ercolano visita
Senza categoria

Visitare Ercolano: come organizzarsi?

Ercolano – per certi aspetti forse ancor più di Pompei – è il luogo ideale per toccare con mano come abitassero i romani. Si tratta di una visita indimenticabile che andrebbe pensata anche in funzione di ulteriori approfondimenti specifici. Vediamo un attimo come procedere.

Innanzitutto diciamo che il sito archeologico ha dimensioni molto contenute: circa 4.5 ettari. Dunque, si visita agevolmente in un paio d’ore. Inoltre, il Ministero dei Beni Culturali ha predisposto una guida scaricabile gratuitamente veramente ben fatta. Ecco il link Guida Visita Ercolano pdf

visitare ercolano
Ercolano – Sede degli Augustali

La guida contiene una scheda numerata per ogni domus o sito. Gli stessi numeri sono riportati sia sulla piantina di Ercolano (che vi daranno in biglietteria) che sui monumenti stessi. Quindi, visitare Ercolano è un’impresa piuttosto semplice.

La vista generale degli scavi di Ercolano non può che impressionare. Infatti, la porzione di abitato riportata alla luce è posta molto più in basso rispetto al livello della città attuale ed è come circondata da un profondo fossato. Tutto intorno le alte pareti (circa 16 metri) costituite dai materiali vulcanici che ricoprirono Ercolano nel 79 d.C. su cui poggia il centro abitato moderno.

Se della Ercolano antica è stato riportato alla luce meno di un quarto è perché in realtà sui restanti tre quarti insistono le abitazioni odierne.

La scoperta di Ercolano: i cunicoli borbonici

La scoperta di Ercolano è frutto del caso, come spesso accade in archeologia. Carlo di Borbone, divenuto nel 1735 re di Napoli e di Sicilia, avvia nel 1738 a Portici i lavori di costruzione del suo palazzo reale. I necessari scavi portano alla luce reperti archeologici. Così il re autorizza l’ingegnere spagnolo Roque Joaquín de Alcubierre ad ulteriori ricerche. Ciò che essi scopriranno è l’antica Ercolano romana.

scavi di ercolano visita
Ercolano – Terme Femminili

I Borbone continueranno a scavare ad Ercolano e poi a Pompei per decenni realizzando quella collezione unica al mondo che oggi è custodita nel Museo Archeologico di Napoli. A differenza di come faremo noi oggi, però, non riportavano alla luce i resti per intero ma scavavano profondi cunicoli nella lava penetrando nelle domus sottostanti.

In parte quei cunicoli esistono ancora oggi ma sono, purtroppo, inaccessibili per il pubblico. Sarebbero, invece, un’attrazione straordinaria.

Comunque, attraverso i cunicoli vennero scoperti tesori assoluti. I Borbone compresero immediatamente il valore di quanto ritrovato. Attraverso la tecnica del “distacco”, affreschi e mosaici vennero riportati alla luce.

Così, fin da subito, i reperti iniziarono ad affollare le sale del palazzo reale di Portici fino a divenire nel 1758 un vero e proprio museo. L’Herculanense Museum, appunto. Oggi, come detto, quei reperti sono conservati nel Museo Archeologico di Napoli.

Ercolano: la visita

Come anticipato, visitare Ercolano è molto semplice. La sua pianta è assolutamente regolare solcata da tre cardi e due decumani. Quindi è impossibile perdersi e,visita ercolano affresco viceversa, è facilissimo trovare ciò che si cerchi.

Il punto forte di Ercolano – come conseguenza delle caratteristiche dei materiali vulcanici che la ricoprirono – è che gli edifici hanno resistito piuttosto bene. Dunque, è possibile vedere non solo i piani terreni ma anche quelli superiori. Si comprendono così veramente le modalità abitative dell’epoca e le caratteristiche degli edifici.

In taluni casi, si sono salvate, sebbene carbonizzate, anche alcune strutture in legno. Addirittura, come per la Casa del Tramezzo di Legno, porte e tramezzi lignei. Dunque, parliamo, di situazioni che consentono di farsi un’idea precisa delle modalità abitative, forse ancor più che a Pompei

La visita degli scavi di Ercolano prevede (all’interno dell’area degli scavi) circa 40 punti di interesse (puntualmente descritti nella guida di cui sopra). Consigliamo di procedere passo passo curiosando oltre i portoni delle domus perché molte sono gli aspetti degni di nota.

Ercolano: i must

Certamente imperdibili se si visita Ercolano sono però:

visita ercolano casa sannitica
Ercolano – Casa Sannitica

La Casa dei Cervi, per la completezza e l’importanza della struttura. Un villa affacciata sul mare (che era molto più vicino di oggi) che deve aver regalato ai suoi proprietari una suntuosa qualità di vita.

La Casa del Gran Portale, con i bei capitelli e il colpo d’occhio sugli affreschi oltre il portale stesso.

La Sede degli Augustali che conserva gli affreschi più importanti rimasti in sito in una sala di caratteristiche simili all’oecus della Casa dei Vettii a Pompei (che però si è assai meglio conservata).

Le Terme Maschili e Femminili. Ma soprattutto queste ultime per il bel mosaico e i decori delle volte in stucco che… sembrano terminati ieri.

La Casa Sannitica per la completezza e la raffinatezza dell’architettura dello splendido atrio ellenistico, nonché la presenza della copertura.

I mosaici in pasta vitrea nel ninfeo della Casa di Nettuno e Anfitrite che, da soli, meriterebbero la visita di Ercolano.

La Domus del Salone Nero, per la complessità della dimora di cui si evince ancora la suntuosità. Tra l’altro, il fatto che ad Ercolano abbiano resistito i soffitti, permette di apprezzare bene come nelle domus romane venissero affrescate non solo le pareti ma anche i soffitti.

L’elencazione non vuol essere in alcun modo esaustiva: è solo un breve taccuino di emozioni.

Il Museo Archeologico di Napoli

Dicevo all’inizio che visitare Ercolano deve essere anche l’opportunità di ulteriori approfondimenti.

Infatti, gli scavi archeologici compiuti dai Borbone hanno fatto si che i maggiori tesori delle città e delle ville vesuviane si trovino oggi al Museo Archeologico di Napoli. Qui la collezione dei mosaici e la collezione degli affreschi sono semplicemente superbe e imperdibili.

Non so se esse vadano viste prima o dopo di aver visitato Pompei e Ercolano. Esistono pro e contro per ambo le scelte. Ma non credo che sia veramente importante: comunque sia, saranno percorsi di bellezza infinita.

Fabrizio Sciarretta

Fabrizio Sciarretta

Laureato in Economia alla LUISS e Master in Business Administration della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, Fabrizio Sciarretta ha dedicato i primi anni della sua attività professionale al giornalismo economico. Rientrato dagli Stati Uniti, ha operato per circa un ventennio nella consulenza di organizzazione e direzione aziendale, ricoprendo incarichi di top management in Italia per due multinazionali americane del settore. Ha poi scelto la strada dell’impresa e da alcuni anni è impegnato come imprenditore nel settore della sanità. E’ stato membro dell'esecutivo di ANISAP Lazio e consigliere d’amministrazione di reti e raggruppamenti d’imprese. Lion da sempre, è stato presidente fondatore del Lions Club Roma Quirinale. Nel 2008 ha abbandonato la Capitale in favore della Sabina, e non se ne è pentito affatto.

2 Comments

Leave a Comment