Piazza dei Martiri, nel quartiere Chiaia, è una delle piazze chic di Napoli. Ma è anche un luogo che serba una memoria particolare: quella di tutti i napoletani che hanno sacrificato la loro vita nei moti patriottici tra ‘700 e ‘800.
Proprio da ciò deriva il nome della piazza e proprio questo testimonia il monumento al suo centro progettato da Errico Alvino (Milano 1809 – Roma 1876). La colonna sorregge una statua di
Emanuele Caggiano (1837-1905) dal significativo titolo de Le Virtù dei Martiri. Essa prese il posto di una preesistente statua della Madonna della Pace lì posta quando, dopo i moti del ’48, Ferdinando II di Borbone volle chiamare la piazza della Pace.
In realtà, il pezzo forte della piazza sono i quattro leoni ai piedi della colonna. Ognuno di loro celebra i martiri di una delle insurrezioni risorgimentali. Nessun simbolo, del resto, è altrettanto appropriato a rappresentare coraggio ed eroismo.
I leoni di Piazza dei Martiri a Napoli
Partiamo dall’unico dei quattro re della foresta in piedi. Opera di Tommaso Solari (Napoli 1820-1897), questo leone è dedicato al ricordo dei caduti garibaldini nella famosa Spedizione dei Mille del 1860.
Alle sue spalle, sul basamento della colonna, è posta la targa che dedica il monumento stesso. Essa recita: “Alla gloriosa memoria dei cittadini napoletani che caduti nelle pugne o sul patibolo rivendicarono al popolo la libertà di proclamare con patto solenne ed eterno il plebiscito del XXI ottobre MDCCCLX. Il Municipio consacra”.
Procedendo in senso orario, segue il leone realizzato da Antonio Busciolano (Potenza 1823 – Napoli 1871). E’ dedicato ai caduti della Repubblica Partenopea del 1799. Il fascio sul quale il leone posa le zampe anteriori fa proprio in riferimento alla Rivoluzione Francese. Infatti, il fascio rappresenta la forza dei cittadini francesi riuniti nella difesa della libertà.
Il terzo leone – trafitto dalla spada – è opera di Stanislao Lista (Salerno 1824 – Napoli 1908). Di grande bellezza la sua criniera dalla forte stilizzazione.
E’ dedicato a coloro che persero la vita nei moti carbonari del 1820 che costringono Ferdinando I di Borbone a concedere l’applicazione della costituzione spagnolo del 1812. Per inciso, il 1820 segna anche l’arresto di Piero Maroncelli e Silvio Pellico.
Il quarto leone, che regge con la zampa destra lo statuto del 1848, è dedicato ai caduti nei famosi moti dei quell’anno. Ne è autore Pasquale Ricca (Caserta 1803 – Napoli 1869).






One Comment