Home

San Severino Marche e il suo Castello

San Severino Marche – erede della romana Septempeda – è nettamente divisa in due parti, corrispondenti a due momenti successivi della sua storia.

In alto, sulla sommità del Monte Nero, il cosiddetto “Castello”, con la Torre Civica, il Duomo Antico, i conventi ed il suo borgo, cinto a sua volta da mura. Più in basso, lungo il corso del fiume Potenza, la San Severino medievale anch’essa ricca di arte ed architettura testimonianza di un’operosa ricchezza acquisita nei secoli. Centro di questa parte della città è l’ellittica Piazza del Popolo, bella ed animata dalla vita septempedana.

San Severino Marche: un po’ di storia

Municipio romano, godeva di una posizione privilegiata trovandosi sulla direttrice che dalla costa adriatica portava alla vicina Via san severino marcheFlaminia. Conobbe presto il cristianesimo ed ebbe come figura di riferimento proprio il Vescovo Severino dal quale prese poi il nome “moderno”. Severino fu vescovo in un momento particolare della storia di Septempeda, ovvero proprio a ridosso dell’anno 545 nel quale la città venne  saccheggiata dai Goti di Totila. Ciò consigliò agli abitanti a trasferirsi dall’antica Septempeda, posta a valle, in cima, appunto, al Monte Nero dando origine all’insediamento che vediamo ancora oggi. Dopo l’occupazione longobarda, San Severino passo alla Chiesa nella cui orbita rimase fino a divenire comune indipendente (ghibellino).

Nel 1359 quando Urbano V affidò a Smeduccio Smeducci la custodia della terra di San Severino per dieci anni ma questa “custodia” si trasformò in una signoria durata fino al 1426. Successivamente San Severino entrò nell’orbita degli Sforza per poi tornare nel potere della Chiesa.

Il Castello di San Severino

Se siete dei buoni camminatori, San Severino è dotata di un simpatico percorso di treking urbano perfetto per il turista scarpinatore. Se invece prediligete i mezzi meccanici, seguite le indicazioni e sarete in cima al colle di Monte Nero in un attimo.

san severino marche torre comunalePrima di arrivare sulla sommità, però, fermatevi al Santuario della Madonna dei Lumi (ci passerete comunque di fronte lungo la salita). Fu costruito a seguito di un miracolo: infatti nel gennaio del 1584, i septempedani assistettero ad un ripetuto scintillare di lumi nel luogo dove trovavasi una colonna con una statua della Vergine. Fu così che, sul finire di quel secolo, i Filippini avviarono la realizzazione della chiesa e del monastero sostituiti poi dai barnabiti ed oggi dai cistercensi. La chiesa risente fortemente dell’influenza barocca soprattutto per le due cappelle (a sinistra della navata principale) ornate a stucchi.

Raggiunta la cima del colle, e passata l’antica e possente Porta San Francesco, vi troverete la dominante Torre Comunale della fine del ‘200. Alta 40 metri, consentiva anche, data la sua visibilità, la “comunicazioni” con gli altri presidi militari del territorio. Il bassorilievo del leone ricorda la fede ghibellina di San Severino, il morso di cavallo gli Smeducci.

Nei pressi, sempre sulla sommità del colle, il Duomo Vecchio, del X secolo che conserva le spoglie di San Severino Vescovo. Gli affreschi dei fratelli Salimbeni che lo ornavano sono oggi presso la Pinacoteca Civica. Accanto al Duomo, il chiostro del XV secolo. Importante e variegato: due ordini di archi, quello inferiore con colonne ottagonali. Quello superiore con colonne ornate da capitelli.

Se decidete di visitare San Severino Marche, perchè non lasciarvi anche tentare da:

Fabrizio Sciarretta

Laureato in Economia alla LUISS e Master in Business Administration della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, Fabrizio Sciarretta ha dedicato i primi anni della sua attività professionale al giornalismo economico. Rientrato dagli Stati Uniti, ha operato per circa un ventennio nella consulenza di organizzazione e direzione aziendale, ricoprendo incarichi di top management in Italia per due multinazionali americane del settore. Ha poi scelto la strada dell’impresa e da alcuni anni è impegnato come imprenditore nel settore della sanità. E’ stato membro dell'esecutivo di ANISAP Lazio e consigliere d’amministrazione di reti e raggruppamenti d’imprese. Lion da sempre, è stato presidente fondatore del Lions Club Roma Quirinale. Nel 2008 ha abbandonato la Capitale in favore della Sabina, e non se ne è pentito affatto.