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Aix en Provence: visita e storia

Aix en Provence, raccolta tra i boulevard moderni che la racchiudono formando come un esagono irregolare, possiede una città vecchia che rappresenta un tutt’uno urbanistico omogeneo dove prevale lo stile e l’impianto seicentesco sulla più antica origine medievale.

La soluzione migliore per avvicinare Aix en Provence è arrivare sulla rotonda di Place de Gaulle ed incamminarsi per Rue Espariat. Oppure continuare facendo quattro passi per Cours Mirabeau – il boulevard “buono” di Aix – e da lì infilarsi per una delle stradine che si incuneano nel centro storico.

Visitare Aix en Provence

visitare aix en provenceSe sceglierete Rue Espariat – la quale ospita alcuni dei negozi più eleganti – noterete una di fronte all’altro l’Eglise du Saint-Esprit ed il Couvent des Augustines. La prima venne costruita nel XVIII secolo nel luogo ove sorgeva un orfanotrofio: in stile barocco, ospita, tra le altre opere, una Annunciazione del ‘400 proveniente dall’antico palazzo comitale oggi non più esistente. Qui si sposò nel 1772 Honoré Gabriel Riqueti conte di Mirabeau (1749-1791). Vissuto negli anni della Rivoluzione Francese, fu uomo politico e diplomatico ma anche scrittore e grande oratore. Di lui si ricordano diverse citazioni: “solo gli imbecilli non cambiano mai opinione” mi sembra la migliore.

Di fronte all’ l’Eglise du Saint-Esprit si trova il Couvent des Augustines, un ordine mendicante che si stabili ad Aix nel XIII secolo. L’imponente torre è del 1472 ed il campanile, posto successivamente alla sua sommità, del 1667. Con la Rivoluzione Francese l’intero complesso monastico venne espropriato e trasformato in abitazioni private. Parlando di edifici sacri, quello che conta è la Cattedrale di Saint Sauveur della fine del XIII secolo.

Puntando verso il “cuore” del centro storico, non perdetevi la piazza dell’Hotel del la Ville (costruito nel 1670) con la torre dotata di orologio con datario e figura umana. Attraversate lì accanto Place de Cardeurs che la sera accoglie nell’ampio ovale un numero spropositato di ristorantini. Quello che vi colpirà di Aix en Provence è la grande vitalità serale del centro storico popolato da locali e localini veramente in ogni angolo.

L’altro punto che conta, a tal proposito, è Rue de Tanneurs (una traversa di Rue Espariat) ma anche Place de Verdun antistante l’ottocentesco Palais de Justice in stile neoclassico.

Dopodiché Aix en Provence è più da camminare godendosi l’atmosfera generale che da visitare in modo puntuale, almeno per chi è abituato a vivere in luoghi ricchi di testimonianze storico-artistiche. Mentre “pedalate” non mancate di soffermarvi a guardare le fontane: Aix ne ha un bel numero e tutte aggraziate.

Aix en Provence e Paul Cezanne

Da non dimenticare che Aix en Provence fu il luogo natale di due celebrati maestri: Paul Cezanne (1839-1906) che qui visse e lavorò dividendosi tra Aix e Parigi e Francois Granet (1775-1849) il quale visse a lungo a Roma, sposò un italiana e fu anche Curatore del Louvre. Fiera di questa eredità, Aix en Provence conta due musei importanti: la pinacoteca civica è intitolata proprio a Granet (Musee Granet) e Granet XX° – Collection Jean Planque ricchi di opere di maestri francesi dal XIV secolo ad oggi.

I Plus di Aix en Provence ?

  • ha veramente una vita serale vivace (almeno per cenare e passare la serata, per le discoteche non saprei: “non ho l’età”);
  • è una buona base per approdare in Provenza data la posizione rispetto all’Italia;
  • il suo centro storico è rilassante e piacevole.

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Fabrizio Sciarretta

Laureato in Economia alla LUISS e Master in Business Administration della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, Fabrizio Sciarretta ha dedicato i primi anni della sua attività professionale al giornalismo economico. Rientrato dagli Stati Uniti, ha operato per circa un ventennio nella consulenza di organizzazione e direzione aziendale, ricoprendo incarichi di top management in Italia per due multinazionali americane del settore. Ha poi scelto la strada dell’impresa e da alcuni anni è impegnato come imprenditore nel settore della sanità. E’ stato membro dell'esecutivo di ANISAP Lazio e consigliere d’amministrazione di reti e raggruppamenti d’imprese. Lion da sempre, è stato presidente fondatore del Lions Club Roma Quirinale. Nel 2008 ha abbandonato la Capitale in favore della Sabina, e non se ne è pentito affatto.