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Chiesa di Santa Francesca Romana: storia e arte

La chiesa di Santa Francesca Romana o di Santa Maria Nova (il suo titolo originario) ha una storia antica come è lecito aspettarsi da un edificio che sorga nel Foro Romano. Quella che però oggi ammirate è la sua veste barocca, figlia degli interventi di Carlo Francesco Lambardi (1545-1619) tra il 1612 ed il 1615.

Nell’occasione, il precedente assetto a tre navate fu trasformato in una navata sola con cappelle laterali ed un pregevole soffitto ligneo. L’altro intervento fondamentale riguardò la facciata trasformata in senso classicista con un portico che precede l’ingresso dell’edificio sacro.

Santa Maria Nova Roma: la storia

chiesa santa francesca romana roma fori romaniLe origini risalgono però a circa dieci secoli prima. Papa Paolo I vi fece infatti erigere nel 760 un oratorio dedicato ai Santi Pietro e Paolo probabilmente perchè in qual luogo si vuole che essi sconfissero Simon Mago (vedi nel seguito). Nel IX secolo papa Leone IV (847-855) trasformò l’oratorio in chiesa. A poca distanza, si trovava (oggi restaurata e riaperta) l’importante chiesa di Santa Maria Antiqua: quando venne però sepolta da un terremoto nell’847. Così, alla fine del X secolo, Gregorio V (997-999) ne trasferì il titolo alla hicesa del Santi Pietro e Paolo che divenne Santa Maria Nova per distinguerla dalla precedente.

Nel XII secolo, durante il papato di Alessandro VI (1159-1181) venne costruita la torre campanaria con due ordini di monofore e tre di bifore e il chiostro. Essa conserva ancora (spesso, purtroppo, sono i primi a subire le ingiurie degli anni) i dischi colorati di maiolica, di ispirazione araba, che danno luce, riflettendo il sole, all’austero campanile romanico.

Fu in quegli anni che venne anche eseguito il ricco mosaico che impreziosisce l’abside datato intorno al 1161. Il mosaico i compone di cinque figure collocate in altrettanti archi. Al centro la Madonna Odigitria che con la mano destra indica il Bambino. Alla loro sinistra (per chi guardi) San Pietro e Sant’Andrea. Alla destra San Giacomo e San Giovanni.

Per approfondire le informazioni sul mosaico di santa Francesca Romana, leggete l’articolo: Il mosaico d’oro di Santa Francesca Romana

Santa Francesca Romana: chi era?

mosaico chiesa santa francesca romanaFrancesca Bussa de’ Ponziani (1384-1440) fu una nobildonna romana devota alle opere di pietà. Si sposò giovanissima ed ebbe tre figli. Alla morte del marito, però, consacrò la sua vita alla chiesa.

Fondò cosi nel 1433 la Congregazione delle Oblate di Maria a Tor de’ Specchi e svolse la sua opera anche nell’antica chiesa di Santa Maria Nova.  Proprio qui venne sepolta alla sua morte.

Francesca venne beatificata nel 1608 e fu nota con il nome di Santa Francesca Romana. Quando, nel 1638, venne ritrovato il suo corpo sepolto sotto l’altare maggiore, la chiesa le fu intitolata.

Gian Lorenzo Bernini e il monumento funebre di Santa Francesca Romana

Gian Lorenzo Bernini realizzo l’ampia e particolare struttura del monumento funebre di Santa Francesca Romana che venne inaugurato nel 1649.santa francesca romana monumento funebre bernini

La particolarità è quella di essere articolato su due livelli tra loro comunicanti.

Al piano della navata della chiesa (tra le due scalinate che conducono all’abside sopraelevata) si trova una balaustra a campana che racchiude la scultura di Santa Francesca Romana e l’Angelo. Il pavimento in marmo policromo delimitato dalla balaustra rappresenta lo stemma della famiglia della santa.

chiesa santa francesca romanaAlle spalle del monumento ma ad un livello più basso, è posta la piccola cripta che conserva le spoglie della santa. Alla cripta si accede da due scale poste ai lati del transetto dell’abside. A loro volta, due piccole finestre con grate danno luce alla cripta affacciandosi nella navata principale ai lati della statua dedicata alla santa.

A tal proposito, vi è da notare come la statua di Santa Francesca Romana e l’Angelo sia ottocentesca (Giosuè Meli). L’originale gruppo bronzeo del Bernini andò perso nel periodo dell’occupazione napoleonica e delle relative spoliazioni.

Chiesa di Santa Francesca Romana: le due Madonne bizantine

chiesa santa francesca romana roma fori romaniNella sagrestia è custodita l’icona della Madonna Glukophilousa (che bacia il Bambino) del V secolo rinvenuta sotto l’altare maggiore nel 1949 e che potrebbe provenire da Santa Maria Antiqua. La datazione al V secolo, la renderebbe una delle icone in assoluto più antiche giunte fino a noi.

L’altare maggiore accoglie invece un’altra grande icona. Si tratta di un’opera toscana databile al XII secolo. In questo caso, però, si tratta di una Madonna Odighitria, ovvero che indica la via. La Vergine, infatti, con la mano sinistra indica il Bambino, cioè la via della salvezza.

Da notare come questa icona conservi ancora i gioielli d’oro e pietre preziose che spesso ornavano le immagini sacre. Occorre dire che, sebbene il modello bizantino sia evidente, altrettanto evidenti sono le innovazioni provenienti dalla cultura locale. Ciò sia nel viso della Vergine che nella bordatura bianca, celeste e rossa del velo.

La leggenda di Simon Mago

A Santa Francesca Romana si conserva una lastra di marmo che porterebbe impresse le impronte delle ginocchia di San Pietro e Paolo. La leggenda vuole chiesa santa francesca romana roma fori romaniche proprio nel luogo dove oggi sorge la basilica, i due santi affrontarono Simon Mago il quale voleva dimostrare di possedere poteri divini. Simone Mago è a tutti gli effetti un personaggio realmente esistito ed è considerato, in qualche modo, il primo eretico che la storia della chiesa ricordi. Fu così che mentre Simon Mago dava mostra del suo potere levitando, i santi si gettarono in ginocchio a pregare facendolo rovinosamente cadere a terra. Simon Mago fu poi lapidato dal popolo.

Monumenti funebri di Gregorio XI e Antonio Rido

antonio rido monumento funebre chiesa santa francesca romana roma fori romaniUn ultima notazione riguardo a due monumenti funebri conservati nella chiesa di Santa Francesca Romana. Il primo è quello di papa Gregorio XI (1329-1378) il quale, un anno prima di morire, riportò a Roma da Avignone la sede del papato.

L’altro (nella seconda cappella di destra) è quello di Antonio Rido (+1450), castellano di Castel Sant’Angelo e capitano di venture ritratto a cavallo in un bassorilievo. L’opera venne realizzata nel 1475.

A proposito di quest’ultimo, è interessante notare come nel Lazio si conoscano solo tre monumenti funebri equestri (dove cioè il defunto sia rappresentato a cavallo e non sdraiato sul sarcofago). Oltre a quello del Rido, si tratta di quelli di Roberto Malatesta (morto nel 1482) a San Pietro e del monumento funebre di Giordano Orsini (morto nel 1484) e conservato nella chiesa di Santa Maria delle Grazie a Monterotondo nei pressi di Roma.

Fabrizio Sciarretta

Fabrizio Sciarretta

Laureato in Economia alla LUISS e Master in Business Administration della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, Fabrizio Sciarretta ha dedicato i primi anni della sua attività professionale al giornalismo economico. Rientrato dagli Stati Uniti, ha operato per circa un ventennio nella consulenza di organizzazione e direzione aziendale, ricoprendo incarichi di top management in Italia per due multinazionali americane del settore. Ha poi scelto la strada dell’impresa e da alcuni anni è impegnato come imprenditore nel settore della sanità. E’ stato membro dell'esecutivo di ANISAP Lazio e consigliere d’amministrazione di reti e raggruppamenti d’imprese. Lion da sempre, è stato presidente fondatore del Lions Club Roma Quirinale. Nel 2008 ha abbandonato la Capitale in favore della Sabina, e non se ne è pentito affatto.

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