Mari Ermi nel Sinis è una spiaggia ragguardevole. Non mi piace fare graduatorie tra spiagge bellissime e la Penisola del Sinis non finisce di stupire con le sue: siamo certamente in luoghi splendidi.
La bellezza di Mari Ermi non proviene solo dalla sabbia di quarzo tipica anche delle sue vicine Maimoni e Is Arutas né solo dal colore del mare ma anche dal fatto di essere racchiusa tra il mare e lo stagno di circa venti ettari che la delimita alle spalle.
Lo stagno ha i suoi colori, il pontile che ne permette l’attraversamento e poi la macchia mediterranea sul lato di Mari Ermi verso lo stagno. Tutti punti di vista da inquadrare bene se avete la passione per la fotografia…
Mari Ermi: come arrivarci
A tal proposito, e prima di spiegarvi la strada, ci tengo a dire che la foto con i tre ombrelloni multicolori è assolutamente vera, non montata ad arte. Gli ombrelloni erano lì per caso con tre
amiche sotto.
Allora, da sud a nord troverete prima Maimoni, poi Is Arutas ed infine Mari Ermi. Parliamo di circa 10 km e una quarto d’ora (in auto) da San Salvatore di Sinis e circa 15 km ed una ventina di minuti da San Giovanni di Sinis.
In pratica, se arrivate da Cabras, dovete prima puntare su San Salvatore e poi imboccare la Strada Provinciale 7. Dopo poco più di 5 km girate a destra sulla Strada di Mari Ermi; circa altri 5 km e sarete a destinazione.
Accesso e Spiaggia
La spiaggia di Mari Ermi è facilmente accessibile, dotata di parcheggio e punto di ristoro.
Sulla spiaggia c’è poco (o molto) da dire: secondo me fanno fede le foto ed i meravigliosi colori. Due informazioni che possono risultare utili sono che la spiaggia gode di un ottimo maestrale ed è molto utilizzata per il surf. Inoltre, proprio al suo estremo nord dispone di un piccolo pontile che può rivelarsi utilissimo per mettere a mare un mezzo anche perché ci si arriva in macchina.
San Salvatore e San Giovanni di Sinis
Ve li ho citati prima perché offrono due opportunità di visita da cogliere. San Salvatore è un piccolo villaggio rurale con le sue cumbessias, piccole casette a un piano solo edificate nel ‘600 ed utilizzate in particolar modo come punto d’appoggio per pellegrinaggi e feste religiose. Infatti San Salvatore è centrale nella
celebrazione del santo omonimo in quanto il primo sabato e domenica di settembre una tradizionale processione porta da Oristano a qui (e ritorno) la statua del santo.
Solo che il percorso viene effettuato dai fedeli a piedi scalzi e di corsa. Da qui il nome di Corsa degli Scalzi per la processione e di curridores per i fedeli che vi partecipano.
Di interesse particolare è la chiesa costruita sopra un edificio ipogeo nuragico (un pozzo sacro?), poi divenuto tempio romano ed oggi chiesa cristiana. E’ una visita che richiede attenzione ai particolari ed un interesse per questi temi.
Non molto lontano, nell’entroterra verso nord, a Paulilatino c’è un singolare richiamo: il Pozzo Sacro nuragico di Santa Cristina (imperdibile) ed anche lì il villaggio di cumbesias e le celebrazioni religiose. Non sono un archeologo, ma si sa che i miti superano i millenni e il culto delle acque è tra questi. Comunque, per approfondire, a voi l’articolo Il Pozzo Sacro di Santa Cristina a Paulilatino.
San Giovanni di Sinis, al di là di essere la “porta d’ingresso” per la zona archeologica di Tarros, offre la possibilità di visitare una chiesa edificata nel VI secolo su una precedente area cimiteriale prima punica e poi romana. Potete approfondire l’argomento leggendo l’articolo Sardegna Romanica nel Giudicato d’Arborea.
Spiagge della Sardegna dove andare?
Per orientarvi tra le meravigliose spiagge della Sardegna da Nord a Sud, qui trovate tutti i nostri consigli Spiagge di Sardegna: ogni giorno una scoperta
Se invece state pensando al Sud della Sardegna, leggete:
Per San Giovanni in Sinis e per le chiese romaniche che potete vedere in zona abbiamo detto più su. Infine, a circa 40 km da Mare Ermi trovare Arborea: una Città di Fondazione che vale la visita. Leggete Arborea tra Liberty e Razionalismo







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