L’ Abbazia di San Vittore alle Chiuse – de Clusis – per dirla alla latina, è a poche centinaia di metri dalla Grotte di Frasassi e, dunque, ben si presta ad una deviazione da questa superba meta naturalistica.
Si tratta di un complesso romanico di grande semplicità ma sapientemente “mosso” da alcune soluzioni architettoniche: le cinque absidi che si protendono fuori dal corpo principale e la cupola centrale, di forma ottagonale, che emerge verso l’alto e che, attraverso le sue monofore, da luce alla chiesa. La decorazione a lesene ed archetti ciechi che corre sia lungo il perimetro dell’edifico sacro che intorno alla cupola ottagonale, ne impreziosisce l’aspetto.
Il complesso dell’ Abbazia di San Vittore alle Chiuse si compone della chiesa e di quelli che erano un tempo gli edifici adibiti alla vita monastica. Un complesso che doveva avere anche capacità difensive come sembra indicare la torre svettante al di sopra degli ingressi. Del resto , altrettanto fortificato è il ponte con torre che rappresentava uno degli accessi all’Abbazia.
L’ Abbazia di San Vittore alle Chiuse: un po’ di storia
Edificata nel X secolo, il primo atto che la ricorda è del 1007. Del resto, la posizione, a chiudere le gole di Frasassi,
dava all’Abbazia anche un significato di controllo del territorio oltre al suo ruolo religioso. Il suo massimo splendore arriva nel XII secolo: nel 1210 ben quarantadue chiese le sono sottoposte. Poi, il suo ruolo si riduce come conseguenza dell’espansione di Fabriano fino a che, nel 1308, è un membro della famiglia Chiavelli, la casata dominante di Fabriano, a divenirne abate conducendola nell’orbita del Comune.
La Chiesa e il Museo
L’ambiente della chiesa è semplicissimo: quattro grandi colonne danno il ritmo agli spazi e creano una pianta a croce greca. La luce si diffonde dall’alto attraverso le monofore della cupola centrale.
La parte dell’ Abbazia di San Vittore alle Chiuse dedicata alla vita monastica, ospita oggi un museo: il Museo Speleo-Paleontologico ed Archeologico del territorio.
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