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Firenze: la Fontana del Nettuno

Quelli della Fontana del Nettuno a Firenze sono forse i più bei cavalli prodotti dalla scultura italiana del ‘500. Probabilmente, attirano più loro l’attenzione di chi osservi l’opera che la grande statua del dio degli abissi.

Fontana del Nettuno: l’opera

firenze fontana del nettuno bartolomeo ammannatiLa figura di Nettuno, realizzata in marmo bianco di Carrara con i tratti di Cosimo I de’ Medici, da Bartolomeo Ammannati (1511-1592) si erge sul suo carro al centro della vasca ottagonale. Di fronte la formidabile quadriga che tira il cocchio. Ai piedi del dio stanno tre tritoni intenti a suonare delle tibie che zampillano acqua.

Agli angoli della vasca si trovano i gruppi di divinità marine (Dori, Teti, Forci e Glauco), ciascuna delle quali ha ai piedi ninfe, satiri e fauni in bronzo.

Va detto che la scultura marmorea non riuscì da subito ad ottenere l’apprezzamento dei fiorentini. Questi scherzosamente diedero al Nettuno il soprannome di “Biancone” e irrisero l’artista con la famosa battuta ‘Ammannato, Ammannato, che bel marmo t’hai sprecato’.

Al di là dell’usuale salace spirito fiorentino, la fontana è un capolavoro sia per qualità della realizzazione che per materiali impiegati. Colpiscono certamente questi ultimi. Il marmo di Carrara usato per il Nettuno e per due dei destrieri, il marmo mischio rosato impiegato per gli altri due, nonché per parti del carro e per la vasca.

Straordinarie quasi quanto i cavali, le ruote del carro ornate con i segni dello zodiaco per raffigurare lo scorrere del tempo.

La storia

Nel 1559 Cosimo I de’ Medici bandì un concorso per creare la prima fontana pubblica di Firenze. Ad esso parteciparono i più importanti scultori fiorentini dell’epoca. Su tutti, compreso Benvenutofirenze fontana del nettuno bartolomeo ammannati Cellini, si impose Bartolomeo Ammannati con il suo Nettuno.

La storia vuole che, in realtà, Cosimo parteggiasse per la proposta del Cellini ma la moglie Eleonora di Toledo preferisse quella dell’Ammannati.

Nettuno e il suo carro erano comunque particolarmente adatti ad esaltare i gloriosi traguardi marinari raggiunti in quei decenni dal ducato di Toscana. Un altro elemento che giocava a favore del prestigio dei Medici.

L’Ammannati realizzò l’apparato scultoreo tra il 1560 e il 1565. Fu così possibile procedere ad una prima inaugurazione provvisoria in tempo per le nozze del figlio di Cosimo, Francesco I de’ Medici, e la granduchessa Giovanna d’Austria il 18 dicembre 1565. I lavori sulla fontana terminarono però definitivamente solo il 24 giugno 1574.

I restauri del Biancone

firenze fontana del nettuno bartolomeo ammannatiLa fontana ha una storia conservativa piuttosto travagliata. I primi danneggiamenti documentati risalgono al 1581. Così nel 1592 venne realizzata intorno a essa una ringhiera di protezione.

Giovanni Battista Foggini, negli anni ’20 del Settecento, restaurò sia il monumento che i condotti di alimentazione dell’acqua. Nel 1812 intervenne poi nuovamente l’architetto Giuseppe del Rosso (1812).

Nel 1831 fu rubato un fauno all’angolo con Palazzo Vecchio. Vincenzo Pozzi, l’anno seguente, realizzò la copia che ne prese il posto. Le zampe dei cavalli sono state spezzate più volte, nel 1981, 1986 e 1989. Nel 2005 un danneggiamento vandalico ha provocato la caduta della mano destra di Nettuno.

I sistemi adottati per il trattamento idrico dell’acqua sono stati nel tempo modificati, poiché dopo il 1986, sulle superfici del marmo, cominciò ad apparire una patina giallastra. Essa era causata dalla migrazione di sostanze ferrose o altri metalli rilasciate dalle tubazioni con il passaggio di additivi chimici di trattamento delle acque come il cloro e il sale.

Il video vi racconta la fontana (ma ante restauro)

Il restauro del 2018-2019

Il restauro dei marmi e dei bronzi della fontana ha richiesto oltre un anno e mezzo di lavoro.firenze fontana del nettuno bartolomeo ammannati

Inoltre, un nuovo impianto idrico consente sia di garantire il pieno funzionamento di tutti gli zampilli che la protezione della fontana stessa.

Si è infatti provveduto alla rimozione di tutte le vecchie tubazioni presenti all’interno della fontana e nel cunicolo che collega il gruppo scultoreo ai locali interrati di Palazzo Vecchio. Le nuove tubazioni all’interno dei gruppi scultorei sono esclusivamente in acciaio inox; si è anche provveduto alla bonifica dei locali interrati ed alla demolizione di tutte le vasche antincendio realizzate prima della seconda guerra mondiale e non più utilizzabili.

In tali ambienti sotterranei, posti sotto la Sala d’Arme di Palazzo Vecchio, si è così potuto collocare il nuovo impianto di depurazione, ricircolo e di spinta che alimenterà la fontana. 27 litri d’acqua al secondo raggiungeranno così la fontana che tornerà ad avere, dopo decenni di malfunzionamenti, gli effetti scenografici immaginati dall’Ammannati per il suo monumento.

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Clicca per il video Philippe Daverio – Il Restauro della Fontana del Nettuno a Firenze

Fabrizio Sciarretta

Laureato in Economia alla LUISS e Master in Business Administration della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, Fabrizio Sciarretta ha dedicato i primi anni della sua attività professionale al giornalismo economico. Rientrato dagli Stati Uniti, ha operato per circa un ventennio nella consulenza di organizzazione e direzione aziendale, ricoprendo incarichi di top management in Italia per due multinazionali americane del settore. Ha poi scelto la strada dell’impresa e da alcuni anni è impegnato come imprenditore nel settore della sanità. E’ stato membro dell'esecutivo di ANISAP Lazio e consigliere d’amministrazione di reti e raggruppamenti d’imprese. Lion da sempre, è stato presidente fondatore del Lions Club Roma Quirinale. Nel 2008 ha abbandonato la Capitale in favore della Sabina, e non se ne è pentito affatto.

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