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Palermo Fontana Pretoria: fonte stupendissima

La Fontana Pretoria a Palermo – detta anche Fontana delle Vergogne – è certamente una delle fontane capolavoro del Rinascimento italiano e tale da non temere il confronto con le successive fontane barocche. Scrisse di lei infatti Giorgio Vasari: “Fonte stupendissima che non ha pari in Fiorenza”.

La Fontana Pretoria, in verità, oltre a essere un capolavoro, vanta anche una storia tanto curiosa quanto unica.

Fontana Pretoria Palermo: storia

palermo fontana pretoriaPartiamo da Don Pedro Álvarez de Toledo y Zúñiga (1484-1553), Viceré di Napoli per ventuno anni dal 1532 al 1553. Questi ebbe tre figli.

Don García Álvarez de Toledo y Osorio (1514-1577) grande ammiraglio, marito di Vittoria Colonna e Viceré di Sicilia. Eleonora, andata in sposa a Cosimo I de Medici. Luis, a sua volta Viceré di Napoli per pochi mesi nel 1553.

Don Pedro, suocero del duca Cosimo, aveva (giustamente) una villa a Firenze poi passata al figlio Luis. Per il giardino di questa villa, don Pedro commette allo scultore Francesco Camilliani (1530-1576) la fontana poi divenuta la Fontana Pretoria la cui realizzazione si avvia nel 1554.

Nel 1573 Luis de Toledo, grazie ai buoni uffici del fratello Garcia, vende (forse per debiti o perché sta per lasciare Firenze) la fontana al Senato di Palermo che la destina a Piazza Pretoria.

In realtà la vicenda non fu così semplice anzi, viceversa, fu tanto complicata quanto interessante.fontana pretoria palermo

Infatti, la fontana Pretoria dovette essere smontata in 664 pezzi che poi vennero rimontati sotto la direzione di Camillo Camilliani (figlio di Francesco) e di Michelangelo Naccarino (1550-1622) scultore di origine fiorentina ma poi trasferitosi tra Napoli e Palermo.

I due dovettero affrontare un’operazione complessa: alcune statue si erano rovinate durante il viaggio, altre, probabilmente, non furono mai spedite ma trattenute da Luis de Toledo.

In più, per far spazio alla fontana, fu necessario rivedere la conformazione della piazza abbattendo diversi edifici. Inoltre, il Naccherino dovette armarsi della sua attrezzatura e scolpire diverse statue mancanti.

Fontana di Piazza Pretoria Palermo: la visita

Se si voglia comprendere a colpo d’occhio la struttura della Fontana Pretoria, è necessario salire sul tetto della adiacente chiesa di Santa Caterina d’Alessandria dalla quale è possibile gustarsela appieno.

fontana pretoria palermoStiamo parlando, caso abbastanza raro, di una fontana pedonale. Essa infatti è talmente ampia da consentire di passeggiare la suo interno.

A pianta rotonda, il monumento sale, come una collinetta, verso la sommità su cui è posta una colonna in cima alla quale Bacco dispensa (per questa volta) acqua e non vino.

Si accede alla fontana attraverso quattro varchi dai quali principiano quattro scalinate che puntano verso il centro dell’opera.

A guardia di ogni varco si trovano due statue rappresentanti divinità pagane o personaggi allegorici. In pratica, i quattro varchi rappresentano la circonferenza esterna della Fontana Pretoria.

La seconda circonferenza è invece caratterizzata dalle statue di quattro fiumi (distesi su una roccia a rappresentare la fonte) con a lato un tritone e una nereide. Su quali siano i quattro fiumi rappresentati esiste una divertente confusione.

Infatti, nella concezione originale doveva trattarsi del Nilo e dei sui affluenti ma poi, a Firenze, essi divennero l’Arno e il Mugnone, il Tevere e il Mensola. Una volta giunte a Palermo, invece, le statue presero il nome dei fiumi della città di Palermo: Papireto, Maredolce, Oreto e Gabriele.

Fontana della Vergogna: perché?

Come mai la Fontana Pretoria sia anche nota come Fontana della Vergogna ha due spiegazioni.

palermo fontana della vergognaLa prima riguarda le suore che abitavano il convento della chiesa di Santa Caterina d’Alessandria le quali, da un giorno all’altro, si trovarono a dover affrontare la vista di nudità maschili e femminili in quantità e, diciamolo, senza alcuna foglia di fico.

La seconda motivazione è di natura più politica. Se guardate alcune statue maschili, esse hanno tratti grotteschi, forse dovuti allo scalpello di Michelangelo Naccherino. Essendo la fontana posizionata di fronte a Palazzo Pretorio, ovvero alla sede del senato palermitano e, in generale, del governo della città, il soprannome potrebbe anche rappresentare una denuncia di quella corruzione che, fin dai tempi degli antichi romani, ha sempre rappresentato il maggior rischio ci degrado (e quindi di vergogna) per la politica.

Fabrizio Sciarretta

Fabrizio Sciarretta

Laureato in Economia alla LUISS e Master in Business Administration della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, Fabrizio Sciarretta ha dedicato i primi anni della sua attività professionale al giornalismo economico. Rientrato dagli Stati Uniti, ha operato per circa un ventennio nella consulenza di organizzazione e direzione aziendale, ricoprendo incarichi di top management in Italia per due multinazionali americane del settore. Ha poi scelto la strada dell’impresa e da alcuni anni è impegnato come imprenditore nel settore della sanità. E’ stato membro dell'esecutivo di ANISAP Lazio e consigliere d’amministrazione di reti e raggruppamenti d’imprese. Lion da sempre, è stato presidente fondatore del Lions Club Roma Quirinale. Nel 2008 ha abbandonato la Capitale in favore della Sabina, e non se ne è pentito affatto.