La Necropoli di Montessu – a Villaperuccio, 20 km da Carbonia circa 60 da Cagliari – è la più estesa necropoli di domus de janas dell’area sud orientale della Sardegna.
E’ anche uno spettacolo naturale non indifferente. Le tombe, trentacinque quelle mappate e visitabili, sono infatti scavate nella porzione più alta dell’anfiteatro di tracheite che domina la grande vallata sottostante- Su Crabi – che all’orizzonte termina nel mare. Se anche non vi fosse la necropoli, l’area meriterebbe comunque un’escursione per il suo panorama ed i colori che alternano il rosso della roccia al blu del cielo al verde ed al giallo dei campi coltivati.
La Necropoli di Montessu a Villaperuccio
Invece le tombe ci sono. In diversi stati di conservazione (purtroppo) e con caratteristiche molto diverse. Se dovessimo ridurre allo stretto indispensabile la visita, quelle da esplorare sono le n. 2, 6, 7, 33 e 34.
Le tombe 2 e 6, poste verso il margine destro dell’anfiteatro, presentano scolpite nella roccia forme di spirali e teste di animali. Ci vuole un
pochino d’occhio a distinguerle e, a seconda delle condizioni di luce, un’illuminazione radente può aiutare.
Purtroppo, le domus de janas in sé sono piuttosto malridotte con le volte crollate, ma parte del corredo ornamentale è ancora lì dopo cinquemila anni.
Nelle tombe 7, 33 e 34 – molto meglio conservate strutturalmente – sono invece le dimensione a impressionare. Ed oltre alle dimensioni, anche la particolare suddivisione degli spazi. Infatti essa è diversa dalla più frequente ripartizioni in stanze propria di tombe anche di grandi dimensioni quali la Tomba del Capo a Bonorva o quelle della Necropoli di Sas Concas a Oniferi.
Sa Grutta de is Proccus
E’ la tomba numero 7, una cosiddetta Tomba Santuario in grado di accogliere sia l’effettuazione di riti che un numero significativo di sepolture.
Colpisce immediatamente la monumentale apertura dell’ingresso la quale immette in un ampio vestibolo che reca le tracce di un focolare scavato nella roccia al centro. Le due grandi finestre nella parete di fondo sono di epoca posteriore quindi, al momento della sua costruzione, dal vestibolo si accedeva alla grande sala successiva solo attraverso la piccola apertura in basso al centro della parete.
Provare per credere, è evidente che fosse solo possibile accedere alla seconda sala strisciando o carponi. Con questa modalità si entrava così nella sala funeraria la quale si articola in due grandi vasche laterali ed una più piccola e più bassa posta in corrispondenza della apertura di ingresso.
Tomba Sa Cresiedda – La Chiesetta
La n. 33 è un’altra grande tomba santuario simile alla n. 7. Il soffitto del vestibolo è però in questo caso crollato. La sala funeraria presenta
vasche più profonde rispetto alla Grutta de is Proccus. Anche la modalità di accesso alla sala funeraria è simile alla tomba n. 7 essendo anche in questo caso le due grandi aperture presenti sulla parete posteriori.
Tomba delle Corna
E’ la n. 34 che deve il suo nome alle decorazioni a forma di corna presenti sulla volta e sulle pareti. Anche il gradino che consente l’accesso alla camera funeraria è scolpito a forma di testa di toro.
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