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Fontana dei Dioscuri: tutto il bello tra Atene e Roma

La Fontana dei Dioscuri (o Fontana di Monte Cavallo, dal nome medievale del colle Quirinale) in Piazza del Quirinale a Roma è un formidabile mix di epoche, civiltà e splendidi manufatti. Inoltre, è frutto di più di un ripensamento e dell’opera di tre grandi architetti. Vediamo allora di procedere con ordine.

La Fontana dei Dioscuri come la vediamo oggi è frutto di un’ultima sistemazione della piazza voluta da Pio VI nel 1782. Essa porta insieme elementi di tre civiltà diverse.

Le due statue dei Dioscuri, ovvero Castore e Polluce, sono romane ma ispirate a modelli greci. A questo alludono le due iscrizioni sui basamenti indicanti i nomi di Fidia e Prassitele. Provenienti dalle Terme di Costantino, si trovavano già sul colle del Quirinale da tempi remoti.

L’obelisco, invece, è egiziano. Per la precisione, proviene dal mausoleo di Augusto in Campo Marzio che ornava insieme ad un altro esemplare della sua specie.

La vasca rotonda, in granito grigio, romana, proveniente dai Fori dove, alla fine del ‘500, era stata riutilizzata come abbeveratoio per il bestiame.

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Fontana dei Dioscuri: Sisto V e Domenico Fontana

Adesso dobbiamo fare marcia indietro e tornare ai tempi di papa Peretti, ovvero Sisto V (pontefice tra il 1585 ed il 1590). Il suo predecessore Gregorio XIII Boncompagni aveva infatti avviato la costruzione del Palazzo del Quirinale come lo vediamo oggi e Sisto V aderì a questo progetto designandolo a residenza estiva dei pontefici.

Nel 1587, intanto, Sisto V aveva anche terminato la risistemazione dell’acquedotto che prenderà il nome di Acqua Felice (come il suo nome di battesimo) e, dunque, pensò di dotare la piazza del colle Quirinale di un’apposita fontana per rendervi disponibile proprio l’Acqua Felice.

L’incarico fu dato a Domenico Fontana, già impegnato nei lavori del palazzo. Il Fontana dispose il gruppo scultoreo in modo che chiudesse il lungo asse dell’allora Via Pia che da Porta Pia conduceva al Quirinale (oggi Via XX Settembre e Via del Quirinale). Ai piedi dei Dioscuri pose una vasca quadrilobata che fungeva, appunto, da fontana.

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La Fontana di Monte Cavallo: Pio VI e Giovanni Antinori

fontana dei dioscuri romaPassano quasi due secoli fin quando, nel 1775, salì al soglio pontificio papa Pio VI Braschi. Fu lui ad ordinare nel 1786 all’architetto camerte Giovanni Antinori (1734-1792) di intervenire nuovamente sulla fontana.

Va detto, con un sorriso, che questi lavori avviarono per l’Antinori una promettente carriera nel campo degli obelischi. Infatti dopo quello del Quirinale, sovrintese l’erezione anche dell’Obelisco Sallustiano a  Trinità dei Monti) e dell’Obelisco di Montecitorio nell’omonima piazza.

Tornando a noi, Giovanni Antinori provvide a posizionare l’obelisco tra i Dioscuri nella posizione nella quale lo vediamo oggi. Questo fatto è ricordato da una lapide che trovate sul basamento dell’obelisco sul lato che guarda alle Scuderie del Quirinale.

Il “cratere” di Pio VII e Raffaele Stern

Arriviamo al 1818 ed al papato di Pio VII Chiaramonti (1800-1823). Questi, affidò all’architetto Raffaele Stern (1774-1820) di intervenire sulla fontana sostituendo la vasca pensata originariamente da Domenico Fontana nel 1587 con il cratere romano di cui si è detto, eretto su un basamento e circondato da una vasca circolare.

Oggi, la Fontana dei Dioscuri è certamente una delle opere d’acqua più importanti della Città Eterna. Unisce la classica solennità dei Dioscuri con la presenza che definirei quasi eclettica di un obelisco egiziano senza mai dimenticare, però, grazie al cratere, la funzione fondamentale dei una fontana: distribuire l’acqua a chi ne abbisogni.

Fabrizio Sciarretta

Fabrizio Sciarretta

Laureato in Economia alla LUISS e Master in Business Administration della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, Fabrizio Sciarretta ha dedicato i primi anni della sua attività professionale al giornalismo economico. Rientrato dagli Stati Uniti, ha operato per circa un ventennio nella consulenza di organizzazione e direzione aziendale, ricoprendo incarichi di top management in Italia per due multinazionali americane del settore. Ha poi scelto la strada dell’impresa e da alcuni anni è impegnato come imprenditore nel settore della sanità. E’ stato membro dell'esecutivo di ANISAP Lazio e consigliere d’amministrazione di reti e raggruppamenti d’imprese. Lion da sempre, è stato presidente fondatore del Lions Club Roma Quirinale. Nel 2008 ha abbandonato la Capitale in favore della Sabina, e non se ne è pentito affatto.

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