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Barletta: visitare la città della Disfida

Visitare Barletta vi riserverà non poche soddisfazioni. L’antica Bardulos, lì dal IV secolo a.C., custodisce infatti diversi monumenti di assoluto interesse.

Perché la città della famosa Disfida di Barletta (1503) fu un importante punto di raccolta e di imbarco per le Crociate cosicché vide fiorire, nei primissimi secoli del secondo millennio, edifici di grande pregio architettonico ma anche di immediata utilità per le spedizioni militari. Iniziando dal castello.

Barletta: il castello di Federico II

Il Castello di Barletta rappresenta una visione fuori dall’ordinario per via della sua particolare prospettiva. A questa contribuiscono il fossato, particolarmente profondo, un tempo riempito dall’acqua marina nonché l’imponenza delle quattro grandi torri angolari. I loro spigoli così acuti sembrano correre incontro allo spettatore come la punta di una freccia.

Definirlo federiciano in senso stretto è in realtà una semplificazione. Iniziato a metà dell’XI secolo dai Normanni venne poi effettivamente impostato da Federico II ma poi continuamente modificato (prima dagli angioini e poi dagli spagnoli) fino al XVIII secolo.

Il castello di Barletta rappresenta anche un ottimo punto di inizio per la visita del centro storico.

Dunque parcheggiate l’auto lungo la strada che corre attorno al fossato e partite per la visita. Se volete approfondire la storia del castello, vi consiglio Wikipedia.

Cattedrale di Barletta

Senza scomodare i testi di urbanistica medievale, non capita spesso di trovare vis a vis i centri del potere politico e religioso. Invece, a pochi metri dal castello, noterete la visitare barletta cattedrale santa maria maggioretorre campanaria e l’abside della Cattedrale di Barletta dal titolo di Santa Maria Maggiore.

L’edifico che vediamo oggi è in realtà costruita su una serie di strati preesistenti (come la visita dei sotterranei vi svelerà). Essi sono sia di epoca romana che altomedievale (una basilica paleocristiana del VI sec. ed una successiva del X).

Le stratificazioni sono poi continuate anche nei secoli successivi. E’ sufficiente esaminare con un minimo di attenzione l’esterno dell’edificio per rendersi conto della presenza di edificazioni successive e corpi aggiunti.

L’elegante e slanciata facciata è romanica con i bei portali ornati da bassorilievi. E’ databile, come anche il campanile, al XII secolo.

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Madonna de Auxiliis

Dell’interno, su tre navate, vi colpirà probabilmente la zona dell’abside. Databile al VIV secolo, in stile gotico, forse attribuibile all’architetto Pierre d’Angincourt, è resa ampia e luminosa dalle cappelle radiali che la contraddistinguono.

Al centro dell’area absidale, si trova un articolato ciborio i cui capitelli potrebbero essere stati realizzati da una bottega crociata sita a Gerusalemme nella Spianata del Tempio.

Merita di gustare lo scorcio della prospettiva che, partendo dalla navata centrale, passando tra le colonne del ciborio, conduce alla Madonna con Bambino posta proprio all’estremo dell’abside.

La tavola, un fondo oro, nota come la Madonna de Auxiliis, porta sul retro la figura del Redentore. Dunque una doppia immagine. Data al XIV secolo per il pennello di Paolo Serafini da Modena.

Barletta: il centro storico

A questo punto non vi resta che incamminarvi per le vie del centro storico di Barletta.barletta visita

Curate, con una bella pavimentazione di chianche, con un passeggio vivace e negozi e locali a volontà. Un centro storico vivace e molto godibile.

Uscendo dalla cattedrale, cammina cammina – se avrete preso la direttrice giusta (diciamo Corso Garibaldi) – vi ritroverete a raggiungere l’altro importante luogo sacro di Barletta: la Basilica del Santo Sepolcro.

Di fronte ad essa, per iniziare, guardate però il Colosso di Barletta. Si tratta di una statua di bronzo dell’altezza di cinque metri realizzata a Costantinopoli ancora in età antica e che rappresenta la figura di un imperatore della cui identità non vi è certezza. Potrebbe trattarsi di un Teodosio o di un Valentiniano. Dunque parliamo del V sec. d.C.

Il Colosso di Barletta

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Dunque, rispetto a questo imponente monumento abbiamo difficoltà nell’identificare precisamente chi esso raffiguri.

Parallelamente, non siamo certi neanche di come sia arrivato a Barletta ma, in questi casi, il mistero rende il tutto più interessante.

Secondo una versione, venne trafugato durante l’assedio di Constantinopoli in loco (IV Crociata, 1203) dai veneziani. Il viaggio di ritorno verso la Serenissima finì però sulle spiagge di Barletta a causa di un naufragio.

Seconda ipotesi è che sia stato rinvenuto a Ravenna da Federico II durante una campagna di scavo svoltasi nel 1231 e poi da lì trasportato in Puglia.

Basilica del Santo Sepolcro

Come il suo titolo suggerisce, questa chiesa è intimamente legata al ruolo di Barletta quale punto di partenza – militare o religioso – verso la Terra Santa.

Realizzata alla fine del XII secolo, era infatti officiata da canonici del Santo Sepolcro di Gerusalemme. La struttura della chiesa si articola su tre navate le quali sono però precedute da un narcete, occorrenza non comunissima. Al di sopra del narcete è custodito in una cappella il tesoro: una serie di oggetti sacri antichi legati alla storia della chiesa.

Fabrizio Sciarretta

Fabrizio Sciarretta

Laureato in Economia alla LUISS e Master in Business Administration della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, Fabrizio Sciarretta ha dedicato i primi anni della sua attività professionale al giornalismo economico. Rientrato dagli Stati Uniti, ha operato per circa un ventennio nella consulenza di organizzazione e direzione aziendale, ricoprendo incarichi di top management in Italia per due multinazionali americane del settore. Ha poi scelto la strada dell’impresa e da alcuni anni è impegnato come imprenditore nel settore della sanità. E’ stato membro dell'esecutivo di ANISAP Lazio e consigliere d’amministrazione di reti e raggruppamenti d’imprese. Lion da sempre, è stato presidente fondatore del Lions Club Roma Quirinale. Nel 2008 ha abbandonato la Capitale in favore della Sabina, e non se ne è pentito affatto.