Basilica di Santa Maria Maggiore
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Santa Maria Maggiore: la Visita

Visitare Santa Maria Maggiore è una priorità sia che siate a Roma come turisti o che siate indigeni. Infatti, è una delle quattro Basiliche Papali Maggiori ovvero una delle grandi basiliche della Cristianità. E’ dotata di una propria Porta Santa ed è una delle chiese che fanno parte del famoso Giro delle Sette Chiese, tradizionale percorso di pellegrinaggio romano.

Ma Santa Maria Maggiore è anche un luogo d’arte che custodisce capolavori che partendo dai primi secoli del cristianesimo giungono fino ai trionfi del barocco.

Questo articolo è un breve percorso all’interno della basilica con l’obiettivo di mettere in luce le opere d’arte più importanti e rimandare ai link per gli articoli specifici su ciascuna.

Basilica di Santa Maria Maggiore: storia brevissima

La prima costruzione della basilica risale a papa Liberio (352-366) e successivamente a papa Sisto Sisto III (432-440).

Secondo la leggenda, la Vergine apparve in sogno a papa Liberio e al patrizio Giovanni chiedendo loro di costruire una chiesa nel luogo dove avrebbe nevicato il giorno dopo. Il fatto particolare è che ci si trovava nel mese di agosto, un periodo nel quale difficilmente a Roma nevica… E invece così fu. Dunque papa Liberio, avendo il patrizio Giovanni come sponsor, edificò la basilica. Nacque da questo miracolo il titolo di Nostra Signora delle Neve: uno degli appellativi propri della Madonna.

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Santa Maria Maggiore – Mosaici Arco Trionfale

Sappiamo che, ormai nel Basso Medioevo, importanti lavori interessarono Santa Maria Maggiore a metà del XII secolo durante il pontificato di Eugenio III (1145-1153) con la realizzazione di un pavimento cosmatesco e di un portico poi sostituito dall’attuale. In vista dell’Anno Santo del 1300 Niccolò IV (1288-1292) commise a Jacopo Torriti i celebri mosaici dell’abside di cui diremo.

Risale a fine XV secolo il soffitto a cassettoni con lo stemma di papa Alessandro VI Borgia e l’attuale foggia del campanile romanico. Quest’ultimo, come in diverse antiche chiese romane, ha mantenuto buona parte del suo carattere antico creando cosi un ammirabile contrasto con lo stile barrocco dell’edificio sacro.

Santa Maria Maggiore ed il barocco romano

Sono però i secoli del barocco quelli che determineranno il vero mutamento di Santa Maria Maggiore e ce la consegneranno come la vediamo oggi.

Sisto V, al secolo Felice Peretti, papa del 1585 al 1590, vi fece costruire la Cappella Sistina dove si trova la sua tomba nonché quella di papa Pio V (1566-1572).

Pochi anni dopo, papa Paolo V Borghese (1605-1621) prese una decisione simile. Infatti fece realizzare sulla navata sinistra, di fronte alla cappella Sistina, la propria cappella di famiglia. Qui sono sepolti sia lui medesimo che Clemente XIII Aldobrandini.

Il cantiere della Cappella Borghese si protrasse dal 1605 al 1616. Vi lavorarono molti dei maggiori pittori e scultori del momento. Dal Cavalier d’Arpino a Pietro Bernini (padre di Gian Lorenzo) a Francesco Mochi.

Il XVIII e XIX secolo

Papa Benedetto XIV Lambertini (1740-1758) fece realizzare nei primi anni del suo pontificato l’attuale facciata della chiesa. Opera per carità ragguardevole ma che ha il difetto (grave) di privarci della vista del grande mosaico di Filippo Rusuti così nascosto dietro la loggia delle benedizioni.

Un’ultima notazione per l’importante battistero i cui lavori in bronzo sono dovuti a Giuseppe Valadier (1762-1839). Alle spalle del fonte battesimale, il bassorilievo dell’Assunzione è invece di Pietro Bernini.

Basilica Santa Maria Maggiore Mosaici Abside
Santa Maria Maggiore -Mosaici dell’Abside

I Mosaici di Santa Maria Maggiore

A Santa Maria Maggiore i mosaici ornano sia la navata centrale che l’abside e la facciata. Sono – e qui sta la loro importanza – di epoche diverse ma non meno significative. Quelli della navata e dell’arco trionfale risalgono addirittura a Sisto III, dunque sono mosaici romani a tutti gli effetti.

Quelli dell’abside sono invece dovuti a Jacopo Torriti mentre quelli della facciata sono opera di Filippo Rusuti. Dunque dei due maestri che insieme a Pietro Cavallini diedero vita alla Scuola Romana del XIII secolo coeva delle imprese di Cimabue e Giotto.

Ai mosaici di Santa Maria Maggiore ArtePiù dedica quattro articoli, uno di carattere generale e tre specifici, ovvero:

I papi di Santa Maria Maggiore

Santa Maria Maggiore, l’abbiamo visto, custodisce le tombe di cinque papi. Pio V e Sisto V nella Cappella Sistina. Clemente XIII e Paolo V nella Cappella Borghese e quella di Clemente IX posta a mano destra entrando nella basilica.

Papa Rospigliosi fu infatti legato affettivamente a questa basilica del cui Capitolo fu anche Vicario. Al monumento funebre di Clemente IX ArtePiù dedica l’articolo Santa Maria Maggiore: la tomba di Clemente IX

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Santa Maria Maggiore – Tomba di Clemente IX

Anche se non si tratta di una tomba ma più semplicemente di un busto commemorativo, il battistero della Basilica ospita un bel busto di Benedetto XIII Orsini (1649-1730) meritevole di gratitudine per aver ripristinato il tetto della chiesa.

ArtePiù lo racconta nell’articolo: Il busto di Benedetto XIII a Santa Maria Maggiore

La tomba di Gian Lorenzo Bernini

Non tutti sapranno che… Gian Lorenzo Bernini è sepolto proprio a Santa Maria Maggiore. Infatti, quella della sua famiglia è una tomba assai poco appariscente ma posta a pochi passi dall’altare maggiore.

La troverete verso il termine della navata destra: ve la rivelerà un’iscrizione su uno dei gradini che conducono all’altare.

Fabrizio Sciarretta

Fabrizio Sciarretta

Laureato in Economia alla LUISS e Master in Business Administration della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, Fabrizio Sciarretta ha dedicato i primi anni della sua attività professionale al giornalismo economico. Rientrato dagli Stati Uniti, ha operato per circa un ventennio nella consulenza di organizzazione e direzione aziendale, ricoprendo incarichi di top management in Italia per due multinazionali americane del settore. Ha poi scelto la strada dell’impresa e da alcuni anni è impegnato come imprenditore nel settore della sanità. E’ stato membro dell'esecutivo di ANISAP Lazio e consigliere d’amministrazione di reti e raggruppamenti d’imprese. Lion da sempre, è stato presidente fondatore del Lions Club Roma Quirinale. Nel 2008 ha abbandonato la Capitale in favore della Sabina, e non se ne è pentito affatto.

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