Se i romani (antichi) erano soliti dire de gustibus non disputandum est, io mi permetto però di ritenere che nell’Italia Centrale il Mercato dell’Antiquariato di Arezzo primeggi per numerosità di espositori e per qualità media di ciò che essi espongono.
Inoltre, per chi disponga di portafogli più riforniti di quelli del visitatore medio (ed anche del mio, ahimè), il centro storico è divenuto negli anni sede di una nutrita serie di antiquari dove non manca mai qualche pezzo di livello diverso.
Poi c’è il luogo in sè il quale, anche in una regione come la Toscana dove c’è la più alta concentrazione di città d’arte del globo, gioca tranquillamente la sua partita. Infine (last but not least) in tanti anni non mi sono mai alzato da tavola arrabbiato per (come dicono i romani moderni) la sola ricevuta: anzi, dove mangi mangi, si mangia bene.
Mercato Antiquariato di Arezzo: prima domenica del mese
Ecco perché Arezzo è un’ottima metà per la prima domenica del mese e vi consiglio caldamente di approfittarne.
Per abitudine, di solito, lascio la macchina dalle parti della Chiesa di Sant’Agostino. Da lì in duecento metri sono su Corso Italia, l’asse che partendo dal centro città novecentesco (sebbene all’interno delle mura) porta su verso il centro storico medievale vero e proprio dominato dal suo Duomo.

Una volta imboccato Corso Italia c’è solo da lasciarsi trasportare ed incuriosire dalle bancarelle e dai monumenti. In pratica il mercato si sviluppa tra le strade e le piazze principali del centro medievale quindi visitare l’uno vuol dire aver goduto anche dell’altro.
Ognuno avrà giustamente le sue preferenze ma lo scrivente e l’Art Director (anche lei appassionata frequentatrice del Mercato di Arezzo) di solito fanno come segue. Da Corso Italia innanzitutto svoltiamo a destra per Via Cavour e ci godiamo la Piazza di San Francesco e la bellissima chiesa omonima con quel suo frontale in pietra a vista che le foto non rendono mai a dovere.
Ovviamente entrateci per ammirare l’abside con il grande Crocefisso che guarda a Cimabue (lasciatemi dire così) e gli affreschi che ne ornano le pareti.
Sempre a nostro gusto, preso atto di quel che offre quella parte del mercato, torniamo indietro su Corso Italia e saliamo un po’. Ecco l’incredibile campanile di Santa Maria della Pieve e la sua facciata con quattro ordini di colonne.
Dall’altro lato della strada non perdete le torri medievali. Arezzo ne conserva parecchie, testimonianza ardita della forza delle grandi famiglie aretine. Fate ancora qualche metro e sulla destra vi si apriranno le Logge del Vasari che vi conducono in Piazza Grande la quale, però, noi ci lasciamo per il gran finale!
In giro tra arte e antiquariato
Dunque proseguite su verso il Duomo e sulla destra troverete il Palazzo Pretorio con la sua fantastica collezione degli stemmi di tutti coloro i quali nei secoli in quel palazzo si sono avvicendati al potere. Segue, confinante, la casa natale del Petrarca. Ancora un balzo e sarete al Duomo con i suoi giardini panoramici.

Poiché non voglio scrivere la guida turistica di Arezzo, mi limito a consigliarvi di visitarlo e di proseguire attraversando la piazza contigua dove ha sede il Palazzo dei Priori per girare alla vostra sinistra e tornare indietro verso il Palazzo Pretorio.
A questo punto le Logge dl Vasari e Piazza Grande sono vostre. E’ veramente una “signora piazza” per le dimensioni, per l’elegante loggiato, per la serie di torri che la circonda. Inoltre c’è la più elevata concentrazione di espositori per metro quadro di tutto il mercato: buona ricerca.
Si è fatta una certa …. diciamo l’una e mezza: tutto questo camminare mi ha messo appetito e – consultata l’Art Director – mi sa tanto che metterò giù la penna per impugnare la forchetta! Buona gita ad Arezzo a tutti: ricordate, è il primo week end di ciascun mese.
Per un Week End
Se steste pensando ad un fine settimana, le alternative ovviamente non mancano. Vediamone due:
- ecco un percorso per Siena con tutti i link necessari: Siena Visita in 1 giorno
- per le terme: San Casciano dei Bagni e le sue terme libere
- Affreschi dell’Abbazia di Monte Oliveto

























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