Alghero – o Barcelonetta de Sardegna com’era detta tra i Catalani – colpisce certamente chi passeggi per le vie del suo centro storico proprio per questo bilinguismo. Lo è per l’idioma catalano ancora parlato dai suoi abitante e per i nomi delle strade riportati in ambedue le lingue.

Del resto, questa antica fortezza costruita dai Doria intorno alla metà del XII secolo, deve proprio all’occupazione catalano-aragonese il suo sviluppo. Correva il 1354 quando Pietro il Cerimonioso la occupò e, scacciatine gli abitanti, la ripopolò con genti catalane.
Di questa origine si avverte chiaramente l’influsso nell’impostazione della città vecchia, raccolta tra i bastioni a mare e le torri sopravvissute dal lato in cui sì è poi sviluppata l’Alghero più recente. Infatti il “gotico-catalano” impera: nella Cattedrale di Santa Maria costruita a partire dal 1503 quando Alghero divenne Diocesi o nella più raccolta, meno sfarzosa, ma, per quanto mi riguarda, più intima ed accattivante San Francesco.
Alghero non è una città propriamente “antica”, essendosi sviluppata tra il XV ed il XVI secolo, ma è una città omogenea, nel suo stile gotico-catalano, e “compatta” all’interno delle sue mura. Una città che si lascia percorrere piacevolmente e dove la passeggiata lungo (sopra) i bastioni, per godere insieme del mare e della terraferma, è d’obbligo.
Le chiese di Alghero
Con le guide alla mano potrete visitare Alghero in una densa mattinata. Non vi perdete la Cattedrale di Santa Maria, con il suo

ingresso secondario sotto il campanile (la Porta Petita) bella con i suoi fregi. All’interno il contrasto di stili tra la chiesa gotico-catalana ed il grande altare in marmo policromo tardo barocco, esalta quest’ultimo. Sulla strada che termina a Porta Petita guardate la facciata di Casa Doria.
San Francesco è però la mia preferita. Lo stile gotico-catalano ha qui una sua misura più lineare, ad iniziare dalla semplice facciata. All’interno mi ha colpito il presbiterio per il rapporto ravvicinato tra la volta ed il loggiato gotico e l’altare barocco. Da godere uno per uno i bassorilievi ed i fregi. Riposatevi poi nella serenità del Chiostro dai due ordini di arcate.
Terminata la visita, un bel drink sui bastioni, guardando il porto turistico ed il mare è quello che fa per voi. E poi, siccome Sardegna è sinonimo di mare, ci sta bene una scappata a spiaggia.
Le spiagge di Alghero: le Bombarde e il Lazzaretto

Il golfo di Alghero termina con Capo Caccia. Da Alghero a quest’ultimo le spiagge sono chilometriche (una bella parola lunga che rende bene l’idea). Quella più vicina alla città è San Giovanni, lunghissima e profonda. Senza far torto a nessuno, si intende, gli algheresi a cui abbiamo chiesto informazioni, ci hanno però invitato a fare qualche chilometro in più fino alle due spiagge contigue delle Bombarde e del Lazzaretto.
E così abbiamo fatto. Era domenica e l’arenile (termine desueto) affollatissimo. L’acqua, però, senz’altro bella come la folta macchia mediterranea ed i pini che delimitano le spiagge verso l’entroterra.
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