Visitare Massa Martana e rimanere impressionato per il lavoro di recupero fatto dopo il terremoto del 1997 è tutt’uno. Il piccolo borgo ha ripreso vita con una tavolozza di colori straordinaria dove le facciate dai toni pastello contrastano la pietra viva.
Massa Martina: la visita

Una scelta tanto ardita quanto azzeccata. Non da meno le pavimentazioni, giocate tra i due estremi del bianco e del nero, al contempo tanto rilevanti esteticamente quanto funzionali.
Incuneata tra l’antica Via Flaminia che corre poco distante dalle mura di ponente ed il grande muraglione che ne difende il lato
di oriente, sopraelevato rispetto alle campagne intorno, Massa Martana va percorsa tutta nei suoi vicoli. Piccola, raccolta, è una passeggiata di mezz’ora tra scorci di colore e viste delle colline umbre quando i vicoli arrivano a termine sulle mura di levante.
Da non perdere la chiesa di San Felice che ingloba un torrione delle mura, divenuto cappella, ed interamente affrescato. Sotto la volta della porta medievale che immette nel borgo, tra le lapidi murate troverete lo stemma della città (la mezzaluna ed il fiore con cinque petali) e la stele romana che racconta le opere fatte dall’imperatore Adriano per la via Flaminia.
Massa Martana: la storia
Sorta a seguito della costruzione della Via Flaminia (III sec. a.C.), la Massa Martana romana si trovava, con il nome di Vicus Martis, nell’area dove ancora oggi sorge la chiesa di Santa Maria in Pantano. Il crollo dell’Impero Romano e soprattutto la guerra tra Goti e Bizantini (VI sec. d.C.), segnarono la fine del Vicus Martis.
Il borgo fortificato che vediamo oggi nacque un paio di secoli dopo, probabilmente ad opera dei duchi longobardi di Spoleto (massa è il termine di origine longobarda per indicare appunto un abitato fortificato). Fu poi feudo degli Arnolfi (X sec.) e dei Bonaccorsi Fonzi.
Tra il XIII ed il XV secolo, Massa Martana fu a più riprese sotto il dominio di Todi, centro egemone di quell’area, anche in funzione delle decisioni assunte dal papato circa gli assetti politici del territorio martano.
Intorno al 1570, i massetani comprarono la loro libertà riscattando dalla Camera Apostolica la loro stessa città che era stata venduta dalla Chiesa a Todi. Lo statuto comunale che a quel punto si diedero rimase in vigore fino al 1860 quando Massa Martana fece il suo ingresso nello Stato Pontificio.
Se siete dalle parti di Todi, ecco un luogo particolarissimo Madonna del Bagno a Casalina: trionfo di ex voto











