Castelsardo appartiene al club dei Borghi più Belli d’Italia. Ed a ragione. Meriterebbe questo riconoscimento anche solo per i suoi bastioni a mare, magnificamente preservati . Ai loro piedi, a pochi metri dalla scogliera, corre il lungo percorso di sentinella, che potrete percorrere anche voi.
Castelsardo: la storia
Costruito su uno sperone roccioso – e tralasciando il suo passato romano – il borgo fortificato di Castelsardo nasce nel XII
secolo, ad opera dei genovesi Doria. La sua funzione è di testa di ponte fortificata in terra sarda e il nome la dice lunga: Castelgenovese, o Castella Jane in sardo. Del resto, il nord ovest della Sardegna è in buona parte controllato dalla repubblica marinara: i Doria a Castelsardo ed Alghero, i Malaspina ad Osilo e Bosa. Dei quattro Giudicati originari, alla fine del ‘200 ne sopravvive uno solo: Arborea.
Nel 1297 da il colpo di grazia a questo sistema concedendo la Sardegna in feudo a Giacomo II d’Aragona. Ma qui il discorso ci porterebbe lontani.
Va però detto che in questa vicenda Castelsardo si ritaglia un suo ruolo particolare. Infatti vi abitò Eleonora d’Arborea (1347-1404) dopo il suo matrimonio con Brancaleone Doria e qui sembra nacquero i suoi figli Federico e Mariano. La potenza di questa rocca fece si che – nonostante l’occupazione della Sardegna da parte degli Aragonesi sancita dalla vittoria di Sanluri nel 1409 – Castelsardo resistesse fino al 1448.
A seguito dell’occupazione aragonese, divenne Castel Aragonese e solo nel 1769, la Sardegna era passata ai Savoia nel 1720, prese il nome attuale.
Castelsardo: visita
Se salirete a piedi verso il castello, vi sarà immediatamente chiaro perché Castelgenovese fosse una rocca inespugnabile. Il mare la cinge per due terzi e, per chi giunge da quel versante, ci sono da superare i bastioni.
Il lato verso terraferma e scosceso e fortificato. Dalla sommità del castello e dai bastioni, le macchine da guerra prima ed i cannoni poi, avevano libertà di tiro a 360°: assaltare Castelsardo doveva essere impresa difficilissima.
Noi, però, fortunatamente, l’abbiamo solo visitato. Iniziando dal castello, che ospita il Museo dell’Intreccio, ovvero di tutti quei prodotti creati attraverso l’intreccio di fibre vegetali ed utilizzati in campi che vanno dall’agricoltura alla pesca. Ovviamente, la vista dalla terrazza superiore del castello è imperdibile.
Da lì, iniziate a scendere perdendovi tra i vicoli del borgo, giù giù fino alla Cattedrale di Sant’Antonio Abate, (cliccate per leggere l’articolo). Da lì, una rampa di scale vi condurrà fino ai bastioni a mare ed al percorso di sentinella. Noi vi auguriamo buona passeggiata !











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