo, lasciatemi segnalare la bella tela Giuditta e Oloferne di Orazio Gentileschi.

In realtà, però, il National Museum si affaccia su un’area particolarmente piacevole di Oslo nonché sugli imbarchi dei traghetti per la visita del fiordo.

Tjuvholmen

Dunque i moli prospicenti il Museo Nazionale e che hanno alle loro spalle l’edificio del Comune di Oslo, ospitano i battelli adibiti alla navigazione turistica del fiordo di Oslo: un’escursione consigliata.

Restando per ora sulla terraferma, ciò che invece vi consiglio caldamente di fare è di visitare il quartiere di Tjuvholmen che si proietta come un pontile nel mare subito superato il museo.

Qui l’architettura residenziale moderna norvegese ha veramente dato il meglio di se. I palazzi tutto vetro, legno e acciaio sono evidentemente residenze di lusso. La densità dei ristoranti prospicenti il porto turistico (o Marina, all’inglese) e le barche ormeggiate confermano la vocazione modaiola di questo piccolo quartiere circondato da un prato che degrada fino alla riva permettendo di prendere il sole e farsi il bagno in mare…

Un luogo incantevole reso memorabile dalla struttura del Museo Astrup Fearnley progettata da Renzo Piano per accogliere l’omonima collezione. Insomma, non perdetelo.

Dall’altra parte della piccola insenatura c’è il castello di Akershus cosi che antico e moderno si trovano scenograficamente uno di fronte all’altro.

Il castello di Akershus

Si tratta di un castello del XIV secolo poi adibito a residenza ma che mantiene intatto il suo esterno di fortezza. In realtà, per noi italiani che siamo alquanto abituati a visitare castelli, la principale attrattiva di Akershus è la vista sul mare e quindi non lo perdete.

Vorrei aggiungere, se siete venuti giù per Akersgata direttamente al parco del castello, come la quiete sia un altro plus di questo luogo. Infatti, il piccolo quartiere sotto il castello ha mantenuto un’atmosfera più raccolta ed architetture maggiormente preservate. Vi consiglio una sosta in Bankplassen dominata dall’austera mole del palazzo della Banca di Norvegia.

Vigeland Park

La gloria della scultura norvegese è Gustav Vigeland (1869-1943). Di lui Oslo custodisce nel Vigeland Park la sua massima e monumentale realizzazione e nei pressi del parco il Museo Vigeland dedicato al suo percorso artistico.

Il Vigelandparken – un luogo di verde e di acqua assolutamente scenografico – contiene una lunga promenade dove Vigeland realizzò un formidabile percorso di sculture. Quest’ultimo inizia con 58 statue di bronzo poste lungo il ponte che attraversa il lago presente nel parco per giungere alla grande fontana (una vasca sorretta da quattro giganti) e circondata da una foresta di alberi che racchiudono esseri umani.

Superata la fontana si prosegue verso la collina sulla cui sommità si trova il monolite di 17 metri di altezza, posto su un tronco di piramide con statue di granito lungo ogni angolo, e costituito da 121 figure umane abbracciate (o avvinghiate?) tra di loro.

Ancora oltre, superato un avvallamento ed a sua volta in cima ad una collina, la Ruota della Vita. Un grande anello di bronzo costituito da forme umane abbracciate tra di loro.

Difficile commentare il significato complessivo dell’opera e del monolite in particolare. Due elementi possono però aiutare il ragionamento intorno a questa particolarissima realizzazione. Il primo è che Vigeland considerava l’arte egizia un punto di riferimento e che riteneva che le sue statue possedessero la dote della “semplificazione” propria dell’arte egizia. La seconda è che sebbene Vigeland non si sia mai addentrato nello spiegare il simbolismo di questa sua formidabile opera, sosteneva che il monolite fosse la sua “religione”.

Per conoscere in modo più approfondito quest’opera leggete Vigeland Park: straordinario inno alla vita

La Oslo residenziale

Credo che per conoscere una città sia anche necessario percorrere i quartieri dove la gente vive. Un’idea potrebbe essere quella di arrivare al Vigeland Park partendo dal Teatro Nazionale in direzione della Biblioteca Nazionale per poi percorrere tutta la Frognerveien fino al parco. La Biblioteca Nazionale, peraltro, custodisce una straordinaria collezione di mappe geografiche antiche ed affreschi di Vigeland.

Attraverserete un incantevole quartiere residenziale dove potrete farvi un’idea della piacevole vita quotidiana di questa città serena ed ordinata ma anche ricca di cultura e di vita all’aria aperta… stagione permettendo.

Fabrizio Sciarretta

Laureato in Economia alla LUISS e Master in Business Administration della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, Fabrizio Sciarretta ha dedicato i primi anni della sua attività professionale al giornalismo economico. Rientrato dagli Stati Uniti, ha operato per circa un ventennio nella consulenza di organizzazione e direzione aziendale, ricoprendo incarichi di top management in Italia per due multinazionali americane del settore. Ha poi scelto la strada dell’impresa e da alcuni anni è impegnato come imprenditore nel settore della sanità. E’ stato membro dell'esecutivo di ANISAP Lazio e consigliere d’amministrazione di reti e raggruppamenti d’imprese. Lion da sempre, è stato presidente fondatore del Lions Club Roma Quirinale. Nel 2008 ha abbandonato la Capitale in favore della Sabina, e non se ne è pentito affatto.

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