Le facciate a graffito (o sgraffito) nei palazzi di Roma rappresentano un genere artistico a se. Sebbene non frequenti come a Firenze, rappresentano comunque una curiosità colta che può senz’altro arricchire qualsiasi passeggiata per il centro storico della Città Eterna.
Si tratta, sostanzialmente, di una modalità di ornare le facciate dei palazzi patrizi che va affermandosi nel Rinascimento tant’è che Vasari puntualizza: “hanno i pittori un’altra sorte di pittura, che è disegno e pittura insieme, e questo si domanda sgraffito”.
Sostanzialmente, è una tecnica per sottrazione. Ovvero, passati sulla superficie da graffiare due o più strati di intonaco di colore diverso, si levano via lo o gli strati superiori per far apparire il colore sottostante realizzando così un disegno.
La facciata del palazzetto situato al numero 89 di Via Francesco Crispi (scendendo a mano destra prima dell’incrocio di Via Sistina) sembrerebbe apparentemente un esempio piuttosto moderno di questa tecnica. Infatti, proprio nella porzione interiore della facciata si nota in numeri romani la data 1890. Dunque, una realizzazione di giorni non lontani in stile rinascimentale.
La facciata a graffito di Via Crispi
Sono infatti due i motivi conduttori del graffito: i grandi pittori e le grottesche (una riscoperta rinascimentale, appunto). Tre i maestri ritratti:
Raffaello, Michelangelo e Tiziano. I tre tondi nel quali li vediamo raffigurati sono a loro volta circondati da un articolato gioco di grottesche.
Fantastiche creature popolano la facciata del palazzo: cavalli alati dalla coda marina, chimere, delfini, aquile. Intorno a loro intrecci e ghirlande fitomorfe, coppe di frutta, conchiglie, foglie d’acanto. Il tutto racchiuso da una cornice dal motivo a diamanti che delimita tanto il graffito quanto la proprietà.
Subito al di sopra della data 1890, pendono dagli apici delle ali della fantastica donna alata dalla doppia coda di sirena, appese a dei nastri, due composizioni che raccolgono strumenti musicali, principiando dalla lira.
Chissà, forse la scelta dei tre grandi maestri ed il richiamo alla musica vogliono indicarci ancora oggi quali fossero le predilezioni del raffinato padrone di casa.
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