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Chiesa di San Girolamo dei Croati: arte e storia

La chiesa di San Girolamo dei Croati all’angolo tra Via di Ripetta e Via Tomacelli, proprio sul limitare del grande complesso del Mausoleo dell’Imperatore Augusto e alle spalle dell’Ara Pacis, racchiude un formidabile insieme di affreschi tanto da lasciare il visitatore stupito.

Ancor più sorprendente è il fatto che questi affreschi siano stati realizzati in due momenti assolutamente diversi: i più antichi nel XVI secolo, i più recenti nel XIX.

San Girolamo dei Croati Petro Gagliardi affresco Profeta Ezechiele
Pietro Gagliardi – Profeta Ezechiele

Chiesa di San Girolamo dei Croati: la storia

Nota anche come San Girolamo degli Schiavoni (dal termine veneziano che anticamente indicava le popolazioni slave dell’Adriatico), la chiesa ha una storia antica.

Infatti, già dall’XI secolo esisteva in quel sito la piccola chiesa di Santa Marina de Posterula. Essa era ormai assai malandata quando papa Niccolò V Parentuccelli (1397-1455) la concesse il 21 Aprile 1453, con la breve Piis fidelium votis ad una comunità croata presente in zona. Insieme a quel che restava dell’edificio concesse loro anche il permesso di riedificarla.

Cosa ci facesse una comunità croata in quella zona è presto detto. Siamo infatti nell’area dell’antico porto di Ripetta: un luogo di commerci e di navigazione. Nel XV secolo, peraltro, l’aspetto della riva del Tevere era ben diverso. Non esistevano gli attuali argini realizzati nel XIX secolo e il fiume doveva essere assai prossimo all’edificio. Questo, a sua volta, era in posizione sopraelevata rispetto alla sponda tanto che vi erano cinque gradini per accedere all’attuale ingresso eliminati con l’innalzamento degli argini.

chiesa san girolamo dei croati abside
San Girolamo dei Croati – Abside

Insieme alla chiesa il pontefice concesse ai croati anche la possibilità di costituire un ospedale per accogliere e curare i propri connazionali. Oggi, al suo posto, dopo una storia lunga e travagliata, esiste il Pontificio Istituto Croato di San Girolamo posto proprio alle spalle dell’edifico sacro che prese le mosse con la bolla di Sisto V Sapientia Sanctorum emanata il primo agosto 1589 con la quale il papa innalzò San Girolamo a collegiata.

Il perché la chiesa prese il titolo di San Girolamo è presto detto. Si vuole infatti che il santo sia nato a Stridone, nell’attuale Croazia, nel 347 d.C.: dunque era il naturale santo protettore per i Croati.

Sisto V: la nuova edificazione

Il momento di maggior impulso per l’arricchimento di San Girolamo dei Croati venne con l’elezione al soglio pontificio di Felice Peretti che scelse il nome di Sisto V (1521-1590). La famiglia del pontefice, a tutti gli effetti marchigiana, proveniva però dalla Dalmazia e il Peretti fu anche cardinale titolare di San Girolamo dal 1570 fino alla sua elezione nel 1585.

Sisto V fece completamente riedificare la chiesa incaricando di quest’ opera due tra i più grandi architetti di quegli anni: Martino Longhi il Vecchio (1534-1591), padre di quell’Onorio grande amico di Caravaggio, e Domenico Fontana (1543-1607).

Ad occuparsi invece della parte artistica fu Giovanni Guerra (1544-1618), pittore vicino a Domenico Fontana, il quale si giovò di un gruppo di cinque collaboratori: Paolo Guidotti (1560-1629), Andrea Lilli (1570-1631), Paris Nogari (1536-1601), Avanzino Nucci (1552-1629) e Antonio Viviani (1560-1620)

A questo quintetto ed al Guerra si devono gli affreschi del transetto, dell’abside e della cupola.

Il restauro di Pio IX

Per volere di Pio IX Mastai-Ferretti, San Girolamo dei Croati venne restaurata nel 1847.

E’ in questa fase storica che si inserisce l’attività di Pietro Gagliardi (Roma, 1809 – Frascati, 1890). Questi, su commissione della Congregazione dello Spedale degli Illirici, dipinse la volta e le pareti della navata e le due pareti terminali dei transetti (l’Adorazione dei Magi e la Crocifissione).

•Antonio Viviani, Andrea Lilli - San Girolamo ordinato sacerdote
• Antonio Viviani, Andrea Lilli – San Girolamo ordinato sacerdote

Gli affreschi dell’abside

Iniziamo la nostra visita della Chiesa di San Girolamo dei Croati dall’abside. Da destra a sinistra, sulle pareti troviamo:

  • Antonio Viviani, Andrea Lilli: “San Girolamo disputa con gli eresiarchi”
  • Antonio Viviani, Andrea Lilli: “San Girolamo ordinato sacerdote dal Vescovo Paolino in antiochia”
  • Antonio Viviani, Andrea Lilli: “San Girolamo disputa sulle scritture con i Santi Gregorio Nazianzeno e Basilio”

Nelle lunette della parete di fondo, i ritratti di Caio I e Giovanni IV di Avanzino Nucci: papi dalmati rispettivamente del III e VI secolo d.C..

Nella volta dell’abside, al centro San Girolamo in gloria, opera di Paris Nogari e, ai lati, gerachie angeliche opera di Giovanni Guerra.

San Girolamo dei Croati: gli affreschi del transetto

Il transetto vede vicini tra loro i due momenti artistici protagonisti nella chiesa.

Agli estremi dei transetti, sono dovuti a Pietro Gagliardi, e dunque ottocenteschi, i due grandi affreschi del Calvario (o della Crocifissione), a sinistra, e dell’Adorazione dei Magi, a destra.

Sono invece tardo cinquecenteschi gli affreschi delle lunette e dei pilastri. Nelle lunette del transetto di sinistra Avanzino Nucci ritrae i Santi Cirillo e Metodio. Nelle lunette del transetto di destra sempre il Nucci ritrae i Santi Doimo e Rainiero.

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Pietro Gagliardi – Crocifissione

La falsa cupola di San Girolamo dei Croati

La cupola posta al centro tra i transetti è, in realtà, un’illusione ottica come andrà di moda nei secoli successivi. Insomma, un’anticipazione di capolavori straordinari come la Gloria di Sant’Ignazio di Andrea Pozzo.

Di Giovanni Guerra è il Trionfo della Trinità al centro della cupola mentre sono di Paolo Guidotti i peduncoli della cupola con i quattro evangelisti.

Gli affreschi della navata

Gli affreschi della navata sono invece ottocenteschi. Furono infatti realizzati da Pietro Gagliardi tra il 1847 e il 1852 e rappresentano l’Esaltazione (o il Trionfo) della Croce. Ai lati i profeti Isaia, Geremia, Ezechiele e Daniele.

Il cartiglio posto al centro della cornice dell’affresco verso la controfacciata riporta il committente (la già citata Congregazione) e l’anno (1850).  Il cartiglio sul lato opposto riporta invece la frase: “Aspicientes in auctorem fidei, qui proposito sibi gaudio, sustinuit crucem” ovvero “Rimirando nell’Autore di nostra fede, il quale ricusato il gaudio propostoglisi, sostenne la Croce” riferentesi a Gesù.

 

Chiesa di San Girolamo dei Croati – Navata

San Girolamo dei Croati: la controfacciata e le cappelle

La chiesa presenta tre cappelle rettangolari per ciascun lato della navata.

Cappelle Lato Sinistro:

  • 1° Cappella dei Santi Cirillo e Metodio: nella volta, di Andrea Lilli, SS. Trinità e Paesaggi
  • 2° Cappella della Madonna Addolorata con una Pietà di Giuseppe Puglia
  • 3° Cappella di San Girolamo: con una tela del santo sempre di Giuseppe Puglia (1600-1636)
Giovanni Guerra Cupola San Girolamo dei Croati
Giovanni Guerra – Cupola di San Girolamo dei Croati

Cappelle Lato Destro:

  • 1° Cappella di Sant’Antonio da Padova: Annunciazione di Michelangelo Cerruti detto il Candelottaro (1663-1748)
  • 2° Cappella della Madonna della Stella: Pietro Gagliardi Natività e Assunzione di Maria
  • 3° Cappella di Sant’Anna: Giuseppe Puglia Vergine con Gesù e Sant’Anna

La controfacciata, al di sopra dell’organo, custodisce i ritratti dei due papi a cui la chiesa di San Girolamo dei Croati deve la sua stessa esistenza: Niccolò V e Sisto V dipinti da Pietro Gagliardi.

Fabrizio Sciarretta

Laureato in Economia alla LUISS e Master in Business Administration della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, Fabrizio Sciarretta ha dedicato i primi anni della sua attività professionale al giornalismo economico. Rientrato dagli Stati Uniti, ha operato per circa un ventennio nella consulenza di organizzazione e direzione aziendale, ricoprendo incarichi di top management in Italia per due multinazionali americane del settore. Ha poi scelto la strada dell’impresa e da alcuni anni è impegnato come imprenditore nel settore della sanità. E’ stato membro dell'esecutivo di ANISAP Lazio e consigliere d’amministrazione di reti e raggruppamenti d’imprese. Lion da sempre, è stato presidente fondatore del Lions Club Roma Quirinale. Nel 2008 ha abbandonato la Capitale in favore della Sabina, e non se ne è pentito affatto.

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