Il Monastero di Rila in Bulgaria – 120 km da Sofia verso sud – non può mancare tra le tappe di un viaggio in Bulgaria. Anche dal solo punto di vista delle sue “qualifiche” Rila si impone all’attenzione: si tratta del più grande monastero dei Balcani ed è Sito Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Infine rientra nella prestigiosa cerchia di quei luoghi di culto che possono vantare una data di nascita anteriore all’anno Mille.
Monastero di Rila: la storia
Infatti, il Monastero di Rila è il frutto dello svilupparsi in Medio Oriente ed in Europa dell’eremitismo, reazione ad una società
civile che viveva secoli tra i più travagliati di tutta la storia dell’Occidente. Furono i discepoli di San Giovanni di Rila (876 – 946), che si era ritirato in una grotta di questo massiccio montuoso (il Rila, appunto) che può vantare la cima più alta dei Balcani ad avviare la costruzione del monastero.
Esso trovò nei secoli – esattamente come accadeva in Italia negli stessi tempi – il supporto dei regnanti e dell’aristocrazia che consentirono lo sviluppo di una potente realtà monastica.
Non a caso, il Monastero di Rila ha le fattezze di una fortezza. E’ difeso da alti mura perimetrali e due ingressi ben guardati da un sistema a doppia porta ed una possente torre difensiva al centro dell’ampio cortile (che, tecnicamente, ben si presta a fare da piazza d’armi). Inoltre, elemento non secondario, è ricco di acqua che ancora oggi sgorga da diverse fontane.
Rila: un trionfo di affreschi
Evidentemente, ciò che attrae a prima vista il visitatore è la chiesa con i suoi infiniti affreschi e l’imponente iconostasi. Credo, però, che prima giovi far girare lo sguardo lungo il perimetro del cortile: trecento celle si affacciano infatti su di esso. Oltre ad essere belle nel loro colore bianco e nelle scale di legno perfettamente manutenute, danno chiara la sensazione della potenza di Rila ai suoi tempi migliori.
Ma veniamo agli affreschi: essi ricoprono senza soluzione di continuità le pareti e le volte del portico esterno e della chiesa. Sarebbe impossibile descriverne i contenuti data la loro numerosità ma ciò che li rende assolutamente interessanti è che essi risalgono in buona misura al XIX secolo (il monaco Zahari fu tra i frescanti più attivi), anche perché il monastero era stato gravemente danneggiato da un incendio nel 1833. Testimonianza evidente di come fosse viva l’attività artistica all’interno di queste comunità monastiche.
Da evidenziare, all’interno della chiesa, sulla sinistra il reliquiario dove
sono esposte le tante reliquie di santi detenute dal monastero e sul lato opposto, la tomba di Re Boris, ultimo monarca di questa nazione. Sulla sua tomba ha anche pregato Giovanni Paolo II che si è recato al Monastero di Rila durante la sua visita apostolica in Bulgaria.
Da ultimo, non perdete il museo. il quale ospita, oltre ad una collezioni di croci da petto dell’XI secolo, la Croce di Rila. Si tratta di un’opera di intaglio su legno assolutamente eccezionale eseguita da monaco Raphael a cavallo tra il XVII ed il XVIII secolo. Egli vi realizzò scene sacre – tra cui spiccano quelle relative alla Vita di Gesù – con oltre seicento figure umane.



















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