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Osimo: visita di un prototipo di borgo marchigiano

Se siete degli habitué delle Marche, allora la visita di Osimo avrà per voi qualcosa di familiare. Collocata in cima ad una delle dolci colline che circondano Ancona, tra campi coltivati accuratamente tanto da sembrare lo sfondo di un dipinto, è il prototipo del borgo marchigiano. Qui il tempo sembra essersi fermato almeno per quanto riguarda le cose meno positive che la modernità porta con sé.

Osimo: visita del centro storico

osimo visitaIl centro storico si dispone ordinatamente circondato dalle sue mura ed il colore prevalente è il rosa. Quello del cotto di cui le mura e gli edifici sono in gran parte costruite. Se però sarete curiosi, le sorprese non mancheranno. L’antica Auximon – così si chiamava Osimo ai tempi dell’antica Roma – ha infatti i suoi tesori da mostrare, iniziando della mura le quali vennero realizzate, nel loro primo impianto, proprio in epoca romana.

Dell’originaria cinta “latina”, lunga ben 1.700 metri, ne rimangono ancora oggi visibili ancora circa 200 in Via Fontemagna.

Si tratta di una imponente realizzazione fatta con massi squadrati di arenaria gialla sovrapposti a secco alternando un masso di taglio ed uno di testa in modo da conferire profondità e stabilità al muraglione stesso.

Le Grotte del Cantinone

osimo visita duomo san leopaldo battisteroOsimo è poi ha anche una identità sotterranea, di cunicoli e gallerie scavate nel corso dei secoli. Le Grotte del Cantinone, sotto il convento francescano, che conservano incisioni misteriose, ne sono l’esempio emblematico. Palazzi dagli interni barocchi – quali Palazzo Gallo con l’affresco del salone delle feste “Giudizio di re Salomone” del Pomarancio – arricchiscono il tessuto urbano come le tante chiese.

Dalla Basilica di San Giuseppe da Copertino (XIII secolo) che conserva – oltre al corpo del Santo nella cripta – una bella tavola del Solario (1503) rappresentante la “Madonna in trono con i Santi” a San Marco che custodisce un Guercino dietro l’altare maggiore.

Tra gli edifici civili il Teatro Nuova Fenice, uno dei più bei teatri storici delle Marche e con una stagione sempre molto vivace.

Osimo: il Duomo di San Leopaldo

osimo visita duomo san leopaldo criptaIl “pezzo forte” è però il Duomo dedicato a San Leopardo, in cui convivono testimonianze di stili, architetture ed ornamenti che hanno caratterizzato i sui tredici secoli di vita. Nella Piazza del Duomo va in scena la sua veste romanico-gotica con i bellissimi portali ed il rosone ricchi di figure umane, animali ed antropomorfe. Ciò che guardata da Piazza del Duomo sembra essere l’ingresso principale è in realtà uno dei lati dell’edificio sacro perché ad esso si accede dal cortile del palazzo della curia vescovile.

All’interno troverete ornamenti multiformi, financo numerosi affreschi ottocenteschi in stile neo-medievale. Non dovete però perdere la Cripta del XII secolo arricchita da un altare il cui fronte è costituito da un suntuoso bassorilievo romano. La visita al Duomo non può però dirsi conclusa se non avrete ammirato attentamente il Battistero dedicato a San Giovanni Battista. E’ di costruzione ben più antica ma oggi è reso superbo dalle decorazioni seicentesche commissionate dal Cardinale Agostino Garamini, Vescovo di Osimo.

Sono rimarchevoli il fonte battesimale in bronzo (1629) opera dei fratelli Tarquinio e PierPaolo Iacomelli su disegno di Paolo Lombardi, gli affreschi della parete alle spalle dell’altare, dedicati al tema della Crocefissione, di Arcangelo Aquilini di Jesi ed il soffitto a cassettoni (1621) di 117 mq. dovuto ad Antonino Sarti di Jesi. Tutte parti di un complessivo programma iconografico volto ad evidenziare le proprietà salvifiche dell’acqua battesimale.

Marche: consigli per la visita…

Se state pensando di organizzare il vostro tour delle Marche, ecco qualche consiglio:

Ecco anche qualche consiglio d’arte:

Fabrizio Sciarretta

Laureato in Economia alla LUISS e Master in Business Administration della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, Fabrizio Sciarretta ha dedicato i primi anni della sua attività professionale al giornalismo economico. Rientrato dagli Stati Uniti, ha operato per circa un ventennio nella consulenza di organizzazione e direzione aziendale, ricoprendo incarichi di top management in Italia per due multinazionali americane del settore. Ha poi scelto la strada dell’impresa e da alcuni anni è impegnato come imprenditore nel settore della sanità. E’ stato membro dell'esecutivo di ANISAP Lazio e consigliere d’amministrazione di reti e raggruppamenti d’imprese. Lion da sempre, è stato presidente fondatore del Lions Club Roma Quirinale. Nel 2008 ha abbandonato la Capitale in favore della Sabina, e non se ne è pentito affatto.

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